{"id":500094,"date":"2016-02-17T09:38:01","date_gmt":"2016-02-17T09:38:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500094"},"modified":"2020-03-27T13:30:20","modified_gmt":"2020-03-27T13:30:20","slug":"oltre-il-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/leader-futuro\/oltre-il-rischio.html","title":{"rendered":"Oltre il rischio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"\/wp-content\/uploads\/deutsche-bank-towers.jpg\" alt=\"Deutsche Bank towers\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Robert Engle <\/strong>\u00e8 un<strong> economista presso la Business School della New York University<\/strong>, nonch\u00e9 il vincitore del <strong>Premio Nobel 2003<\/strong> per aver sviluppato con un altro economista un metodo per analizzare la volatilit\u00e0 nei mercati finanziari.<br>Pi\u00f9 recentemente, Engle ha cofondato la Society for Financial Econometrics, un network globale di esperti nel settore. Ecco perch\u00e9 \u00e8 la persona giusta per fornirci una sorta di bussola per orientarsi in quello che sta accadendo oggi sui mercati e nell\u2019economia globale, e per valutare quali misure intraprendere per sentirsi sicuri sul lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Professore, cos\u2019\u00e8 che sta rallentando i mercati e l\u2019economia globale?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019ondata di vendite sui mercati prende le sue radici nelle <strong>paure sulle prospettive di crescita dell\u2019economia mondiale, paure guidate da&nbsp; un rallentamento in Cina e dal collasso dei prezzi petroliferi<\/strong>. La sofferenza si \u00e8 quindi allargata dalle azioni delle compagnie energetiche e in generale dei gruppi che hanno a che fare con le materie prime fino a settori come la finanza e la tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo identificare un gran numero di ragioni per tutto questo, ma sono comunque sintomi di un problema pi\u00f9 grosso: <strong>un deficit di crescita su scala mondiale e la percezione del rischio di una recessione globale.<\/strong><br>L\u2019impatto \u00e8 stato quello di alzare il costo dell\u2019indebitamento privato e di dare il via a un lungo periodo di mercato depresso per le <em>commodities <\/em>e poi per molti mercati emergenti e le loro valute\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Oggi come oggi \u00e8 necessario gestire il rischio. Quali contromisure suggerirebbe lei a un investitore?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abCi sono diversi settori sotto tiro, che devono essere trattati a dir poco con attenzione. Prendiamo le banche e in generale il settore finanziario. Qui i problemi sono duplici.<\/p>\n\n\n\n<p>Le rinnovate preoccupazioni sulla salute del sistema bancario in Europa hanno gettato un\u2019ombra anche sulle loro controparti americane. Il sistema finanziario europeo si sente ancora sottocapitalizzato rispetto agli Stati Uniti e in generale sottocapitalizzato rispetto alle minacce che fronteggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo non dovrebbe influenzare direttamente gli Usa, senonch\u00e9 \u2013 ci piaccia o no \u2013 cos\u00ec accade.<\/p>\n\n\n\n<p>Il guaio \u00e8 che l\u2019<strong>ultima crisi si gener\u00f2 proprio dal sistema finanziario,<\/strong> nessun paese pu\u00f2 essere definito protetto ermeticamente, cos\u00ec sui mercati c\u2019\u00e8 un\u2019attitudine pregiudiziale contro il sistema finanziario stesso. Per di pi\u00f9, gli investitori stavano aspettando da anni che il sistema bancario finalmente cogliesse i frutti dell\u2019aumento dei tassi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/bay-bridge-san-francisco.jpg\" alt=\"bay-bridge&#8211;san-francisco\" class=\"wp-image-116119\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/bay-bridge-san-francisco.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/bay-bridge-san-francisco-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Bay Bridge San Francisco<\/h4>\n\n\n\n<p>Niente di tutto questo: con questa turbolenza di mercato, <strong>le aspettative per un rialzo dei tassi sono passate da poche a nessuna<\/strong>, mentre l\u2019appiattimento della curva degli interessi nella maggior parte dei mercati ha ulteriormente compresso i margini di profitto da interessi delle banche.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di fuori del settore finanziario, <strong>propongo di essere prudenti con la tecnologia<\/strong>. Un gruppetto di superstar di questo settore \u2013 le cosiddette Fang (Facebook, Amazon, Netflix e Google) \u2013 erano state la causa dei guadagni del 2015. Sono state pesantemente punite quest\u2019anno, trascinando al ribasso l\u2019intero settore tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ulteriore segnale che lo stimolo positivo nelle transazioni dell\u2019anno scorso \u00e8 evaporato, va considerato <strong>il settore biotecnologico, che ha perso pi\u00f9 del 25%<\/strong>. Nell\u2019ultimo trimestre, tutte queste aziende stanno disattendendo le stime fatte in precedenza da Wall Street, e gli analisti si vedono costretti ad abbassare di volta in volta l\u2019asticella delle loro previsioni sull\u2019andamento dei valori di Borsa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">In quali mercati ci sono i rischi maggiori?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abUna bruciante questione fin dall\u2019inizio del 2016 \u00e8 questa: per quanto tempo paesi come Cina, Arabia Saudita e altri potranno continuare a fare affidamento sulle riserve valutarie per risparmiare le loro valute da un crollo troppo pronunciato?<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre l\u2019economia mondiale mostra ulteriori segni di indebolimento e il collasso nei prezzi delle <em>commodities <\/em>ha penalizzato i bilanci di molti paesi, gli investitori stanno scommettendo proprio sul ribasso delle monete pi\u00f9 deboli e, inoltre, sulla fine del legame con il dollaro della moneta saudita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Tutto questo significa che siamo sull\u2019orlo di un nuovo 2008?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abIn realt\u00e0 esistono ancora molte <strong>importanti differenze<\/strong>. Torniamo alle <strong>banche<\/strong>: malgrado tutti i problemi, esse <strong>sono pi\u00f9 forti di allora.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma sul tavolo ci sono anche altre differenze. <strong>Il prezzo del petrolio<\/strong>, per esempio, era allora ai massimi, ora \u00e8 cos\u00ec depresso che<strong> ha perso&nbsp; il 70% del suo valore in un anno e mezzo<\/strong>. Una crisi mondiale da superofferta ha portato gi\u00f9 i prezzi, in parte come risultato del boom del <em>fracking <\/em>per lo <em>shale oil<\/em> americano (la particolare tecnica di estrazione del petrolio dalle rocce bituminose utilizzata negli Stati Uniti<\/p>\n\n\n\n<p>n.d.r.). A un incontro nel novembre 2014, il ministro saudita del petrolio Ali al-Naimi ha chiesto che il cartello Opec mantenesse i livelli produttivi di allora malgrado l\u2019eccesso di offerta. La scommessa di mantenere la quota di mercato e forzare i produttori esterni a restare ai margini ha causato una produzione mondiale da record di 32 milioni di barili al giorno ancora nel gennaio 2016, ben 131mila barili al di sopra del mese precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rientro dell\u2019Iran sul mercato petrolifero ha esasperato la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora \u00e8 importante vedere se le recentissime aperture dell\u2019Iran che cerca un colloquio con i sauditi porteranno a qualcosa. <strong>Tornando alla situazione generale<\/strong>, come dicevo <strong>ci sono importanti differenze con il 2008, e una di queste \u00e8 che adesso si aprono delle opportunit\u00e0\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Pu\u00f2 farci qualche esempio?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abFermo restando che i settori finanziario e tecnologico sono al momento da evitare, esiste in America e nel mondo un ampio campo di opportunit\u00e0 per gli investitori di allocare il proprio capitale e per le aziende di fare investimenti produttivi e aprirsi nuovi mercati.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso ai <strong>settori dell\u2019agroindustria, della chimica verde, della salute e dell\u2019industria biomedica <\/strong>(senza gli eccessi speculativi del biotech). Anche nel <strong>settore delle infrastrutture si aprono finestre di opportunit\u00e0<\/strong> viste le severe carenze anche negli Usa: ponti, ospedali, strade, aeroporti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 su questi pilastri che posano le basi di una crescita nelle condizioni di vita nei Paesi emergenti e di un salto di qualit\u00e0 nel mondo industrializzato\u00bb.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Robert Engle \u00e8 un economista presso la Business School della New York University, nonch\u00e9 il vincitore del Premio Nobel 2003 per aver sviluppato con un altro economista un metodo per analizzare la volatilit\u00e0 nei mercati finanziari.Pi\u00f9 recentemente, Engle ha cofondato la Society for Financial Econometrics, un network globale di esperti nel settore. 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