{"id":500304,"date":"2017-02-01T09:27:00","date_gmt":"2017-02-01T09:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=500304"},"modified":"2020-02-19T10:59:26","modified_gmt":"2020-02-19T10:59:26","slug":"i-privati-in-soccorso-delle-infrastrutture-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/i-privati-in-soccorso-delle-infrastrutture-ue.html","title":{"rendered":"I privati in soccorso delle infrastrutture Ue"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/paris-france5.jpg\" alt=\"paris&#8211;france5\" class=\"wp-image-187905\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/paris-france5.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/paris-france5-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Due trilioni di euro da investire nelle infrastrutture entro il 2020: \u00e8 questa l\u2019asticella indicata dalla Commissione europea per sostenere la cresciuta economica degli stati membri. Un obiettivo quasi irraggiungibile senza il supporto degli investitori privati, siano essi venture capital, private equity, investitori istituzionali, decisi a fare la loro parte nello sviluppo delle grandi opere nella regione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo il rapporto 2016 \u201cEurope\u2019s Economic Foundations: Investing in Infrastructure\u201d<\/strong> realizzato da \u201cInvest Europe\u201d, l\u2019associazione che rappresenta i grandi investitori privati, <strong>i fondi specializzati in investimenti nel settore infrastrutturale interessati a questo mercato avrebbero a disposizione un capitale gestito pari a 167 miliardi di euro.<\/strong> Una cifra lontana dall\u2019obiettivo dei due trilioni ma comunque un buon inizio che, unito alle iniziative promosse dalla stessa Comunit\u00e0 europea, pu\u00f2 rappresentare un\u2019occasione per il settore infrastrutturale del continente.<br><em>\u00abLe infrastrutture europee <\/em>\u2013 dichiara Michael Collins, chief executive di \u201cInvest Europe\u201d nel report \u2013 <em>richiedono investimenti pari al 3,6% del Pil del continente (rispetto all\u20191,25% attuale n.d.r.) per sostenerne la crescita. In un\u2019epoca in cui la spesa pubblica \u00e8 ridotta all\u2019osso, gli investitori privati aiutano a colmare questo gap, offrendo una risorsa finanziaria e competenze vitali.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando il ruolo dei fondi privati nel settore, \u201cInvest Europe\u201d ha calcolato gli investimenti fatti tra il 2010 e il terzo trimestre del 2016 per settore, che hanno cumulato un totale di 39 miliardi di euro. Sulle energie rinnovabili hanno investito 13,6 miliardi di euro; 9,7 miliardi sull\u2019energia; 9,4 miliardi sui trasporti; 2,5 miliardi sulle utilities; 2,3 miliardi sulle telecomunicazioni; 1,4 miliardi sulla salute; un miliardo sulla gestione dei rifiuti, 743 milioni sull\u2019educazione e 599 sull\u2019edilizia pubblica. E adesso il compito delle istituzioni europee \u00e8 quello di coinvolgerli sempre di pi\u00f9, dando garanzie sugli investimenti e rendendo il mercato pi\u00f9 interessante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"384\" src=\"\/wp-content\/uploads\/20170126-infrastrutture_investimenti-ita.jpg\" alt=\"20170126 Infrastrutture Investimenti Ita\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Piano Juncker: 240 miliardi entro il 2017<\/h3>\n\n\n\n<p>La crisi debitoria che coinvolge l\u2019Ue, oltre alle difficolt\u00e0 economiche esplose dal 2008, ha ridotto in maniera consistente gli investimenti pubblici nelle infrastrutture. Tra il 2010 e il 2013, gli anni pi\u00f9 duri della crisi internazionale, gli investimenti dei 28 stati membri si sono ridotti dell\u201911%. E questo proprio quando le infrastrutture del continente hanno un enorme bisogno di nuovi fondi.<br>Da qui la <strong>decisione della Commissione europea e della Banca Europea degli Investimenti (BEI) di lanciare nel 2014 l\u2019European Fund for Strategic Investment<\/strong> (conosciuto anche come<strong> Piano Juncker<\/strong>), un veicolo finanziario divenuto operativo nel 2015 che \u2013 grazie a una dotazione pubblica iniziale di 21 miliardi di euro \u2013 <strong>garantisce i finanziamenti fatti dai privati puntando sull\u2019effetto leva.<\/strong> Secondo i calcoli della Commissione entro la fine del 2017 il fondo avr\u00e0 mobilitato 315 miliardi di euro di investimenti, 240 dei quali in progetti infrastrutturali.&nbsp;<br>Al primo bilancio fatto dalla Commissione europea nell\u2019estate scorsa, il fondo aveva gi\u00e0 innescato investimenti per 100 miliardi di euro, il 37% dei 315 miliardi totali, avviando 289 progetti.<br>Intanto il piano \u00e8 stato rilanciato proprio negli ultimi mesi del 2016 con un nuovo sforzo finanziario che porta lo stanziamento della Commissione a 33,5 miliardi di euro e \u2013 secondo i calcoli dei promotori \u2013 dovrebbe mobilitare entro il 2020 investimenti totali per 500 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"430\" src=\"\/wp-content\/uploads\/20170126-infrastrutture_per-settore-ita.jpg\" alt=\"20170126 Infrastrutture Per Settore Ita\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un ritorno interessante per gli investitori<\/h3>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 di consulenza Deloitte si \u00e8 interrogata sulle opportunit\u00e0 che i privati possono trarre puntando sulle infrastrutture europee. Il Rapporto <strong>\u201cEuropean Infrastructure Investors Survey 2016\u201d<\/strong> analizza proprio questo fenomeno arrivando a conclusioni pi\u00f9 che rassicuranti per chi volesse investire nella regione.<br>Il 90% degli investitori intervistati da Deloitte ha definito la solidit\u00e0 dei loro investimenti nelle infrastrutture come buona. E <strong>i rendimenti per chi investe nelle infrastrutture europee si confermano alti<\/strong>. Il 70% degli intervistati ha dichiarato un rendimento fino ad oggi tra il 5 e il 7%; il 10% tra il 7 e il 9%; un altro 10% tra il 9 e l\u201911%; il 5% tra l\u201911 e il 13% e un altro 5% inferiore al 5%.<br><strong>Il Report analizza anche quali settori infrastrutturali hanno garantito i ritorni migliori agli investitori<\/strong>. A guidare la classifica sono gli <strong>aeroporti<\/strong>, per i quali quasi il 50% degli investitori ha dichiarato performance particolarmente buone; segue il <strong>settore idrico<\/strong>, <strong>ferrovie e metropolitane<\/strong>, ed<strong> energie rinnovabili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, a differenza di un investimento tradizionale, la partecipazione degli investitori nel settore infrastrutturale \u00e8 sempre pi\u00f9 organica. Secondo il Rapporto il 95% dei soggetti definisce attivo e molto buono il proprio coinvolgimento con le aziende in cui ha investito. Una partecipazione che non si sviluppa tanto nelle aree tecniche, quanto piuttosto nell\u2019ambito della progettazione dei business plan, della finanza e delle scelte industriali.<br>A guidare la scelta su quali mercati e quali progetti indirizzare questi investimenti \u00e8 il calcolo dei rischi. Il 38% degli intervistati considera al numero uno il rischio politico, segue il rischio regolatorio (35% degli intervistati), i rischi operativi (15%), i rischi legati alla tassazione (7%) e i rischi in caso di rifinanziamento delle opere (5%). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019interesse delle compagnie assicurative<\/h3>\n\n\n\n<p>Tra i soggetti privati interessati a investire nelle infrastrutture europee si stanno inserendo anche le grandi compagnie assicurative. \u00c8 questa la previsione di \u201cInsurance Europe\u201d, l\u2019associazione con sede a Bruxelles che riunisce i principali attori del settore assicurativo nel continente, che \u2013 all\u2019interno di un\u2019analisi pubblicata nel dicembre scorso \u2013 ha raccolto alcune evidenze che confermano il fenomeno. Ad oggi, infatti, le pi\u00f9 grandi compagnie avrebbero mostrato l\u2019intenzione di investire nelle infrastrutture europee nel breve periodo almeno 50 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione, secondo l\u2019analisi, deriva dalla <strong>necessit\u00e0 delle grandi compagnie di diversificare i propri investimenti<\/strong>, cercando alternative economicamente pi\u00f9 vantaggiose rispetto ai bassi tassi di interesse previsti dal sistema bancario. Questo interesse si trasforma pi\u00f9 facilmente in realt\u00e0 quando i privati collaborano su progetti sostenuti dall\u2019European Fund for Strategic Investment (EFSI), quindi con partnership siglate con l\u2019Unione europea. <em>\u00abAumentare gli investimenti dei privati nei progetti infrastrutturali<\/em> \u2013 dichiara Cristina Mihai, capo degli affari internazionali e investimenti di \u201cInsurance Europe\u201d \u2013 <em>\u00e8 un obiettivo primario dell\u2019Eu Investment Plan. Inoltre, mentre \u00e8 positivo vedere miglioramenti nei piani di sviluppo del patrimonio infrastrutturale, bisogna fare di pi\u00f9 per aumentare l\u2019interesse di investitori privati, come ad esempio le compagnie assicurative\u00bb.<\/em><br>Ancora una volta spetta alle istituzioni europee prevedere \u2013 anche per i prossimi anni \u2013 nuove misure capaci di abbattere le barriere tuttora esistenti all\u2019ingresso di nuovi investitori, contribuendo cos\u00ec a rendere il mercato comunitario pi\u00f9 attrattivo e pi\u00f9 aperto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due trilioni di euro da investire nelle infrastrutture entro il 2020: \u00e8 questa l\u2019asticella indicata dalla Commissione europea per sostenere la cresciuta economica degli stati membri. 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