{"id":500016,"date":"2015-10-01T02:35:00","date_gmt":"2015-10-01T02:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500016"},"modified":"2020-10-19T16:46:57","modified_gmt":"2020-10-19T16:46:57","slug":"etiopia-il-sogno-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/etiopia-il-sogno-africa.html","title":{"rendered":"Etiopia, il sogno d\u2019Africa"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/2-shutterstock_245935390.jpg\" alt=\"2-shutterstock_245935390\" class=\"wp-image-100875\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/2-shutterstock_245935390.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/2-shutterstock_245935390-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Tredici anni dopo la prima \u201cInternational Conference on Financing Development\u201d tenuta nel 2002 a Monterrey, in Messico, il 13 luglio scorso \u00e8 stata la volta di Addis Abeba.<\/p>\n\n\n\n<p>Non un caso, ma un segnale preciso perch\u00e9, nell\u2019ottica dei grandi progetti di sviluppo lanciati dalle Nazioni Unite come i \u201cMillennium Development Goals\u201d, Addis Abeba (che ospita tra l\u2019altro la sede dell\u2019Unione Africana)&nbsp;e l\u2019Etiopia intera rappresentano oggi un simbolo e un esempio,&nbsp;come ribadito anche dal Presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim, il quale ha sottolineato come la conferenza internazionale di Addis Abeba avrebbe potuto cambiare le vite di miliardi di persone nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, dietro l\u2019incontro organizzato per dialogare sulle nuove linee guida dello sviluppo mondiale e presenziato dai rappresentanti delle pi\u00f9 importanti istituzioni globali a partire dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, c\u2019\u00e8 stato il riconoscimento di un Paese che cresce da anni a ritmi sostenuti e si candida a diventare presto la locomotiva del Continente africano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Etiopia: un paese in crescita<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"465\" src=\"\/wp-content\/uploads\/etiopia-01.jpg\" alt=\"Etiopia\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La fabbrica del mondo<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel distretto di Bole Lami, a due passi dall\u2019aeroporto di Addis Abeba, le fabbriche spuntano come funghi. Piccoli agglomerati industriali dove aziende del Pakistan, India, Taiwan, Corea, e Bangladesh producono di tutto, per il mercato interno e per quello internazionale. La Cina non \u00e8 da meno e le imprese di Pechino hanno di fatto occupato la \u00abZona industriale orientale\u00bb, una spianata di cinque chilometri quadrati dove, dal 2007, piccoli capannoni lavorano giorno e notte ogni genere di prodotto, dalla pelle all\u2019acciaio. Attualmente sono 8 i grandi parchi industriali presenti nel Paese e dislocati soprattutto a ridosso delle grandi citt\u00e0.<br>Si tratta di strutture con accesso a internet veloce, sistemi di telecomunicazione moderni, trasporti e logistica organizzati in modo efficiente. Il primo parco realizzato \u00e8 stato quasi interamente occupato da aziende cinesi e destinato all\u2019export.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un Paese con oltre 90 milioni di abitanti, molti dei quali giovani e alfabetizzati, il lavoro \u00e8 un tema centrale e la manodopera qualificata una garanzia per i colossi internazionali che scelgono di investire all\u2019estero. Come dimostra la scelta della Ayka Addis, un gigante del tessile che ha aperto a 30 chilometri a sud-ovest della capitale la pi\u00f9 grande fabbrica d\u2019Africa, dove sono occupati 8.000 giovani etiopi. Questo \u00e8 il volto della nuova Etiopia e la sfida pi\u00f9 ambiziosa del governo: passare dall\u2019economia dei villaggi all\u2019economia delle citt\u00e0 e cos\u00ec trasformare un territorio tradizionalmente agricolo in un \u00abmiddle income country\u00bb, una nazione con una classe media dal reddito medio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pil in costante crescita<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"241\" src=\"\/wp-content\/uploads\/etiopia-02.jpg\" alt=\"Etiopia\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il termine per raggiungere l\u2019obiettivo, secondo i piani concordati con il&nbsp; Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, \u00e8 il 2025. Da oggi ad allora l\u2019economia del Paese dovrebbe continuare a crescere con un range annuale che varia tra l\u201911 e il 15%, una vera e propria corsa alla crescita che contribuir\u00e0 a portare a conclusione i profondi cambiamenti sociali e culturali tuttora in corso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Industria e formazione<\/h2>\n\n\n\n<p>Il nuovo rilancio industriale dell\u2019Etiopia \u00e8 un traino della rinascita economia del Paese, ma non l\u2019unico. Il governo ha infatti individuato sei settori strategici sui quali investire per raggiungere gli obiettivi fissati al 2025.<br>Oltre all\u2019industria, le istituzioni puntano su agricoltura, trasporti urbani, costruzioni e urbanizzazione, servizi e in ultimo accesso alle coperture sociali come sanit\u00e0 ed educazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio <a href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/economia-globale-sostenibilita\/etiopia-formazione-e-lavoro.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">l\u2019educazione e la formazione<\/a> sono un passaggio obbligato per molti giovani etiopi, tenuti in considerazione dalle multinazionali straniere proprio per i loro elevati livelli di alfabetizzazione. Ad oggi in Etiopia sono presenti&nbsp;45 poli universitari che ospitano circa 500.000 studenti. Ogni anno si laureano soprattutto ingegneri, medici, esperti in ricerca e sviluppo, rappresentanti quindi di professioni scientifiche largamente richieste dal mercato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un\u2019economia che corre<\/h2>\n\n\n\n<p>Il cammino, per un Paese dove il settore agricolo vale ancora il 42,3% del Pil e occupa l\u201980% della forza lavoro, \u00e8 ancora lungo e complesso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"406\" src=\"\/wp-content\/uploads\/etiopia-03.jpg\" alt=\"Etiopia\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Eppure negli ultimi dieci anni l\u2019economia etiope ha corso a ritmi esaltanti, pari se non superiori a quelli di Cina e India. A conferma di ci\u00f2, il Fondo Monetario Internazionale inserisce oggi l\u2019Etiopia tra le cinque economie che crescono pi\u00f9 rapidamente nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"211\" height=\"696\" src=\"\/wp-content\/uploads\/etiopia-04.jpg\" alt=\"Etiopia\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2014 l\u2019economia del Paese \u00e8 cresciuta per l\u201911\u00b0 anno consecutivo a doppia cifra (+10,3%), un andamento che sar\u00e0 confermato anche al termine dell\u2019anno in corso. In particolare \u2013 secondo il&nbsp; Report \u201cEthiopia 2015 \u201d realizzato dalle Nazioni Unite e dall\u2019Ocse \u2013 mentre agricoltura e servizi crescono a ritmi \u201cnormali\u201d, \u00e8 l\u2019industria con un +21,2% a far registrare un boom significativo, spinta soprattutto dalla politica di investimenti pubblici adottata dal governo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nel corso degli ultimi dieci anni \u2013 commenta Haile Kibret, Economics Specialist delle Nazioni Unite \u2013 il settore pubblico ha guidato lo sviluppo grazie agli enormi investimenti nelle infrastrutture. Di questo sviluppo hanno beneficiato tanto le comunit\u00e0 urbane quanto quelle rurali. Una tendenza che ha contribuito a creare un numero sostenuto di nuovi posti di lavoro, soprattutto nel settore delle costruzioni e pi\u00f9 in generale delle infrastrutture\u00bb. I grandi progetti infrastrutturali avviati negli ultimi anni non si limitano a sostenere la crescita, ma danno il loro prezioso contributo anche per il raggiungimento di un altro obiettivo: trasformare l\u2019Etiopia nel polmone energetico dell\u2019Africa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The water tower of Africa<\/h2>\n\n\n\n<p>Conclusi i test in corso, a partire da ottobre 2015 una delle dieci turbine di potenza 187 megawatt di&nbsp;Gibe III, comincer\u00e0 a generare energia. L\u2019impianto idroelettrico, realizzato da Salini Impregilo sul fiume Omo, \u00e8 al momento la pi\u00f9 grande centrale idroelettrica dell\u2019Africa con una potenza in uscita di 1.870 MW e un invaso di 14 miliardi di metri cubi di acqua.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"211\" height=\"570\" src=\"\/wp-content\/uploads\/etiopia-06.jpg\" alt=\"Etiopia\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma Gibe III \u00e8 solo una, e non l\u2019ultima, delle grandi dighe che dovranno trasformare l\u2019Etiopia nell\u2019hub energetico del Continente africano. Ad oggi il Paese esporta energia in Kenya, Sudan e Gibuti, gli Stati geograficamente pi\u00f9 vicini, ma le autorit\u00e0 non escludono che le potenzialit\u00e0 produttive degli impianti idroelettrici in costruzione permetteranno di raggiungere anche mercati pi\u00f9 lontani, come l\u2019Europa e il Medio Oriente.&nbsp;Per arrivare a questo, l\u2019Etiopia sta investendo una quota equivalente a un terzo del suo Pil in infrastrutture destinate alla produzione di energia idroelettrica, per un totale di circa 12 miliardi di euro che serviranno a sfruttare la potenza dei fiumi che corrono sugli altopiani etiopi arrivando a generare, da qui al 2035, 40mila MW di energia idroelettrica. Un piano, collegato ai Millennium Development Goals (gli obiettivi di sviluppo previsti dalle Nazioni Unite per l\u2019eliminazione della povert\u00e0) e reso possibile grazie soprattutto alla conformazione idrografica del Paese, per questa ragione da molti definito \u201cThe water tower of Africa\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Il suo territorio \u00e8 molto vario: si passa dai 110 metri al di sotto del livello del mare della \u201cDenakil Depression\u201d nel Nord-Est del Paese ai 4.600 metri di altitudine delle Simien Mountains al Nord. Una conformazione frastagliata nella quale corrono 12 fiumi principali che ogni anno trasportano in media 122 chilometri cubi di acqua. Da qui l\u2019ambizioso progetto del governo di sfruttare al massimo la potenza idrica del Paese, un progetto di cui Salini Impregilo \u00e8 uno dei partner primari perch\u00e9, dalle prime dighe di Legadadi, Beles, Gibe I e Gibe II, \u00e8 ormai presente nella costruzione delle grandi opere fino all\u2019ultima e forse pi\u00f9 ambiziosa: la&nbsp;Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"1101\" src=\"\/wp-content\/uploads\/etiopia-05.jpg\" alt=\"Etiopia\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/magazine-video-etiopia-1-edit.mp4\"><\/video><figcaption>Grand Ethiopian Renaissance Dam Project<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il cantiere di Gerd, a 500 chilometri a Nord di Addis Abeba, impiega direttamente e indirettamente circa 15.000 persone,&nbsp;impegnate a terminare quella che sar\u00e0 la diga pi\u00f9 grande del continente africano, interamente costruita sulle acque del Nilo Azzurro. Una volta a regime, Gerd sar\u00e0 in grado di produrre 6.000 MW di elettricit\u00e0, mentre il lago artificiale coprir\u00e0 un\u2019area di 1.874 chilometri quadrati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"551\" src=\"\/wp-content\/uploads\/etiopia-07.jpg\" alt=\"Etiopia\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gerd \u00e8 una visione, un\u2019aspettativa condivisa di un\u2019opera che potr\u00e0 contribuire a ridurre la povert\u00e0, gli scontri sociali, l\u2019arretratezza economica. Ma soprattutto \u00e8 il simbolo, ribadito anche recentemente dal primo ministro Hailemariam Desalegn, della rinascita verde dell\u2019Etiopia, un Paese che mira a diventare carbon neutral entro il 2025 proprio grazie al contributo dei suoi imponenti progetti idroelettrici, dando cos\u00ec una risposta moderna ed efficace alle esigenze di sviluppo del suo popolo. \u00c8 questo un esempio di visione politica, sposata gi\u00e0 dall\u2019ex-Primo Ministro Meles Zenawi, storica guida dell\u2019Ethiopian People\u2019s Revolutionary Democratic Front,&nbsp;che pu\u00f2 fare da traino e da stimolo per altri Paesi africani, favorendo per il Continente una rinascita da molti attesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tredici anni dopo la prima \u201cInternational Conference on Financing Development\u201d tenuta nel 2002 a Monterrey, in Messico, il 13 luglio scorso \u00e8 stata la volta di Addis Abeba. 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