{"id":500268,"date":"2016-11-30T09:29:00","date_gmt":"2016-11-30T09:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500268"},"modified":"2020-10-26T17:51:25","modified_gmt":"2020-10-26T17:51:25","slug":"big-contractors-dov-e-la-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/economia-globale-sostenibilita\/big-contractors-dov-e-la-crescita.html","title":{"rendered":"Big contractors: dov\u2019\u00e8 la crescita"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"\/wp-content\/uploads\/foto-slider-home-page.jpg\" alt=\"Foto Slider Home Page\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il 2017 sar\u00e0 l\u2019anno della grande ripartenza per il mercato mondiale delle costruzioni. Nuovi cantieri, grandi investimenti, opportunit\u00e0 di lavoro spunteranno sulla gran parte dei mercati internazionali, con alcune regioni che traineranno la crescita generale.<br><strong>Secondo il Rapporto 2017 sul mercato delle costruzioni realizzato dal Cresme <\/strong>(il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell\u2019edilizia, uno dei pi\u00f9 prestigiosi centri di ricerca sul settore in Italia) <strong>nel prossimo anno gli investimenti a livello mondiale nelle costruzioni cresceranno del 2,7%, per raggiungere il 3% nel 2018 e il 3,3% nel 2019.<\/strong> In termini assoluti si passa dai 7.824 miliardi di euro del 2016 agli 8.037 miliardi del 2017, fino agli 8.281 miliardi del 2018 e agli 8.555 miliardi del 2019.<br><strong>A sostenere questo trend, che durer\u00e0 almeno fino al 2020, saranno l\u2019Africa<\/strong> (dove gli investimenti cresceranno nei prossimi quattro anni del 4,4%), <strong>l\u2019Oceania<\/strong> (+4,3%), <strong>l\u2019Asia<\/strong> (+3%) <strong>e gli Stati Uniti<\/strong> (+2,9%).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I risultati dei big contractors<\/h3>\n\n\n\n<p>Analizzando i dati di sintesi del 2015, per valutare i trend, il Rapporto 2017 del Cresme valuta i risultati ottenuti dai 250 big contractors, tra cui Salini Impregilo, che si dividono il mercato delle grandi opere su scala mondiale, rilevando <strong>per i 250 big un fatturato cumulato nel 2015 di 1.397 miliardi di dollari<\/strong>, di cui 897 realizzati su mercati nazionali e 500 miliardi su mercati esteri.<br>Dall\u2019analisi emerge un quadro sui settori e i mercati di riferimento per un business miliardario che inevitabilmente risente dei principali eventi mondiali, dalle incognite per la Brexit al calo del prezzo del petrolio, dal rallentamento della crescita cinese alle elezioni statunitensi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I trasporti<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel mercato globale delle grandi opere <strong>sono i trasporti a fare la parte del leone<\/strong>. Analizzando il fatturato realizzato sui mercati esteri, il comparto \u00e8 l\u2019unico \u2013 insieme a quello degli impianti idrici \u2013 a segnare una crescita tra il 2014 e il 2015, e assorbe da solo quasi il 30% del mercato globale delle infrastrutture.<br>Il Rapporto Cresme calcola infatti che nel 2015 il fatturato su mercati esteri dei big contractors attivi nei trasporti abbia raggiunto i 139,6 miliardi di dollari, in aumento del 2,8% rispetto all\u2019anno precedente. <strong>Il settore si conferma<\/strong> cos\u00ec <strong>il pi\u00f9 ricco sul mercato<\/strong>, davanti agli impianti petroliferi (114,4 miliardi), alle strutture edilizie (106,8 miliardi), all\u2019energia (54,1 miliardi), tre comparti che al contrario hanno assistito nel corso del 2015 ad una contrazione del fatturato, rispettivamente dell\u20198,7, dell\u20198,4 e dello 0,5%.<br>Aeroporti, strade, <a href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/infrastrutture\/5-grandi-ponti-moderni-strategici-per-l-economia-e-lo-sviluppo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">ponti<\/a>, tunnel, ferrovie, canali, porti sono quindi le opere dove si concentra la quota maggiore di investimenti pubblici e privati, dove aumenta la competizione tra i soggetti in campo e dove il mercato per i big contractors si fa economicamente pi\u00f9 interessante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/skyline-bridge.jpg\" alt=\"skyline-bridge\" class=\"wp-image-519038\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/skyline-bridge.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/skyline-bridge-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Skyline bridge<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Chi sale: Usa, America Latina, Nord Africa<\/h3>\n\n\n\n<p>Le regioni e gli stati che pi\u00f9 di tutti gli altri hanno registrato tassi di crescita per i fatturati dei big contractors sono tre. Il primo \u00e8 rappresentato dagli <strong>Stati Uniti: nel 2015 il fatturato \u00e8 passato da 51 a 53 miliardi di dollari (+4,4%).<\/strong> Guardando al futuro, il mercato americano \u00e8 uno dei pi\u00f9 interessanti anche a seguito dell\u2019esito elettorale. Il Presidente eletto Donald Trump ha infatti messo gli investimenti infrastrutturali al centro della sua agenda politica, annunciando un piano di rilancio simile a quello che gli Usa hanno vissuto dopo la Seconda Guerra Mondiale.<br><strong>Anche l\u2019America Latina si conferma un mercato molto vitale.<\/strong> Il rapporto Cresme indica che il fatturato \u00e8 passato da 50 a 53 miliardi, crescendo del 4,9%. In questo caso, sono paesi come Cile, Per\u00f9 e Colombia a trainare la volata delle grandi opere nella regione.<br><strong>La terza regione in crescita \u00e8 quella nordafricana<\/strong> che mette a segno il balzo pi\u00f9 elevato (+6,7% in un anno) passando da 23,5 a 25 miliardi di fatturato prodotto dai big contractors presenti. In Africa, il bisogno di nuove infrastrutture \u00e8 elevato e molti Paesi hanno avviato progetti infrastrutturali, soprattutto di tipo energetico, per alimentare la crescita economica e sociale del continente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Chi scende: Cina, Europa, Medio Oriente<\/h3>\n\n\n\n<p>Il rallentamento della crescita cinese ha scombinato il peso dei mercati nel business dei 250 big contractors mondiali. <strong>Il mercato asiatico e australiano<\/strong> \u2013 che vale 121 miliardi di dollari (il 25% del totale) \u2013 <strong>ha<\/strong> infatti <strong>subito nel 2015 una contrazione del 12%.<\/strong><br>Un discorso simile vale per l\u2019Europa e il Medio Oriente: il mercato dei big nel Vecchio Continente ha totalizzato 93 miliardi di dollari, in calo rispetto al 2014 del 6,4%, mentre in Medio Oriente le grandi aziende hanno fatturato nel 2015 77 miliardi di dollari (-3% sull\u2019anno precedente). Il <strong>calo del Medio Oriente<\/strong> \u00e8 principalmente dovuto ai progetti infrastrutturali legati al petrolio o al gas, mentre continua ad essere interessante per le imprese il mercato delle grandi opere civili. Il solo Kuwait \u2013 riporta lo studio \u2013 prevede progetti infrastrutturali per 83 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. E i Mondiali del 2022 rappresenteranno sicuramente un\u2019ulteriore opportunit\u00e0 di crescita per tutti gli stati della regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2017 sar\u00e0 l\u2019anno della grande ripartenza per il mercato mondiale delle costruzioni. 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