{"id":500019,"date":"2015-10-01T02:37:00","date_gmt":"2015-10-01T02:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500019"},"modified":"2020-10-25T11:42:19","modified_gmt":"2020-10-25T11:42:19","slug":"giganti-del-deserto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/giganti-del-deserto.html","title":{"rendered":"Giganti del deserto"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/dubai-ras-al-khor.jpg\" alt=\"dubai&#8211;ras-al-khor\" class=\"wp-image-137693\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/dubai-ras-al-khor.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/dubai-ras-al-khor-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Petrolio e finanza, deserto e grandi opere, modernit\u00e0 e lusso. Tutto questo \u00e8 la Penisola Araba, un puzzle di Stati circondato a Nord dal deserto siriano, a Ovest dal Maro Rosso, a Sud dall\u2019Oceano Indiano e a Est dal Golfo Persico. In questo sub-continente che divide l\u2019Africa dall\u2019Asia, Arabia Saudita e Yemen, Oman ed Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain e Kuwait hanno costruito le loro fortune su montagne di oro nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Una ricchezza sconfinata (l\u2019Arabia Saudita da sola \u00e8 il primo produttore al mondo di petrolio) investita per trasformare deserti e steppe in oasi di modernit\u00e0, spingendo sulla forza delle infrastrutture e delle grandi opere e attirando cos\u00ec capitali e investitori internazionali.<br>Un risultato raggiunto grazie anche al massiccio sostegno finanziario dei grandi fondi governativi, come l\u2019Abu Dhabi Investment Authority (il secondo al mondo per capitali gestiti) o il Mubadala, che hanno sostenuto la crescita economica ed infrastrutturale del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie anche a questo negli ultimi anni alcuni Stati della Penisola come gli Emirati Arabi Uniti sono divenuti un polo globale di attrazione delle eccellenze e un luogo dove la storia corre pi\u00f9 veloce che altrove.<br>\u00c8 la stessa atmosfera che per molti anni si \u00e8 respirata a New York, da sempre avanguardia del cambiamento. Non a caso Thomas Friedman, premio Pulitzer ed opinionista del New York Times, ha recentemente definito Dubai \u00abla Manhattan del mondo arabo\u00bb.<br>In uno dei suoi editoriali pubblicati sulle colonne della \u201cGrey Lady\u201d, l\u2019economista ha definito l\u2019Emirato \u00abun posto dove i giovani arabi che arrivano da tutte le parti della regione possono realizzare tutte le loro aspirazioni nelle arti, nel business, nei media, nell\u2019education e nelle tecnologie con aziende multinazionali, rimanendo fedeli alla loro cultura, alla lingua, al milieu religioso\u00bb.<br>La penna di Friedman arriva dove analisti, banche d\u2019affari, global player e colossi della consulenza hanno puntato gli occhi da anni: nel cuore della Penisola Araba.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo Report annuale sulla \u201cGiovent\u00f9 Araba\u201d, pubblicato nella met\u00e0 del 2014, la societ\u00e0 Burson-Marsteller ha rivelato che gli Emirati rimangono per il terzo anno consecutivo il Paese pi\u00f9 popolare dove vivere, davanti perfino agli Stati Uniti. Investimenti, turismo, innovazione e l\u2019enorme flusso di denari ricavato dalla vendita del petrolio hanno cos\u00ec trasformato quella che un tempo era conosciuta come la \u201cCosta dei pirati\u201d in un nuovo baricentro per l\u2019economia mondiale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La penisola araba: l\u2019impero tra le montagne<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"501\" src=\"\/wp-content\/uploads\/penisola-012.jpg\" alt=\"Penisola\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"651\" src=\"\/wp-content\/uploads\/penisola-022.jpg\" alt=\"Penisola\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Infrastrutture e crescita<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Le avveniristiche linee metropolitane di Ryadh e di Doha, i grattacieli di Dubai, le citt\u00e0 sorte dal nulla nel deserto, gli aeroporti e le isole artificiali: tutto questo \u00e8 il frutto di una visione, ma anche di enormi investimenti economici che non sembrano destinati a diminuire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Salini Impregilo nella penisola araba<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"211\" height=\"696\" src=\"\/wp-content\/uploads\/penisola-03.jpg\" alt=\"Penisola\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo il Business Monitor International nel corso del 2015 il settore delle costruzioni nella Penisola \u00e8 destinato a crescere del 10%, spinto da alcuni progetti come il Riyadh Metro Project che prevede la costruzione di sei linee nel sottosuolo della capitale saudita.<\/p>\n\n\n\n<p>In totale, tra il 2012 e il 2016, il totale degli investimenti programmati dai Paesi dell\u2019area \u00e8 pari a 268 miliardi di dollari, 119 dei quali previsti dall\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel solo 2013 i fondi stanziati per le infrastrutture negli Emirati sono stati pari a 35 miliardi di dollari. Nello stesso anno Abu Dhabi ha varato un programma di investimenti con una portata di 90 miliardi di euro da spendere entro il 2018 per la costruzione di abitazioni, scuole e infrastrutture di vario genere. La via rimane quella delle grandi opere, sulla scia del progetto faraonico che il 12 dicembre del 2012 ha portato all\u2019inaugurazione del Khalifa Port, uno dei porti commerciali pi\u00f9 grandi e moderni al mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"1081\" src=\"\/wp-content\/uploads\/penisola-04.jpg\" alt=\"Penisola\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Un ruolo chiave nell\u2019ambizioso progetto di crescita infrastrutturale cullato dalla regione \u00e8 svolto dal Gruppo Salini Impregilo, capofila e attore primario nella costruzione di alcune delle opere pi\u00f9 importanti, dalla metropolitana di Doha a quella di Riyadh (eccellenze tecnologiche nel settore della mobilit\u00e0), dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/kingdom-centre-l-edificio-simbolo-di-riyadh.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Kingdom Centre<\/a>&nbsp;di Riyadh, considerato ormai uno dei simboli pi\u00f9 rappresentativi dello sviluppo dell\u2019Arabia Saudita, alla grande moschea di Abu Dhabi, dotata di 4 minareti e 138 cupole per una superficie totale di 84.000 metri quadri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"1055\" src=\"\/wp-content\/uploads\/penisola-05.jpg\" alt=\"Penisola\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il caso di Masdar City<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima e pi\u00f9 innovativa sfida in termini di infrastrutture e urbanistica \u00e8 rappresentata da Masdar City (in arabo \u201ccitt\u00e0 sorgente\u201d), una citt\u00e0 nata grazie ai finanziamenti della Mubadala Development Company (la compagnia statale di Abu Dhabi) e dal progetto avveniristico realizzato dal prestigioso studio britannico di architetti Foster and Partners.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato dovr\u00e0 essere la prima citt\u00e0 al mondo a impatto zero, sorta in mezzo al deserto in un\u2019area di sei chilometri quadrati e basata su energia solare e altre fonti rinnovabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto, partito nel 2006, prevede che la mobilit\u00e0 sia garantita da un sistema di trasporti interni totalmente innovativo e che sia vietato l\u2019uso delle automobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le previsioni la costruzione della citt\u00e0, che arriver\u00e0 ad ospitare 50mila persone, dovrebbe essere ultimata nel 2016, con un investimento complessivo di circa 22 miliardi di dollari.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Expo 2020<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Infrastrutture, modernit\u00e0 e capacit\u00e0 di attrarre investimenti esteri rimangono i punti focali intorno ai quali si snoda la strategia di crescita degli Emirati. Ecco perch\u00e9 l\u2019Esposizione Universale del 2020 rappresenta una vetrina eccellente e un\u2019occasione irripetibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 27 novembre del 2013 Dubai \u00e8 stata scelta dal Bureau International des Expositions (Bie) come sede della 67\u00b0 Esposizione Universale. Battendo Russia, Turchia e Brasile, Dubai si \u00e8 aggiudicata un evento che, secondo le stime delle autorit\u00e0, dovrebbe garantire un ritorno economico pari a 23 miliardi di dollari, contro gli 8,4 miliardi che saranno investiti dall\u2019Emirato stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande kermesse internazionale, allestita in un\u2019area di 438 ettari tra gli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi, sar\u00e0 l\u2019occasione per mostrare una volta per tutte al mondo che il futuro si \u00e8 stabilito tra le dune del deserto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Petrolio e finanza, deserto e grandi opere, modernit\u00e0 e lusso. 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