{"id":500049,"date":"2015-11-25T09:34:01","date_gmt":"2015-11-25T09:34:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500049"},"modified":"2020-10-26T13:52:43","modified_gmt":"2020-10-26T13:52:43","slug":"il-secolo-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/il-secolo-africano.html","title":{"rendered":"Il secolo africano"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/khartoum-sudan.jpg\" alt=\"khartoum&#8212;sudan\" class=\"wp-image-165819\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/khartoum-sudan.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/khartoum-sudan-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo gli analisti del Fondo monetario internazionale, il ventunesimo secolo sar\u00e0 il secolo africano. Le ragioni vanno dall\u2019aumento della popolazione e quindi del numero di persone in et\u00e0 lavorativa, alla crescita della ricchezza, diffusa soprattutto nell\u2019area Sub-Sahariana, fino alla modernizzazione delle economie, sempre pi\u00f9 centrate su infrastrutture, servizi e turismo.<br><strong>Con 22 Paesi che crescono nel 2015 a ritmi superiori al 5%, il continente lancia la sua sfida per attrarre capitali stranieri e diventare un crocevia dello sviluppo mondiale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La spinta demografica<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Entro i prossimi 35 anni, la popolazione africana passer\u00e0 da 1,1 a 2 miliardi di persone.<\/strong><br>Mentre i Paesi pi\u00f9 ricchi \u2013 quelli del G7, la Russia e la Cina \u2013 hanno raggiunto intorno al 2010 il picco della popolazione in et\u00e0 lavorativa e si avviano a un graduale declino demografico, l\u2019Africa \u00e8 in pieno boom: <strong>tra i 25 Paesi con i tassi di fertilit\u00e0 pi\u00f9 elevati, solo due non sono della regione subsahariana, dove il 43 per cento della popolazione ha oggi meno di 14 anni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Entro il 2030, il contributo del continente africano alla crescita numerica della forza lavoro globale superer\u00e0 da solo quello di tutti gli altri continenti aggregati. <strong>Tra il 2030 e il 2050, nel mondo, la popolazione in et\u00e0 lavorativa continuer\u00e0 ad aumentare solo grazie ai giovani africani.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9&nbsp; persone in et\u00e0 lavorativa implicano di converso una fetta pi\u00f9 piccola di \u201cdipendenti\u201d, cio\u00e8 bambini e anziani che consumano risorse pur non producendo reddito, e un numero maggiore di lavoratori attivi. L\u2019aumento del risparmio aggregato da parte del ceto produttivo potr\u00e0 condurre a maggiori investimenti nel continente \u2013 ancora oggi dipendente dai trasferimenti esteri \u2013 e ad un accrescimento dello stock di capitale e della produttivit\u00e0, il che permetterebbe di assorbire la crescente forza lavoro.<br>Di conseguenza, <strong>il reddito pro capite \u00e8 destinato ad aumentare, cos\u00ec come la domanda interna che spinge la crescita economica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La corsa del Pil<\/h3>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio di questa transizione verso uno sviluppo pi\u00f9 equilibrato e stabile, l\u2019Africa subsahariana si conferma una regione in piena accelerazione. Dei 41 Paesi nel mondo che, nel 2015, crescono a ritmi superiori al 5 per cento, oltre la met\u00e0 \u2013 22 \u2013 sono africani. Nessuno \u00e8 europeo o nordamericano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo le stime del Fondo monetario, il Pil dei 45 paesi dell\u2019Africa subsahariana crescer\u00e0 cumulativamente del 26,3 per cento tra il 2015 e il 2020<\/strong>. Cifre impressionanti, soprattutto se paragonate al 10,6 per cento previsto nei paesi del G7 e dell\u2019Unione europea, o al 7,9 per cento dell\u2019area euro. A trainare la crescita paesi come Costa d\u2019Avorio (7,7 per cento quest\u2019anno), Tanzania (7,2), Kenya (6,8) e Repubblica Democratica del Congo (9,2). Ma ci sono altre storie di successo straordinarie: l\u2019Etiopia cresce da tre anni al 6%, il Camerun al 5%, il Ghana al 7.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri Paesi dell\u2019area conoscono un prepotente sviluppo, ora leggermente scalfito dalle vicende negative del mercato petrolifero, come l\u2019Angola, il Mozambico e soprattutto la Nigeria, membro dell\u2019Opec e Paese pi\u00f9 popoloso del continente (170 milioni di abitanti ). Altri ancora sono invece in parte colpiti dall\u2019andamento altrettanto calante delle commodity ferrose, dal rame allo zinco fino all\u2019oro:<\/p>\n\n\n\n<p>Sudafrica, Zambia, la stessa Repubblica Democratica del Congo. Com\u2019\u00e8 noto, quest\u2019ultimo problema \u00e8 a sua volta indotto dalla frenata del maggior consumatore mondiale di materie prime, la Cina, ma al gap di domanda orientale sta cominciando a rispondere l\u2019Europa che fortunatamente ha imboccato la via della ripresa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/lagos-nigeria-1.jpg\" alt=\"lagos&#8212;nigeria\" class=\"wp-image-168187\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/lagos-nigeria-1.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/lagos-nigeria-1-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Lagos &#8211; Nigeria<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Infrastrutture e servizi<\/h3>\n\n\n\n<p>Tutti i Paesi citati, pur registrando in alcuni casi una temporanea frenata nella crescita, hanno cominciato a dotarsi di strutture industriali, infrastrutture di trasporto, sistemi agricoli forti e promettenti, in grado di temperare la congiunture sfavorevoli di mercato. Da tempo, insomma, molte economie africane hanno cominciato a diversificare le proprie fonti di creazione del reddito, espandendosi soprattutto nell\u2019area dei servizi anche grazie a un utilizzo spesso innovativo delle tecnologie mobili e digitali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono ormai almeno 90 i tech-hub del continente, che offrono spazi di condivisione e risorse a giovani imprenditori e creativi impegnati a cercare soluzioni a problemi di interesse pubblico<\/strong>: accesso all\u2019istruzione, alla connettivit\u00e0 e ai trasporti, efficienza del sistema dei pagamenti e del settore medico, tutela dell\u2019ambiente. Quest\u2019ultima \u00e8 strettamente legata allo sviluppo della risorsa-turismo che in Africa \u00e8 fondamentale per moltissimi paesi, dal Kenya al Botswana, dallo Zambia alla Namibia, per non parlare delle tante aree marine gi\u00e0 valorizzate lungo le coste dello stesso Kenya (Lamu, Malindi), della Tanzania (Zanzibar), del Madagascar, o nelle isole di Mauritius, di Reunion e Capo Verde, nonch\u00e9 ovviamente nell\u2019arcipelago delle Seychelles.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019influenza dell\u2019economia globale<\/h3>\n\n\n\n<p>Il continente africano sta d\u2019altra parte sperimentando anche problemi connessi a trend globali dell\u2019economia, tra cui lo slowdown della Cina. <strong>Le esportazioni della manifattura dei Paesi dell\u2019Africa subsahariana verso Pechino sono<\/strong> infatti <strong>cresciute da 0,4 a 12 miliardi di dollari all\u2019anno tra il 2000 e il 2013<\/strong>, per poi frenare a seguito dello slowdown. Proprio la Cina ha favorito in Africa la creazione di veri e propri cluster manifatturieri integrati in catene di produzione globali, che da Pechino giungono in Etiopia (vetro, pellicce, calzature, componentistica automobilistica), Uganda (tessile, tubature in acciaio), Mali (raffinerie dello zucchero).<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSiamo tutti consapevoli che la lavorazione delle risorse agricole e minerarie dell\u2019Africa consentir\u00e0 di ottenere prodotti ad alto valore aggiunto, che aiuteranno il continente ad integrarsi nell\u2019economia mondiale\u00bb<\/em>, ha affermato il segretario dell\u2019Onu, Ban Ki-moon, all\u2019ultima Assemblea Generale dell\u2019organizzazione di fine settembre. <em>\u00abLa nostra sfida collettiva consiste nell\u2019assistere l\u2019Africa a sviluppare le capacit\u00e0 necessarie, affinch\u00e9 questo avvenga in modo pacifico, ordinato e massiccio\u00bb.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo gli analisti del Fondo monetario internazionale, il ventunesimo secolo sar\u00e0 il secolo africano. 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