La siccità minaccia di prosciugare i rubinetti di Cape Town

Cape Town sarebbe la prima grande città al mondo a rimanere senz’acqua

La siccità mette in ginocchio il Sud Africa

Dopo tre anni di siccità che hanno colpito le regioni occidentali e meridionali del Paese, il Sud Africa ha dovuto dichiarare lo stato di disastro nazionale.
La situazione è tanto grave che l’amministrazione di Cape Town, la seconda città del Paese, sta minacciando i residenti che chiuderà i rubinetti se non verrà contenuto ulteriormente il consumo idrico, una misura drastica ma necessaria per salvare la poca acqua rimasta nei bacini.
«Più risparmiamo e più evitiamo il rischio di rimanere senza acqua» si legge in uno dei banner luminosi accesi in tutta la città, che informano i cittadini sull’ultimo limite di consumo permesso, pari a 50 litri al giorno per persona.

4 giugno: Day Zero a Cape Town

Sebbene Cape Town abbia già rimandato la data annunciata per la chiusura dei rubinetti (conosciuta come Day Zero) al prossimo 4 giugno, il pericolo rimane imminente, e – come annunciato in un report del gennaio scorso pubblicato dalla rivista statunitense “Time” – aumenta le possibilità che la metropoli si trasformi nel primo grande centro urbano al mondo a rimanere senz’acqua. 
La situazione è grave e il 15 febbraio scorso il livello di acqua nel bacino della diga che rifornisce la città era fermo al 24,9%, mentre il limite indicato per l’inizio del Day Zero è il 13,5%.
Intanto – come riportato da News24, un sito di informazione sudafricano – al 29 gennaio scorso il consumo giornaliero della città era calato da un miliardo a 566 milioni di litri, anche se per evitare il rischio del Day Zero questo livello dovrà scendere ulteriormente, almeno fino a 450 milioni di litri.
Una volta che i rubinetti verranno chiusi, i cittadini dovranno recarsi nelle stazioni di approvvigionamento idrico e riempire lì bottiglie o recipienti di vario genere, per rispettare la quota giornaliera che sarà riconosciuta a ciascuna persona. 

Impianto di desalinizzazione per affrontare la siccità

Con l’intento di andare incontro ai bisogni della cittadinanza senza consumare oltre la poca acqua rimasta nel bacino, l’amministrazione di Cape Town ha commissionato l’installazione temporanea sulla costa di un impianto di desalinizzazione, che inizierà il suo lavoro producendo 2 milioni di litri al giorno per arrivare a 7 milioni di litri al giorno nel mese di marzo.
Del resto, proprio per la dimensione della città, il livello di criticità raggiunto è unico, ma non è il solo caso di siccità legato alla scarsità di acqua, resa più grave negli ultimi anni dai cambiamenti climatici e dai disastri umanitari. Ed è per questo che il tema è al centro dell’agenza delle Nazioni Unite, impegnate a coinvolgere gli stati membri in un’azione congiunta per contrastare il fenomeno.

 
Diga in Sud Africa
 

Acqua potabile: oro del futuro

Come rilevano proprio le Nazioni Unite, nonostante l’acqua copra il 71% della superficie terrestre, solo il 4% di essa è dolce e solo lo 0,5% è utilizzabile per il consumo umano. E secondo le stime emerse da un summit sulla questione idrica, organizzato in Australia due anni fa, le regioni e i paesi che affrontano problemi di siccità assisteranno entro il 2050 ad una contrazione del prodotto interno lordo del 6%. La riduzione dell’acqua potabile disponibile, accompagnata all’aumento del consumo di acqua, rischia di ridurre da qui al 2050 la disponibilità idrica nelle grandi città di due terzi.
Del resto, le immagini mandate in onda da reti televisive come la South African Broadcasting Corporation sono drammatiche. In alcuni casi, i bacini sono così prosciugati da assomigliare a deserti.
Nel comunicato ufficiale lanciato il 9 febbraio scorso al termine di un incontro della task force interministeriale sul tema, si fa riferimento ai rischi economici che il paese sta correndo. «(Il South African Weather Service) – si legge – indica che il 2017 è stato l’anno peggiore in termini di precipitazioni atmosferiche per l’intero paese. Questo implica che il paese non è ancora riuscito a risollevarsi dopo la siccità che lo ha colpito nel 2014, con la provincia di Western Cape che ha vissuto la siccità peggiore degli ultimi anni. Questa sfida alla mancanza di acqua si accompagna al declino di una serie di attività umane, come la coltivazione».
Al fine di evitare che si verifichi proprio lo scenario peggiore, Cape Town, capitale della Provincia, ha imposto una serie di restrizioni nell’utilizzo di acqua per le piscine o per le fontane, oltre a essere impegnata in una campagna pubblica, anche sui social network, per il risparmio idrico. Per fare un esempio, il sito web dell’amministrazione cittadina offre un sistema di calcolo che permette ai cittadini di verificare la quantità di acqua consumata in un giorno, fornendo inoltre agli utenti una serie di indicazioni utili su come risparmiare acqua nella vita quotidiana.

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CAPE TOWN RISCHIA DI ESSERE LA PRIMA GRANDE CITTÀ AL MONDO A RIMANERE SENZ’ACQUA

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IL LIVELLO DI ACQUA NEL BACINO DELLA DIGA CHE RIFORNISCE LA CITTÀ È SCESO AL 24,9%

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L’AMMINISTRAZIONE HA IMPOSTO A CIASCUN RESIDENTE DI NON UTILIZZARE PIÙ DI 50 LITRI DI ACQUA AL GIORNO