{"id":500158,"date":"2016-06-15T09:35:00","date_gmt":"2016-06-15T09:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500158"},"modified":"2020-10-25T11:54:49","modified_gmt":"2020-10-25T11:54:49","slug":"la-rivincita-degli-emergenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/megatrend\/la-rivincita-degli-emergenti.html","title":{"rendered":"La rivincita degli emergenti"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/estaiada-bridge-sao-paulo-brasil.jpg\" alt=\"estaiada-bridge-sao-paulo&#8211;brasil\" class=\"wp-image-139679\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/estaiada-bridge-sao-paulo-brasil.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/estaiada-bridge-sao-paulo-brasil-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il sorpasso si consumer\u00e0 nel 2030. \u00c8 questo l\u2019anno in cui, secondo PricewaterhouseCoopers, <strong>gli E7 <\/strong>(le 7 economie emergenti pi\u00f9 importanti del pianeta) <strong>scavalcheranno in termini di prodotto interno lordo cumulato i G7<\/strong> (i paesi attualmente pi\u00f9 sviluppati al mondo).<\/p>\n\n\n\n<p>La sfida contro il club dei potenti (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Canada e Giappone) riunito per la prima volta nel 1975 a Rambouillet, vicino Parigi, \u00e8 stata lanciata dalle economie emergenti almeno dal 2006, quando all\u2019interno del Stern Review Report di PricewaterhouseCoopers, venne coniato per la prima volta il termine <strong>E7<\/strong>, indicando un<strong> gruppo costituito da Cina, India, Brasile, Messico, Russia, Indonesia, Turchia.<\/strong> Da allora ad oggi molte cose sono cambiate e la corsa delle 7 pi\u00f9 importanti economie emergenti si \u00e8 fatta pi\u00f9 serrata al punto da spingere la societ\u00e0 di consulenza statunitense a rivedere le previsioni e accorciare i tempi del sorpasso, anticipando il traguardo al 2030.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene manchino ancora diversi anni, il meccanismo \u00e8 in moto ormai da molto tempo e si accompagna alla <strong>nascita di un mercato alternativo a quello delle economie sviluppate, dove gli investimenti privati e lo sforzo finanziario dei governi per colmare il gap infrastrutturale <\/strong>sono elevatissimi. Cambiano cos\u00ec i mercati di riferimento, e i tassi di crescita delle economie (molto pi\u00f9 elevati tra i paesi emergenti) sono l\u00ec a dimostrarlo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Prove di una nuova leadership<\/h3>\n\n\n\n<p>La corsa degli E7 sta lasciando sul campo dei mercati internazionali una serie di evidenze che, secondo <strong>PricewaterhouseCoopers<\/strong>, confermano al <strong>2030 la data prevista per il sorpasso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo \u2013 ribadiscono gli analisti della societ\u00e0 \u2013 <strong>nel 2030 il Pil cinese superer\u00e0 quello statunitense<\/strong>. Nonostante il leggero rallentamento degli ultimi trimestri, il prodotto interno lordo della Cina continua a crescere a ritmi elevati bruciando, anno dopo anno, le tappe che lo portano ad avvicinarsi a quello americano. Oltre a questo ci sono molti altri segnali della corsa dei Paesi emergenti: <strong>nel 2030 sette delle 12 pi\u00f9 grandi economie del mondo apparterranno a quelli che sono oggi mercati emergenti (E7).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Guardando invece alle condizioni attuali, gli <strong>scambi commerciali interni ai Paesi E7 crescono ad un ritmo cinque volte maggiore rispetto a quelli interni al G7<\/strong>, e il numero di individui appartenenti alla classe media nella regione Asia Pacifico ha superato quello di Europa e Stati Uniti insieme. Dal 2021, questa classe media emersa nelle economie emergenti rappresenter\u00e0 un mercato annuale, per la sua capacit\u00e0 di acquisto di beni e servizi, da 6 trilioni di dollari.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli effetti sulle infrastrutture<\/h3>\n\n\n\n<p>La crescita del Pil \u00e8 un effetto dello sviluppo economico, ma \u00e8 anche essa stessa un acceleratore che porta nuovo sviluppo e nuovi investimenti. Ne sono convinti i top manager di molte grandi aziende mondiali intervistati da PricewaterhouseCoopers proprio sul tema.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019analisi della societ\u00e0 emerge che oltre il 50% dei Ceo globali \u00e8 convinto che il soprasso delle economie emergenti si accompagner\u00e0 ad un aumento del costo del lavoro nei mercati dove questo sorpasso si compie. Inoltre, tutti gli intervistati confermano che <strong>dal 2020<\/strong>, dieci anni prima del traguardo fissato al 2030, <strong>il 70% delle multinazionali avr\u00e0 almeno un quartier generale in Asia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quello che pi\u00f9 conta sono gli effetti che questo ribilanciamento del potere economico globale avr\u00e0 sugli investimenti nelle infrastrutture. PricewaterhouseCoopers stima che <strong>entro il 2025 la spesa mondiale nelle infrastrutture arriver\u00e0 a 9 trilioni di dollari all\u2019anno<\/strong>, con una cifra approssimativa di 78 trilioni che sar\u00e0 spesa entro il 2025. In quest\u2019ambito il mercato dell\u2019Asia Pacifico (dove sono attivi alcuni dei pi\u00f9 importanti E7 come Cina, Indonesia e in parte India) vale il 60% della spesa totale, mentre l\u2019Europa arriver\u00e0 a contare meno del 10%.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/shanghai-lujiazui-china.jpg\" alt=\"shanghai&#8211;lujiazui&#8211;china\" class=\"wp-image-519070\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/shanghai-lujiazui-china.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/shanghai-lujiazui-china-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Cina, prospettive di un mercato emergente<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Una tendenza destinata a consolidarsi nel tempo, almeno secondo quanto riporta anche la Banca Mondiale. L\u2019ultimo report dell\u2019istituto dedicato al tema \u201c<strong>Infrastructure Investment Demands in Emerging Markets and Developing Economies<\/strong>\u201d calcola che, nonostante questa concentrazione di spesa nelle economie emergenti, il gap nella spesa annuale per le infrastrutture valga ancora 452 miliardi di dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo contribuisce a riscrivere la mappa dei grandi investimenti e delle grandi opere che inevitabilmente si verranno a concentrare nei Paesi capaci di esprimere meglio di altri una crescita economica solida e duratura.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La promessa dell\u2019Africa<\/h3>\n\n\n\n<p>Il gioco delle previsioni internazionali non si ferma certo agli E7. Analisti, economisti e investitori sono gi\u00e0 al lavoro per scovare i <strong>mercati pi\u00f9 interessanti del futuro<\/strong>, quelli che \u2013 oltre ai colossi emergenti \u2013 mostrano i segni pi\u00f9 evidenti di una crescita vitale e stabile. Tra questi, forse la regione pi\u00f9 attraente \u00e8 <strong>l\u2019Africa Sub-Sahariana<\/strong>.<br>Nell\u2019ultima analisi del Fondo Monetario Internazionale, pubblicata nell\u2019aprile scorso, gli economisti indicano che \u2013 sebbene nel 2015 il tasso di crescita medio del Pil della regione si sia fermato al 3% &#8211; nell\u2019ultima decade non \u00e8 mai sceso al di sotto di un range che va dal 5 al 7%.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ottime prospettive di crescita economica cos\u00ec come i rapporti commerciali che si stanno sviluppando con altre economie emergenti sono stati sottolineati, tra i primi, da Ian Bremmer sulla rivista americana \u201cFortune\u201d in un articolo pubblicato nel 2015.<br>\u00ab<strong>Un\u2019altra regione che rappresenta una grande promessa<\/strong> \u2013 scrive Bremmer, esperto di rischio globale e Presidente e fondatore di Eurasia Group \u2013 \u00e8 <strong>l\u2019Africa Sub-Sahariana<\/strong>, gi\u00e0 oggi casa della classe media che cresce pi\u00f9 rapidamente al mondo. Gli investitori continuano a pensare all\u2019Africa quasi interamente come un esportatore di petrolio, gas, metalli e minerali, ma <strong>i servizi stanno conquistando un ruolo sempre pi\u00f9 importante<\/strong> nel continente. E anche la governance in molti Paesi sta migliorando rapidamente. Il Report \u201c2013-2014 Doing Business\u201d della Banca Mondiale ribadisce che l\u2019Africa Sub-Sahariana ha beneficiano pi\u00f9 di altre regioni dei miglioramenti normativi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il tramonto dei Brics e una volta conclusa l\u2019epoca d\u2019oro degli E7, anche l\u2019Africa Sub-Sahariana si mette in fila per dar vita a un nuovo gruppo di Paesi pronto a dare battaglia sui mercati internazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sorpasso si consumer\u00e0 nel 2030. \u00c8 questo l\u2019anno in cui, secondo PricewaterhouseCoopers, gli E7 (le 7 economie emergenti pi\u00f9 importanti del pianeta) scavalcheranno in termini di prodotto interno lordo cumulato i G7 (i paesi attualmente pi\u00f9 sviluppati al mondo). 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