{"id":500072,"date":"2016-01-13T09:37:00","date_gmt":"2016-01-13T09:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500072"},"modified":"2020-10-14T10:34:30","modified_gmt":"2020-10-14T10:34:30","slug":"grandi-opere-2030-chi-spinge-la-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/megatrend\/grandi-opere-2030-chi-spinge-la-crescita.html","title":{"rendered":"Grandi opere 2030: chi spinge la crescita"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/ben-franklyn-bridge-philadelphia-usa.jpg\" alt=\"ben-franklyn-bridge&#8211;philadelphia&#8211;usa\" class=\"wp-image-117263\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/ben-franklyn-bridge-philadelphia-usa.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/ben-franklyn-bridge-philadelphia-usa-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Da qui al 2030 il mercato mondiale delle grandi opere infrastrutturali promette<\/strong> due importanti novit\u00e0: la prima <strong>\u00e8 una crescita sprint del settore<\/strong>, maggiore rispetto a quella del Pil mondiale; la seconda \u00e8 che <strong>a trainare questa crescita saranno principalmente tre Paesi (Stati Uniti, Cina e India).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La previsione \u00e8 stata elaborata da Oxford Economics e Global Construction Perspectives all\u2019interno del Report \u201cGlobal Construction 2030\u201d,<\/strong> una prestigiosa pubblicazione che analizza i trend del mercato delle costruzioni nel lungo periodo.<br>Secondo il Report, presentato nei primi giorni di novembre a Londra, nei prossimi quindici anni il volume della produzione nel settore dovrebbe crescere a livello mondo del 58%, raggiungendo nel 2030 i 15,5 trilioni di dollari. Un balzo in avanti che sar\u00e0 compiuto soprattutto grazie alla spinta dei tre grandi Paesi gi\u00e0 citati che insieme assommeranno il 57% della crescita totale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Stati Uniti, Cina e India<\/h2>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 vero che la crescita media annuale del settore costruzioni da qui al 2030 sar\u00e0 del 3,9% (un punto percentuale in pi\u00f9 rispetto al Pil mondiale), \u00e8 anche vero che gran parte di questo aumento sar\u00e0 dovuto alla spinta dei tre mercati di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli Stati Uniti <\/strong>rappresentano quello pi\u00f9 significativo e \u2013 ribadisce il Report \u2013 <strong>cresceranno pi\u00f9 della Cina con un ritmo annuo pari al 5%<\/strong>. Alle loro spalle, il confronto si accende tra Cina e India. Con il rallentamento della crescita economica, la Cina sta lentamente mutando modello economico e dopo anni di investimenti interni nel settore delle costruzioni e delle grandi infrastrutture, il mercato comincia a orientarsi verso commercio e servizi. Il triennio d\u2019oro 2010-2012, quando la Cina ha prodotto pi\u00f9 cemento di quanto non avessero fatto gli Stati Uniti dal 1900 al 2013, appartiene al passato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il presente, e soprattutto il futuro, vede la Cina continuare a crescere ma con ritmi meno sostenuti. Questo permetter\u00e0 all\u2019India di superarla in termini di vitalit\u00e0 del mercato delle costruzioni. <\/strong>Il Paese sta infatti vivendo un momento d\u2019oro per il business delle costruzioni e \u2013 come spiega nel Report Graham Robinson, Executive Director di Global Construction Perspectives \u2013 \u00abgi\u00e0 nel 2021 superer\u00e0 il Giappone divenendo il terzo mercato al mondo del settore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/lotus-temple-delhi.jpg\" alt=\"lotus-temple&#8211;delhi\" class=\"wp-image-172151\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/lotus-temple-delhi.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/lotus-temple-delhi-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Lotus Temple, Delhi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Una volta lasciato alle spalle il Giappone, l\u2019India proseguir\u00e0 la sua corsa e nei prossimi quindici anni il mercato delle costruzioni indiano crescer\u00e0 ad una velocit\u00e0 almeno doppia rispetto a quello di Pechino. Una spinta che sembra una naturale risposta al boom demografico che sta vivendo il Paese: da qui al 2030 la popolazione urbana dell\u2019India dovrebbe crescere di 165 milioni di persone e Delhi \u00e8 destinata a diventare la seconda pi\u00f9 grande citt\u00e0 del mondo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La corsa interna all\u2019Europa<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Bisogner\u00e0 arrivare al 2025 perch\u00e9 il mercato europeo delle costruzioni riesca a riagganciare i livelli pre-crisi. <\/strong>Si tratta di un percorso graduale che ricalca quello dell\u2019economia in generale, destinata a crescere in modo molto lento ancora nel lungo termine. Secondo gli estensori del Report, anche le misure di <em>quantitative easing <\/em>lanciate dalla BCE per pompare liquidit\u00e0 sul mercato e svalutare l\u2019euro sul dollaro, non avranno effetti importanti sul lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>La corsa, quindi, pi\u00f9 che con i grandi competitor internazionali, si consuma all\u2019interno del Vecchio Continente dove <strong>il Regno Unito si confermer\u00e0 nei prossimi anni il mercato delle infrastrutture con la crescita pi\u00f9 decisa, superando presto la Germania e divenendo da qui al 2030 il primo mercato europeo e il sesto al mondo<\/strong>. Per quanto riguarda invece Francia, Spagna e Italia la situazione \u00e8 differente e pi\u00f9 critica. La Francia ha un problema di domanda interna debole che rallenta gli investimenti, mentre Spagna e Italia si stanno riprendendo lentamente dalla crisi. Meglio la Spagna, dove il mercato delle costruzioni dovrebbe crescere ad una media annua del 3% nel prossimo quinquennio, mentre in Italia il ritmo sar\u00e0 dimezzato e si fermer\u00e0 ad un +1,5%.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Medio Oriente<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>La grande spinta a costruire del Medio Oriente, guidata dai megaprogetti lanciati da Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti, rischia <\/strong><strong>di rallentare a causa del basso prezzo del petrolio. <\/strong>L\u2019attuale politica dell\u2019Arabia Saudita e pi\u00f9 in generale dell\u2019Opec \u00e8 mantenere i livelli di produzione attingendo alle riserve finanziarie, ma questa strategia non potr\u00e0 essere mantenuta per un lungo periodo. Se quindi il prezzo internazionale del petrolio rimarr\u00e0 basso, questo avr\u00e0 un impatto sui budget fiscali sia dell\u2019Arabia Saudita che di tutti i Paesi del Golfo.<br><strong>Un salvagente alla contrazione del settore costruzioni \u00e8 <\/strong>quindi <strong>rappresentato dai Mondiali di Calcio del 2022<\/strong> che si terranno in Qatar, e che restano un volano di crescita e un\u2019opportunit\u00e0 per le grandi opere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/doha-qatar-1.jpg\" alt=\"doha&#8211;qatar\" class=\"wp-image-135119\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/doha-qatar-1.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/doha-qatar-1-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Doha, Qatar<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Africa Sub-Sahariana<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Nei prossimi anni, la media del Pil dei 45 Paesi che compongono l\u2019Africa Sub-Sahariana dovrebbe continuare a crescere a ritmi sostenuti (nell\u2019ordine del 5,1% annuo),<\/strong> un andamento favorito \u2013 come ribadisce anche la Banca Mondiale \u2013 dagli investimenti nelle infrastrutture. Il rischio, per la regione, \u00e8 una riduzione dei capitali internazionali che negli ultimi anni hanno alimentato anche il business delle grandi opere, ma il fenomeno dovrebbe cominciare ad affacciarsi sul continente solo dal 2025.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ad oggi <\/strong>\u2013 secondo il Global Construction Report \u2013 <strong>il Paese pi\u00f9 interessante in termini di crescita infrastrutturale rimane la Nigeria<\/strong>, dove il governo ha avviato una serie di riforme per liberalizzare l\u2019industria petrolifera e attirare nuovi investitori. Inoltre, la crescita demografica della Nigeria \u00e8 esplosiva e da qui al 2030 il Paese diventer\u00e0 uno dei pi\u00f9 popolosi al mondo, con un conseguente aumento delle persone in et\u00e0 lavorativa, che daranno un\u2019ulteriore spinta alla produzione interna e all\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Paesi emergenti<\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito delle infrastrutture, le economie emergenti nel loro complesso si muovono in modo indipendente l\u2019una dall\u2019altra, con andamenti profondamente differenti anche tra Paesi vicini.<br>Il trend \u00e8 stato confermato da Jeremy Leonard, Direttore presso Oxford Economics, che afferma: <em><strong>\u00abPrevediamo una significativa debolezza in Brasile e Russia, mentre assisteremo a una crescita straordinaria dell\u2019Indonesia. Quindi, mentre in America Latina il Messico superer\u00e0 il Brasile, in Asia l\u2019Indonesia sorpasser\u00e0 il Giappone\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Guardando in particolare al Sud America, la situazione del Brasile \u00e8 destinata a peggiorare. Da qui al 2030 il mercato delle costruzioni dovrebbe crescere a ritmi bassissimi (meno dell\u20191% all\u2019anno) e questo a causa del rischio recessione che ormai sembra molto realistico, almeno nel breve termine. Nonostante i fondi stanziati prima per la Coppa del Mondo e dopo per i Giochi Olimpici, negli ultimi 18 mesi gli investimenti sono diminuiti e questo, secondo le stime del Report, porter\u00e0 per i prossimi due anni ad una riduzione del giro d\u2019affari delle costruzioni.<br>Uno scenario simile si presenta per la Russia. Nel 2015 l\u2019economia di Mosca dovrebbe contrarsi del 4% con un effetto negativo sulle costruzioni. La spesa per nuove infrastrutture dovrebbe pertanto ridursi almeno per tutto il 2016, tornando a crescere debolmente solo nel 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qui al 2030 il mercato mondiale delle grandi opere infrastrutturali promette due importanti novit\u00e0: la prima \u00e8 una crescita sprint del settore, maggiore rispetto a quella del Pil mondiale; la seconda \u00e8 che a trainare questa crescita saranno principalmente tre Paesi (Stati Uniti, Cina e India). 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