{"id":500104,"date":"2016-03-02T09:29:00","date_gmt":"2016-03-02T09:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500104"},"modified":"2020-10-22T15:26:43","modified_gmt":"2020-10-22T15:26:43","slug":"una-citta-chiamata-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/una-citta-chiamata-mondo.html","title":{"rendered":"Una citt\u00e0 chiamata mondo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/hangzhou-slider-home-page.jpg\" alt=\"hangzhou&#8211;slider-home-page\" class=\"wp-image-149629\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/hangzhou-slider-home-page.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/hangzhou-slider-home-page-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il <strong>Gujarat <\/strong>\u00e8 uno stato indiano che affaccia ad ovest sul mar arabico. Dalla storia all\u2019arte, raccoglie moltissime eccellenze, anche se tutti ormai lo conoscono come \u201clo stato urbanizzato dell\u2019India\u201d perch\u00e9 per la prima volta nella storia di questa nazione avr\u00e0 presto pi\u00f9 persone che vivono nelle citt\u00e0 rispetto a quelle che popolano i villaggi. Questo perch\u00e9 il Pil pro capite della gente del Gujarat cresce ad un ritmo doppio rispetto alla media indiana e i processi di urbanizzazione si sono accelerati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Yixing<\/strong>, in Cina, \u00e8 una citt\u00e0 sorta nel IV secolo d.C. ma la sua struttura urbana \u00e8 stata rivoluzionata da quando \u00e8 divenuta il punto di riferimento della provincia di Jiangsu, proprio al centro della regione Nanjing-Shanghai-Hangzhou da 1,2 miliardi di abitanti.<br>Dalla parte opposta del globo, <strong>Filadelfia <\/strong>\u00e8 la seconda pi\u00f9 grande citt\u00e0 della East Coast: 1,5 milioni di abitanti e un riconoscimento di cui andare orgogliosi, quello di \u201ccitt\u00e0 pi\u00f9 verde d\u2019America\u201d. Per ottenerlo l\u2019amministrazione ha sviluppato \u201cGreenworks Philadelphia\u201d, un ambizioso piano di sviluppo urbano basato sulla sostenibilit\u00e0 ambientale attraverso 166 iniziative che vanno dalla riduzione degli sprechi energetici al calo nell\u2019uso di automobili private, fino allo sviluppo di sistemi di mobilit\u00e0 integrata.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi tre esempi raccontano, in modo e con sviluppi differenti, il boom delle infrastrutture nei grandi conglomerati urbani, il loro impatto sulla vita dei cittadini e lo sforzo richiesto ai governi ma anche all\u2019industria delle grandi opere per stare al passo con la rapidit\u00e0 del cambiamento. Un tema che sar\u00e0 affrontato nell\u2019ottobre prossimo a Pechino all\u2019interno della \u201cInternational Conference on Sustainable Infrastructure 2016\u201d, partendo da un dato assoluto:<strong> nel 2050 circa 7 miliardi di persone vivranno nelle citt\u00e0 e il 60% di queste aree urbane \u00e8 ancora da costruire.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"563\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/webmagazine-si-2016_02c_crescita_ita.png\" alt=\"webmagazine-si-2016_02c_crescita_ita\" class=\"wp-image-519192\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/webmagazine-si-2016_02c_crescita_ita.png 603w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/webmagazine-si-2016_02c_crescita_ita-300x280.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un boom da gestire<\/h2>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 vero che quello infrastrutturale \u00e8 uno dei settori che traina la crescita economica mondiale, \u00e8 altrettanto vero che lo sviluppo urbano \u00e8 uno dei motori di questo boom. A spingere la realizzazione di opere complesse, dalle arterie stradali alle linee metropolitane sono proprio i bisogni crescenti delle citt\u00e0 in espansione. E uno studio della societ\u00e0 di consulenza <strong>McKinsey rivela che da qui al 2030 nel mondo dovranno essere spesi 57 trilioni di dollari per lo sviluppo infrastrutturale e che la maggioranza di questi investimenti finir\u00e0 nei centri urbani.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In India, ad esempio, la popolazione urbana era costituita da 340 milioni di persone nel 2008 e raggiunger\u00e0 i 590 milioni nel 2030. Per rispondere a questo boom sar\u00e0 necessario costruire ogni anno tra i 700 e i 900 milioni di metri quadri di nuove abitazioni, e investire 1,2 trilioni di dollari per costruire tra i 350 e i 400 chilometri di linee metropolitane, e 25mila chilometri di nuove strade all\u2019anno. In Cina, la<\/p>\n\n\n\n<p>popolazione urbana \u00e8 destinata a crescere dai 636 milioni del 2010 ai 905 del 2030. E da qui al 2050 il Paese dovr\u00e0 investire tra i 110 e i 125 miliardi di euro all\u2019anno per migliorare le infrastrutture urbane.<br>Ma <strong>ripensare le politiche di sviluppo urbano non \u00e8 solo una questione che tocca i Paesi in via di sviluppo o quelli che stanno vivendo un potente boom demografico.<\/strong> Negli Stati Uniti, ad esempio, il tema \u00e8 molto dibattuto e tanto gli Stati quanto le citt\u00e0 hanno cominciato a dare le loro risposte. A Washigton D.C., ad esempio, il progetto Anacostia River Tunnel interviene sulla qualit\u00e0 delle acque dei fiumi che attraversano la Capitale evitandone l\u2019inquinamento.<br>A pochi chilometri da Las Vegas, sbarrando il fiume Colorado, \u00e8 stato realizzato Lake Mead, il pi\u00f9 grande lago artificiale degli Usa, dal quale viene portata acqua potabile alla citt\u00e0.<br><strong>Cina e India<\/strong>, quindi, ma anche <strong>Stati Uniti, confermano un trend generale e diffuso in tutto il mondo, ma soprattutto destinato a riscrivere le politiche di sviluppo infrastrutturale dei prossimi decenni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il sostegno internazionale<\/h2>\n\n\n\n<p>La battaglia per lo sviluppo dei prossimi anni si combatte nelle citt\u00e0. Attualmente dentro gli agglomerati urbani viene consumato l\u201980% dei materiali e dell\u2019energia prodotti e viene spedito nell\u2019atmosfera il 75% delle emissioni di carbone. E \u2013 come rivela la Banca Mondiale \u2013 <strong>l\u201980% del Pil mondiale viene generato dalle citt\u00e0.<\/strong><br>Ecco perch\u00e9 <strong>le politiche di sviluppo urbano sono oggi una delle sfide pi\u00f9 complesse inserite nella \u201cGlobal Sustainability Agenda\u201d<\/strong>, sottoscritta da molti organismi internazionali, tra cui le Nazioni Unite e la Banca Asiatica delle Infrastrutture.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Molte citt\u00e0 hanno risposto a questa chiamata in modi differenti, e hanno modernizzato i loro sistemi di trasporto.<\/strong> Sta succedendo a Riyadh, con la realizzazione di una modernissima linea metropolitana che coprir\u00e0 176 chilometri e coster\u00e0 circa 20 miliardi di dollari; a Lima, a Sidney e a Copenhagen, dove \u00e8 in corso la costruzione di un anello metropolitano (Cityringen) che trasporter\u00e0 240mila passeggeri al giorno. <strong>Per affrontare queste sfide sono scese in campo ormai<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>da anni anche le istituzioni finanziarie che sostengono lo sviluppo, a partire dalla Asian Development Bank e della Banca Mondiale. <\/strong>La prima ha avviato da tempo progetti per finanziare lo sviluppo urbano in alcuni Paesi come l\u2019Indonesia dove la crescita delle citt\u00e0 \u00e8 particolarmente frenetica.<br>La Banca Mondiale ha invece ampliato il raggio degli interventi, spaziando dall\u2019Asia al Sud America fino all\u2019Africa. Vietnam, Giordania, Tanzania, Honduras, Azerbaijan, Pakistan sono solo gli ultmi beneficiari dei progetti di sviluppo urbano finanziati dall\u2019istituto.<br>Interventi che spaziano in tutti i settori legati al mondo delle infrastrutture, quindi edilizia, trasporti, energia, mobilit\u00e0, telecomunicazioni, servizi sanitari. La domanda \u00e8 elevatissima e i progetti delle istituzioni finanziarie internazionali da soli non bastano per soddisfarne neanche una minima parte. Perch\u00e9 il numero dei Paesi che stanno vivendo processi rapidi di urbanizzazione \u00e8 in costante crescita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una corsa frenetica<\/h2>\n\n\n\n<p>Il futuro dei Paesi a maggiore sviluppo urbano nel mondo \u00e8 contenuto in un <strong>report pubblicato<\/strong> nei primi giorni di febbraio Una corsa frenetica dal titolo \u201c<strong>The Evolution of National Urban Policies: a Global Overview<\/strong>\u201d. Al suo interno viene fornito un esempio diretto di come gli investimenti infrastrutturali possano cambiare il volto delle citt\u00e0 e vengono identificate le aree del mondo che pi\u00f9 di altre sono interessate da questa rivoluzione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"861\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/webmagazine-si-2016_02c2_popolazione_ita.png\" alt=\"webmagazine-si-2016_02c2_popolazione_ita\" class=\"wp-image-519194\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/webmagazine-si-2016_02c2_popolazione_ita.png 603w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/webmagazine-si-2016_02c2_popolazione_ita-210x300.png 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>In Sudamerica un caso simbolo \u00e8 sicuramente quello brasiliano perch\u00e9 il Paese ha vissuto prima di tutti gli altri nel continente il processo di urbanizzazione<\/strong>, iniziato gi\u00e0 dagli anni 40 del secolo scorso. Tra il \u201940 e il 2010 il numero di citt\u00e0 con oltre 20mila residenti \u00e8 passato da 59 a 867. E ad oggi le citt\u00e0 con oltre un milione di abitanti ospitano il 54% della popolazione totale. Lo sviluppo urbano \u00e8 stato sostenuto prima nel 2007 con il lancio del PAC (Growth Acceleration Programme), il pi\u00f9 ambizioso programma mondiale (20 miliardi di dollari stanziati) per far uscire 2,5 milioni di famiglie dalle favelas. Nel 2009 il governo ha poi lanciato un secondo programma, destinato allo sviluppo urbano per la classe media e chiamato \u201cMinha Casa, Minha Vida\u201d (\u201cMy House, My Life\u201d). Il target stavolta \u00e8 ancora pi\u00f9 ambizioso: 3,4 milioni di nuove case e un investimento di 90 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/sao-paulo-brasil-2-.jpg\" alt=\"sao-paulo&#8211;brasil&#8211;2-\" class=\"wp-image-519196\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/sao-paulo-brasil-2-.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/sao-paulo-brasil-2--300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>San Paolo, Brasile<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>In Africa sono numerosi i Paesi impegnati nello sviluppo urbano come affrancamento dalla povert\u00e0 e strumento di sviluppo. L\u2019Etiopia \u00e8 uno di questi. <\/strong>La popolazione urbana cresce al ritmo del 3,6% annuo e nel 2050 sono previsti nelle citt\u00e0 42 milioni di nuovi abitanti. Per dare un\u2019idea di quanto il tema sia ormai diffuso nella collettivit\u00e0, nel primo anno di corso del Master di laurea sui programmi di sviluppo urbano all\u2019universit\u00e0 di Addis Abeba hanno partecipato 3.000 studenti. E in Etiopia l\u2019impegno e gli investimenti del governo nella realizzazione di grandi dighe, come <strong>Gibe III <\/strong>(che sar\u00e0 inaugurata tra poco tempo) o <strong>Gerd <\/strong>(la pi\u00f9 grande diga d\u2019Africa tuttora in costruzione) puntano proprio a garantire effetti benefici in termini di vita, di accesso alle fonti energetiche, ma anche di attivit\u00e0 d\u2019impresa nelle grandi citt\u00e0 come Addis Abeba.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un percorso simile \u00e8 quello compiuto negli ultimi anni dalla Nigeria<\/strong>, dove la scoperta di materie prime come il petrolio ha contribuito a trovare i fondi necessari per sostenere progetti di sviluppo urbano. A questo proposito nel 2012 \u00e8 stato introdotto il National Urban Development Policy (lanciato per la prima volta nel 1992) che ha come obiettivo la costruzione di nuove strade, l\u2019utilizzo di nuovi mezzi pubblici, la realizzazione di palazzi e in generale la messa in sicurezza delle citt\u00e0. Questo impegno \u00e8 culminato negli ultimi anni quando il governo nigeriano ha sposato il progetto di cambiare capitale del Paese da Lagos a Abuja, una citt\u00e0 che si \u00e8 sviluppata soprattutto negli anni 80 come alternativa alla congestione e alla povert\u00e0 di Lagos. L\u2019idea era quella di costruire citt\u00e0 pi\u00f9 sicure ma anche pi\u00f9 vivibili, con una maggiore partecipazione della cittadinanza agli eventi culturali. E infatti proprio <strong>ad Abuja \u00e8 stato realizzato a partire dal 2005 il Cultural Centre e Millennium Tower,<\/strong> un complesso destinato ad ospitare il pi\u00f9 importante Museo di arte Africana del Paese e uno dei pi\u00f9 importanti al mondo, oltre a un auditorium per 2mila spettatori.<br>Oggi Abuja \u00e8 gi\u00e0 un centro importante dove risiedono gli organi governativi e le ambasciate internazionali, mentre su Lagos \u00e8 stato lanciato ormai da qualche anno un progetto di rinascita infrastrutturale basato sulla creazione di un\u2019area capace di ospitare 250mila nuovi residenti creando 150mila posti di lavoro. Anche in questo caso il governo ha investito molto, convinto di poter trasformare la citt\u00e0 in una metropoli mondiale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sfide del futuro<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>I profondi cambiamenti che stanno rivoluzionando il volto delle citt\u00e0 hanno bisogno di essere gestiti e accompagnati per evitare gli effetti collaterali del sovraffollamento<\/strong>, come la congestione del traffico, l\u2019inefficienza dei sistemi di mobilit\u00e0, l\u2019inquinamento atmosferico, la nascita di aree periferiche e degradate. Per affrontare questi rischi, le Nazioni Unite e la Banca Mondiale hanno individuato<\/p>\n\n\n\n<p>la strada da seguire, inserendola nella \u201cGlobal Sustainability Agenda\u201d.<strong> I punti chiave sono<\/strong> i seguenti: <strong>lotta ai cambiamenti climatici<\/strong>, intesa come l\u2019impegno delle citt\u00e0 a sviluppare sistemi di trasporti poco inquinanti, approvvigionamenti energetici efficienti per le industrie, produzione di energie rinnovabili, utilizzo delle risorse idriche senza sprechi;<strong> inclusione sociale e qualit\u00e0 della vita<\/strong>, che comporta lo sviluppo di infrastrutture legate all\u2019edilizia che non creino zone degradate ma favoriscano l\u2019inclusione, e la garanzia di un accesso universale a tutti i servizi, da quelli sanitari a quelli di mobilit\u00e0; <strong>uno sviluppo \u201cverde\u201d<\/strong>, conseguito favorendo la nascita di industrie sensibili al tema dell\u2019ambiente e di cluster tecnologici, e infine la diffusione delle tecnologie intelligenti (smart technologies), che permettano lo scambio di informazioni, l\u2019accesso a internet e la condivisione di servizi innovativi.<br>Sono queste le sfide del futuro, tutte da vincere prima dell\u2019appuntamento epocale, quando cio\u00e8 il mondo si scoprir\u00e0 molto simile ad una grande citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Gujarat \u00e8 uno stato indiano che affaccia ad ovest sul mar arabico. 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