{"id":500192,"date":"2016-07-20T09:12:00","date_gmt":"2016-07-20T09:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500192"},"modified":"2021-02-04T15:56:02","modified_gmt":"2021-02-04T15:56:02","slug":"muri-che-imbrigliano-le-acque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/muri-che-imbrigliano-le-acque.html","title":{"rendered":"Muri che imbrigliano le acque"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/katse-dam-lesotho2.jpg\" alt=\"katse-dam&#8211;lesotho2\" class=\"wp-image-165733\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/katse-dam-lesotho2.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/katse-dam-lesotho2-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La sfida dell\u2019uomo verso la natura \u00e8 un muro sollevato sulla potenza di un fiume. Uno sbarramento che cambia il corso delle acque, riscrive la morfologia del territorio, e trasforma una risorsa naturale in un bene prezioso per lo sviluppo dei popoli. Tanto per l\u2019agricoltura quanto per l\u2019approvvigionamento energetico.<br>\u00c8 questa la missione delle <strong>50.000 dighe di grandi dimensioni<\/strong> tuttora <strong>presenti nel mondo, 8.200 delle quali accompagnate a impianti idroelettrici<\/strong> (fonte: The International Commission on Large Dams, l\u2019organismo internazionale che gestisce un registro delle grandi dighe). Opere essenziali per la crescita che hanno vissuto, soprattutto nel secolo scorso, un\u2019evoluzione strabiliante per complessit\u00e0 ed eccellenza della tecnica, al punto da rendere reali anche i progetti sulla carta pi\u00f9 visionari.<br>Dalle grandi dighe etiopi fino ai colossi cinesi e agli impianti idroelettrici che stanno favorendo lo sviluppo di alcuni paesi del Sud America, <strong>il settore \u00e8 cresciuto arrivando a produrre sempre pi\u00f9 energia pulita<\/strong> e contribuendo cos\u00ec in modo sostanziale alla riduzione dell\u2019inquinamento atmosferico. Un percorso che non nasce negli ultimi anni, ma affonda nella storia, ai tempi in cui l\u2019uomo studiava il modo per sfruttare le acque dei fiumi, alimentando cos\u00ec le coltivazioni necessarie al suo sostentamento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Energia per il mondo<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019importanza delle dighe non \u00e8 solo nelle eccellenze ingegneristiche e costruttive raggiunte per realizzare progetti complessi e ambiziosi, ma soprattutto nella loro capacit\u00e0 di creare energia \u201cpulita\u201d, abbondante ed economica, nata da una fonte rinnovabile come l\u2019acqua.<br>Attualmente \u2013 secondo l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia (un organismo che fa parte dell\u2019Ocse) \u2013 l\u2019idroelettrico rappresenta la tecnologia pi\u00f9 diffusa al mondo nella produzione di energia da fonti rinnovabili. <strong>La potenza idroelettrica installata nel Pianeta \u00e8 pari a 1.000 GW, pari al totale della potenza elettrica europea da tutte le fonti<\/strong>. E negli ultimi cinque anni, sono stati installati annualmente \u2013 principalmente in continenti come l\u2019Africa e l\u2019America Latina \u2013 30 GW all\u2019anno. Un grande sviluppo che non sembra destinato a fermarsi, perch\u00e9 l\u2019Agenzia indica che da qui al 2050 l\u2019idroelettrico raddoppier\u00e0 il suo contributo in termini di energia installata, evitando cos\u00ec 3 miliardi di tonnellate di emissioni annue di anidride carbonica, provenienti da fonti fossili.<br>\u00c8 questa la vera <strong>missione del settore: costruire grandi opere che abbiano un enorme impatto in termini di sviluppo energetico e contemporaneamente un basso impatto sull\u2019ambiente<\/strong>. Un equilibrio prezioso intorno al quale si gioca l\u2019evoluzione del progresso energetico negli anni avvenire.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le grandi dighe africane<\/h3>\n\n\n\n<p>Kariba, come anche Legadadi, la diga costruita in Etiopia tra il 1964 e il 1970 da Salini Impregilo, sono esempi significativi di sfruttamento energetico della risorsa idrica, un bene prezioso e generosamente messo a disposizione dai grandi fiumi africani.<\/p>\n\n\n\n<p>Partecipe dello sviluppo economico di molti Paesi del continente, Salini Impregilo ha messo a disposizione negli ultimi cinquant\u2019anni tutte le sue competenze e la sua attuale leadership mondiale nel settore hydro, portando a termine alcuni dei progetti pi\u00f9 ambiziosi. La diga di Katse, inaugurata nel maggio 1977 in Lesotho, \u00e8 stata per diverso tempo la pi\u00f9 alta d\u2019Africa (185 metri), con un invaso di 2,32 milioni di metri cubi. Ma uno dei Paesi dove l\u2019eccellenza tecnica si \u00e8 sposata al meglio con la morfologia del territorio, dando vita a impianti idroelettrici con un impatto decisivo sul territorio, \u00e8 sicuramente l\u2019Etiopia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli impianti idroelettrici di Beles, Gibe I e Gibe II soddisfano da soli il 50% del fabbisogno energetico del Paese. <strong>Gibe III<\/strong>, la diga sul fiume Omo, terminata in queste settimane e realizzata sempre da Salini Impregilo, <strong>far\u00e0 crescere la produzione energetica nazionale dell\u201985%; una produzione che balzer\u00e0 del 270% quando sar\u00e0 inaugurata anche Gerd (Grand Ethiopian Renaissance Dam)<\/strong>, la diga sul Nilo blu sempre realizzata dal Gruppo che \u2013 una volta terminata \u2013 sar\u00e0 la pi\u00f9 grande d\u2019Africa e una delle prime dieci al mondo.<br>Le grandi dighe etiopi hanno un impatto enorme sullo sviluppo di un Paese che, ormai da dieci anni, assiste ad una crescita del Pil che oscilla intorno al 10%. Secondo le previsioni, solo l\u2019energia prodotta da Gerd garantir\u00e0 un extra sulla bilancia commerciale pari ad 1 miliardo di euro, ottenuto dalla vendita di energia in Paesi come Sudan, Gibuti, Sud Sudan e Yemen.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/gibe-iii-ethiopia-1.jpg\" alt=\"gibe-iii&#8211;ethiopia\" class=\"wp-image-522483\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/gibe-iii-ethiopia-1.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/gibe-iii-ethiopia-1-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Gibe III, Etiopia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La corsa cinese<\/h3>\n\n\n\n<p>Per via dell\u2019enorme domanda di energia che il Paese ha prodotto negli ultimi anni, <strong>la Cina \u00e8 sicuramente uno dei territori di riferimento per la costruzione delle grandi dighe.<\/strong><br>Prima che venga superato dall\u2019impianto Rogun HPP, che \u2013 con i suoi 335 metri \u2013 sar\u00e0 la diga pi\u00f9 alta del mondo, il record assoluto spetta alla Jinping-I Dam (305 metri). Realizzata sul fiume Yalong, nella regione del Sichuan, la sua costruzione \u00e8 iniziata nel 2005 e terminata nel 2014. La storia della diga risale per\u00f2 agli anni \u201960 del Novecento quando il Sichuan and Shanghai Design Institute in collaborazione con il Ministero delle Risorse Idriche, misero insieme una squadra che avrebbe dovuto elaborare un progetto. La finalit\u00e0, gi\u00e0 da allora, era garantire un approvvigionamento energetico che favorisse l\u2019industrializzazione e l\u2019urbanizzazione della regione, un obiettivo che \u2013 seppure con molti anni di ritardo \u2013 Jinping-I sta rispettando grazie anche alla sua capacit\u00e0 energetica di 3.600 MW.<br>Ma la corsa cinese alla costruzione delle grandi dighe ha un inizio in un\u2019opera che ha segnato la storia degli impianti idroelettrici del Paese, anche per la trasmissione delle competenze tecniche alle maestranze locali. Si tratta di Ertan, realizzato da Salini Impregilo e costruito tra il 1991 e il 1999 sul fiume Yalong, un affluente dello Yangtz\u00e9. Alta 240 metri, Ertan \u00e8 ancora una delle <a href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/curiosita-infrastrutture\/diga-piu-grande-del-mondo.html\">pi\u00f9 grandi dighe al mondo<\/a> e, tanto per la complessit\u00e0 quanto per l\u2019impatto (la potenza installata \u00e8 pari a 3.300 MW), \u00e8 stata uno spartiacque tra il passato e il futuro infrastrutturale della Cina.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La storia<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel tremila a.C., nella citt\u00e0 di Jawa, in Giordania, le popolazioni del luogo realizzarono un sistema di serbatoi naturali incavati nella terra che venivano riempiti di acqua attraverso una paratoia che bloccava il corso del fiume, creando cos\u00ec degli invasi naturali.<br>Primitivo e rudimentale, \u00e8 questo uno dei primi esempi di diga.<br>Fin da allora tutte le grandi civilt\u00e0 hanno lottato per imbrigliare l\u2019acqua dei fiumi, a partire dagli Egizi, i Babilonesi, i Persiani, i Greci, i Romani e i Bizantini, perfezionando \u2013 con il passare dei secoli \u2013 tecniche e modelli costruttivi che hanno permesso la nascita di opere infrastrutturali sempre pi\u00f9 complesse e grandiose, ma soprattutto capaci di sopravvivere al tempo.<br><strong>In Spagna, sono tuttora in funzione alcune dighe costruite tra il 1500 e il 1600<\/strong>. La diga di Elche, ad esempio, realizzata nel 1655; quella di Alicante che risale al 1594 o quella di Almansa del 1584. In tutti i casi sono stati numerosi gli interventi di manutenzione e ristrutturazione, senza per\u00f2 intaccarne la struttura originaria.<br>Un percorso che conduce fino ai primi del Novecento e alla diga di Assuan, in Egitto, attualmente la pi\u00f9 grande diga sul Nilo che fu costruita dai britannici e inaugurata nel 1902. Negli anni si succedettero diversi interventi per aumentare l\u2019altezza della diga, fino al 1946 quando venne decisa la costruzione di una nuova diga a monte della precedente, che termin\u00f2 nel luglio del 1970. Sono questi i decenni che hanno assistito al primo sviluppo infrastrutturale dell\u2019Africa, con opere che rimarranno nella storia del continente.&nbsp;<br>Kariba, la grande diga sul fiume Zambesi, \u00e8 una di quelle. Costruita tra il 1955 e il 1959, la diga \u00e8 stata per tanti anni una delle pi\u00f9 grandi al mondo, con un\u2019altezza di 128 metri e un\u2019arcata di 579, &nbsp;e capace di produrre energia sia per lo Zambia che per lo Zimbabwe. Un record assoluto che per molto tempo ha difeso anche il lago Kariba, il bacino artificiale creato dalla diga che si estende per 280 chilometri e ha una capienza di 180 chilometri cubici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sfida dell\u2019uomo verso la natura \u00e8 un muro sollevato sulla potenza di un fiume. Uno sbarramento che cambia il corso delle acque, riscrive la morfologia del territorio, e trasforma una risorsa naturale in un bene prezioso per lo sviluppo dei popoli. 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