La promessa di far rivivere la Via della Seta

LA CINA INVESTE ALTRI 800 MILIARDI DI YUAN PER RILANCIARE LA VIA DELLA SETA

One Belt One Road Map

La Cina rilancia l’ambiziosa iniziativa di far rivivere la Via della Seta e annuncia l’intenzione di investire altri 842 miliardi di yuan (124 miliardi di dollari) di fondi addizionali per promuovere il commercio e lo sviluppo tra i paesi attraversati dalla storica rotta.
Il Presidente cinese Xi Jinping ha ribadito il coinvolgimento del Paese in occasione di un summit internazionale che si è tenuto a Pechino all’inizio di maggio, ribadendo che la Via della Seta, capace di sostenere il commercio tra Asia ed Europa per migliaia di anni, ha oggi la possibilità di tornare ad essere un moltiplicatore di prosperità.

«La storia è la nostra migliore maestra» ha detto Xi Jinping nel corso del suo discorso di apertura tenuto di fronte a una schiera di capi di stato e leader di organizzazioni multilaterali come la Banca Mondiale e la Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB). «La gloria dell’antica Via della Seta ci insegna che le distanze geografiche non sono insormontabili. Se compiamo il primo e coraggioso passo ognuno verso l’altro, possiamo avviarci su un sentiero di amicizia, sviluppo condiviso, pace, armonia e un futuro migliore».

Prima nel suo genere

Il discorso del Presidente ha segnato l’inizio di una due-giorni intitolata “Plenary Session of the Belt and Road Forum for International Cooperation”, il primo evento nel suo genere da quando – nel 2013 – Xi ha annunciato l’iniziativa, ribadendo così l’importanza che il suo governo riconosce al progetto.
Formalmente conosciuto come la “Silk Road Economic Belt and 21st Century Maritime Silk Road Initiative”, il progetto si è man mano trasformato in un’iniziativa specifica di politica estera del Presidente, sostenuta con l’intento di consolidare il ruolo della Cina come centro economico della regione e non solo. Incoraggiando gli investimenti in infrastrutture come strade o ferrovie, il progetto mira a consolidare i legami economici tra la seconda più grande economia al mondo e i paesi vicini come Vietnam, Pakistan, Tajikistan, anche se questi legami sono stati interpretati dagli scettici come un altro modo per estendere l’influenza geopolitica della Cina. Questo è l’esempio più recente del ruolo assunto dalla Cina come superpotenza mondiale dopo alcune decadi trascorse sviluppando la propria economia all’interno. Per farlo il Paese ha investito massicciamente in settori diversi a partire dalle infrastrutture, dove ha realizzato progetti ambiziosi come le dighe di Ertan e Xiaolangdi, entrambe costruite da Salini Impregilo.

Un forte impatto sullo sviluppo

Nel corso del suo discorso, Xi ha sottolineato che, da quando il progetto è stato lanciato quattro anni fa, oltre 100 paesi e organizzazioni internazionali hanno garantito il loro supporto.
La Cina ha siglato 40 accordi di cooperazione con oltre 40 paesi e organizzazioni internazionali. Questo ha portato all’accelerazione di alcuni progetti come la ferrovia tra Cina e Laos, mentre i tempi di transito alle dogane per i prodotti agricoli che passano dal Kazakhstan e da altri stati dell’Asia Centrale alla Cina sono stati ridotti del 90%.
In generale, tra il 2014 e il 2016 il valore totale del commercio tra Cina e gli altri paesi appartenenti al progetto “Belt and Road” ha superato i 3 trilioni di dollari, mentre gli investimenti della Cina in questi paesi sono stati superiori ai 50 miliardi di dollari.

 

 
Astana Kazakhstan
 

Inoltre, le aziende cinesi hanno beneficiato di 56 aree di cooperazione economica in oltre 20 paesi, generando circa 1,1 miliardi di entrate fiscali e 180.000 posti di lavoro. La AIIB, da poco operativa e sostenuta principalmente dalla Cina, ha garantito 1,7 miliardi di dollari di prestiti per nove progetti destinati a paesi che fanno parte dell’iniziativa “Belt and Road”.
«Questi risultati fruttuosi dimostrano che la “Belt and Road Initiative” risponde alla tendenza dei nostri tempi… e incontra i bisogni delle persone» ha dichiarato Xi Jinping. «E sicuramente ha grandi prospettive».
Per questo Xi ha lanciato un messaggio anche ad altri paesi affinché partecipino all’iniziativa, affermando che questi primi risultati hanno dimostrato il potenziale del progetto in termini di crescita della prosperità economica.
Peter Thomson, il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha partecipato al Summit, ha garantito il suo supporto. «Non abbiamo dubbi sul fatto che la “Belt and Road Initiative” porterà enormi benefici a tutti i paesi che ne faranno parte» ha dichiarato. «Darà una enorme spinta alla crescita economica, all’occupazione, alla riduzione della povertà, all’espansione del commercio e degli investimenti tra tutti i paesi che si trovando lungo la “Belt and Road”».

L’impeto rinnovato

Per enfatizzare il coinvolgimento del governo cinese con il progetto, il Presidente Xi ha promesso un nuovo investimento di 842 miliardi di yuan (124 miliardi di dollari). Rispetto al totale, la China Development Bank e la Export-Import Bank of China metteranno a disposizione un investimento totale di 380 miliardi di yuan (55,6 miliardi di dollari) per garantire prestiti per lo sviluppo infrastrutturale e industriale.
Nel frattempo, il governo da parte sua stanzierà 100 miliardi di yuan (10,6 miliardi di dollari) che finiranno nel Fondo della Via della Seta, incoraggiando le istituzioni finanziarie ad aumentare gli affari fatti oltremare per 300 miliardi di yuan (43,9 miliardi di dollari). Il Fondo è stato creato nel 2014 per finanziare le infrastrutture e altri progetti collegati all’Iniziativa.

«Siamo molto intenzionati a promuovere riforme strutturali per raggiungere uno sviluppo sostenibile, dare un forte impeto alla “Belt and Road Initiative” e creare nuove opportunità per lo sviluppo globale» ha dichiarato Xi.
Enfatizzando il successo del Summit, il Presidente cinese ha firmato accordi di cooperazione commerciale con altri 30 paesi, avviando con alcuni di loro consultazioni sulla possibilità di individuare aree di liberto scambio.
Tuttavia, ha ribadito Xi, i paesi che hanno deciso di prendere parte all’Iniziativa insieme alla Cina sono chiamati a rispettare cinque principi, definiti da lui essenziali per il successo nel lungo termine. I principi sono: pace, prosperità, dialogo, innovazione e connessione.
«Un importante primo passo è stato compiuto nello sviluppo della “Belt and Road Initiative”» ha detto. «Dovremmo partire da questo slancio per spingere il progetto verso un più grande successo».

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