{"id":500255,"date":"2016-11-09T09:39:00","date_gmt":"2016-11-09T09:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500255"},"modified":"2020-10-26T14:43:58","modified_gmt":"2020-10-26T14:43:58","slug":"l-eden-delle-grandi-opere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/megatrend\/l-eden-delle-grandi-opere.html","title":{"rendered":"L\u2019eden delle grandi opere"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/istanbul-turkey6.jpg\" alt=\"istanbul&#8211;turkey6\" class=\"wp-image-162537\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/istanbul-turkey6.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/istanbul-turkey6-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Una crescita potenziale molto forte, un ambiente sicuro e favorevole per il business, un impianto legislativo e regolatorio solido e un sistema politico stabile. Sono questi i fattori principali che rendono un paese attrattivo per i grandi investitori mondiali attive nel settore delle grandi opere infrastrutturali, fattori che concorrono a formare la lista dei dieci stati che nel 2016 hanno richiamato pi\u00f9 degli altri investitori stranieri. Sono Singapore, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Canada, Malesia, Norvegia, Svezia, Stati Uniti, Regno Unito e Olanda, selezionati nella classifica dei <strong>top 10<\/strong> all\u2019interno del \u201c<strong>Third Global Infrastructure Investment Index 2016<\/strong>\u201d realizzato da Arcadis, una societ\u00e0 olandese leader nella consulenza per il settore delle costruzioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"481\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/infografica-ita-1.jpg\" alt=\"infografica-ita\" class=\"wp-image-522218\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/infografica-ita-1.jpg 604w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/infografica-ita-1-300x239.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il tema del rapporto, \u201cBridging the Investment Gap\u201d, si concentra proprio sui <strong>fattori necessari per colmare la distanza in termini di investimenti che c\u2019\u00e8 tra alcuni paesi e altri<\/strong>, partendo dall\u2019analisi dei campioni mondiali, quelle economie che \u2013 per una serie di fattori \u2013 continuano a puntare sulle grandi opere e per questo concentrano su di s\u00e9 la quota pi\u00f9 consistente di imprese e capitali esteri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto fonda la sua analisi sui dati del World Economic Forum secondo il quale ogni anno sarebbero necessari investimenti extra per un trilione di dollari per colmare il gap infrastrutturale. Questo significa <strong>14 trilioni da investire da qui al 2030<\/strong>, che si tradurrebbero in trasporti pi\u00f9 efficienti, riduzione della congestione del traffico nei grandi centri abitati, sistemi idrici migliori, energia pulita, comunicazioni pi\u00f9 moderne. Rispondere a queste esigenze \u2013 ribadisce il rapporto \u2013 \u00e8 un <strong>compito delle istituzioni pubbliche ma anche degli investitori privati<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti gli stati offrono per\u00f2 le stesse garanzie ed ecco perch\u00e9 la sintesi tra investimenti pubblici e privati raggiunge il successo solo in alcuni mercati, pi\u00f9 moderni e trasparenti. Nel formulare la classifica dei principali attrattori di investimenti, il Global Infrastructure Index prende in considerazione gli investimenti di lungo termine, quelli legati a progetti che durano almeno cinque anni, e analizza le performance degli stati sulla base di 24 indicatori, che vanno dalla vitalit\u00e0 dell\u2019ambiente economico al calcolo dei rischi vari, come l\u2019oscillazione della valuta, il rating, la sicurezza interna, l\u2019esposizione a fenomeni terroristici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra i top 10 dell\u2019anno, il paese che ha fatto segnare il miglioramento pi\u00f9 significativo sono sicuramente gli Stati Uniti<\/strong>, passati in quattro anni dall\u2019undicesima all\u2019ottava posizione.<\/p>\n\n\n\n<p>La scalata americana dipende soprattutto dal consolidamento della crescita economica, dai rischi molti bassi e dalla solidit\u00e0 del settore finanziario. Inoltre il mercato offre grandi opportunit\u00e0 attirando molti investitori. Solo nel settore dei trasporti \u2013 riporta il report di Arcadis \u2013 il gap di investimenti vale 86,5 miliardi di dollari.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/singapore4.jpg\" alt=\"singapore4\" class=\"wp-image-519076\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/singapore4.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/singapore4-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Singapore<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Come gli Stati Uniti, i paesi europei rimangono tra i mercati pi\u00f9 stabili, maturi e attrattivi per gli investimenti in infrastrutture.<\/strong> Otto delle prime venti posizioni dell\u2019Index sono infatti occupate da stati del Vecchio Continente e questo \u00e8 dovuto anche allo storico sviluppo delle PPP, le partnership pubblico-privato che in Europa hanno raggiunto una diffusione e un consolidamento molto ampi. Questo accade soprattutto nei paesi del Nord, quindi Regno Unito, Francia, Germania e Olanda, e viene favorito anche dai primi impatti del Piano Juncker, il progetto lanciato da Jean-Claude Juncker, capo della Commissione europea, per rilanciare l\u2019economia investendo 315 miliardi di euro proprio nello sviluppo infrastrutturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto interessante \u00e8 anche l\u2019<strong>evoluzione che stanno vivendo i paesi del Medio Oriente<\/strong>. La loro propensione agli investimenti infrastrutturali \u00e8 ormai nota, ma alcune economie come quella del Qatar o degli Emirati Arabi, Dubai in testa, stanno subendo cambiamenti importanti e passano da investimenti elargiti esclusivamente dal settore pubblico, a una maggiore apertura nei confronti dei privati, garantita da alcuni cambiamenti legislativi approvati negli ultimi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro paese di grande interesse secondo il report \u00e8 l\u2019<strong>Australia<\/strong>. Nonostante sia scesa all\u2019undicesima posizione, <a href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/australia-il-trasporto-ai-privati.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">l\u2019Australia sta dando segnali di importante recupero<\/a> e, soprattutto nelle aree di Sidney e Melbourne, promette di tornare ad attrarre presto importanti investimenti nelle infrastrutture. E infatti a Melbourne \u00e8 stato approvato il progetto di privatizzazione del porto commerciale e i guadagni saranno investiti nella realizzazione di una rete metropolitana; mentre i 10 miliardi di dollari australiani ottenuti privatizzando parte della distribuzione di elettricit\u00e0 a Sidney, saranno reinvestiti nei prossimi otto anni nella costruzione di strade e reti ferroviarie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In testa per\u00f2 alla classifica<\/strong> stilata da Arcadis <strong>rimane la citt\u00e0 stato di Singapore<\/strong>. Analizzando tutti i parametri previsti dall\u2019Index, Singapore rappresenta il mercato pi\u00f9 attrattivo per gli investitori internazionali in tema di infrastrutture. E questo \u00e8 dovuto al fatto che, oltre ai piani di sviluppo pubblici che rimangono in piedi, <strong>il governo sta aprendo anche all\u2019ingresso di privati e di fondi istituzionali<\/strong>. Le opportunit\u00e0 sono tante: il governo ha infatti confermato di continuare a riconoscere il settore come un volano per la crescita e attualmente Singapore investe il 5% del proprio Pil nelle infrastrutture, una cifra pari a 20 miliardi di dollari. Dal 2020 il paese prevede di arrivare a investire il 6% del Pil nel settore (30 miliardi), dando la priorit\u00e0 alle infrastrutture di trasporto come la costruzione di un quinto terminal nel Changi Airport.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma oltre a Singapore, anche la Malesia ha messo in mostra una decisa sensibilit\u00e0 sul tema e attualmente ricopre la settima posizione nella classifica, grazie a una serie di piani infrastrutturali di lungo termine che il governo ha lanciato negli ultimi anni. Questo conferma la vitalit\u00e0 di una regione che, nonostante rallentamenti fisiologici, continua a crescere e rappresenta sempre pi\u00f9 per gli investitori una valida alternativa a mercati maturi come Stati Uniti ed Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una crescita potenziale molto forte, un ambiente sicuro e favorevole per il business, un impianto legislativo e regolatorio solido e un sistema politico stabile. 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