{"id":518574,"date":"2018-07-18T09:32:00","date_gmt":"2018-07-18T09:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=518574"},"modified":"2020-10-19T16:43:15","modified_gmt":"2020-10-19T16:43:15","slug":"donne-protagoniste-nelle-infrastrutture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/donne-protagoniste-nelle-infrastrutture.html","title":{"rendered":"Donne, protagoniste nelle infrastrutture"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/donne-in-cantiere.jpg\" alt=\"donne-in-cantiere\" class=\"wp-image-135553\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/donne-in-cantiere.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/donne-in-cantiere-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abLa met\u00e0 della popolazione degli Stati Uniti d\u2019America \u00e8 composta da donne, ma<strong> solo un architetto su cinque<\/strong> e <strong>un ingegnere su sette <\/strong>sono <strong>donne<\/strong>\u00bb.<br>Darlene K. Gee e Charissa Frank sono due veterane delle infrastrutture, lavorano da anni in aziende che hanno partecipato alla realizzazione di alcuni dei pi\u00f9 importanti progetti della California e il 14 marzo scorso, dopo una vita in cantiere, hanno deciso di prendere la penna in mano per scrivere un articolo sul \u201cMercury News\u201d dal titolo \u201cC\u2019\u00e8 bisogno di pi\u00f9 donne leader nei progetti di trasporto\u201d (\u201cMore women leaders needed for transportation projects\u201d).<br>Un\u2019esigenza che le due professioniste motivano proprio in base alla necessit\u00e0 di <strong>rendere i progetti infrastrutturali<\/strong>, soprattutto nel settore dei trasporti, <strong>pi\u00f9 sensibili<\/strong> ai <strong>bisogni dell\u2019intera popolazione.<\/strong><br>\u00abIl sistema dei trasporti nella Bay Area \u2013 scrivono \u2013 si sta sviluppando nella giusta direzione, ma dovrebbe essere fatto di pi\u00f9 per aumentare l\u2019inclusivit\u00e0 e quindi la partecipazione femminile nello sviluppo di progetti complessi\u00bb.<br>L\u2019appello lanciato da Darlene K. Gee e Charissa Frank non \u00e8 caduto nel vuoto, anzi si accompagna a un <strong>movimento mondiale<\/strong> che <strong>richiama <\/strong>sempre pi\u00f9 il <strong>settore <\/strong>delle <strong>grandi opere<\/strong> ad <strong>aprirsi <\/strong>alle <strong>donne<\/strong>. Nel giugno del 2017 la World Bank ha ospitato sul suo blog ufficiale un intervento firmato da Julia Prescot, una dirigente del gruppo Meridiam (un fondo di investimento specializzato nel finanziare progetti infrastrutturali nel mondo), nel quale viene raccontata la realizzazione di un impianto energetico in <strong>Senegal <\/strong>di nome <strong>Senergy<\/strong>, che non solo ha portato per la prima volta il solare nel paese, ma \u00e8 stato accompagnato da una serie di <strong>corsi <\/strong>di <strong>formazione <\/strong>dedicati proprio alla <strong>specializzazione <\/strong>delle <strong>donne <\/strong>nel <strong>settore<\/strong>.<br>Il tema \u00e8 stato affrontato anche dalle <strong>Nazioni Unite<\/strong>, dove le <strong>donne <\/strong>svolgono un <strong>ruolo importante <\/strong>proprio nello <strong>sviluppo <\/strong>dei <strong>progetti infrastrutturali.<\/strong><br>\u00abQuando viene menzionata la parola \u201cinfrastrutture\u201d, l\u2019immagine pi\u00f9 comune \u00e8 quella di un uomo che lavora in un cantiere. E infatti, sebbene il numero di donne laureate in discipline ingegneristiche sia in aumento, sono ancora molto poche quelle che riescono a intraprendere una carriera nell\u2019ingegneria civile\u00bb.<br>Chi parla \u00e8 Shameena Jeewooth, una donna ingegnere che lavora per conto dell\u2019UNOPS (l\u2019organizzazione delle Nazioni Unite dedicata alla realizzazione di progetti infrastrutturali nel mondo) e gestisce un progetto infrastrutturale in Burundi, in un\u2019area dove acqua ed elettricit\u00e0 vengono razionate e la capacit\u00e0 di movimento \u00e8 limitata. La sua testimonianza \u00e8 raccolta in un blog delle Nazioni Unite dedicato al tema \u201cGender and Infrastructure: can we get more women into engineering?\u201d.<br>\u00ab<strong>Questo lavoro<\/strong> \u2013 ammette \u2013 spesso <strong>richiede <\/strong>di <strong>essere presenti <\/strong>in alcuni dei <strong>luoghi <\/strong>pi\u00f9 <strong>inospitali <\/strong>del <strong>mondo<\/strong>. E troppo spesso le <strong>donne non hanno<\/strong> le stesse <strong>opportunit\u00e0 <\/strong>dei colleghi <strong>uomini<\/strong>, perch\u00e9 <strong>vengono considerate inadatte<\/strong> o troppo <strong>fragili <\/strong>per rimanere ore in cantieri del genere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"\/wp-content\/uploads\/donne-in-cantiere_05.jpg\" alt=\"Donne in cantiere \"\/><figcaption>Donne in cantiere<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nonostante i numeri siano ancora insoddisfacenti, i<strong> vecchi pregiudizi<\/strong> sembrano destinati ad essere <strong>superati<\/strong>. Il prossimo 28 e 29 novembre, al Waldorf Hilton di Londra, si terr\u00e0 un Forum internazionale dedicato al tema \u201cWomen in Infrastructure\u201d, al quale prenderanno parte<strong> 300 donne<\/strong> che occupano <strong>posizioni <\/strong>di <strong>leadership <\/strong>in alcune delle <strong>compagnie <\/strong>di <strong>costruzioni <\/strong>pi\u00f9 importanti al mondo.<br>Alle spalle un movimento internazionale che ha una delle rappresentanze pi\u00f9 illustri nel \u201c<strong>Women\u2019s Infrastructure Network<\/strong>\u201d, una rete globale con 3.000 membri e che opera in Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito, per far <strong>incontrare donne impegnate<\/strong> nel settore <strong>infrastrutturale<\/strong>, tanto nel pubblico quanto nel privato con l\u2019obiettivo di dare il proprio contributo nella predisposizione dell\u2019agenda infrastrutturale delle grandi opere. Affonda invece le sue origini nel passato la Women\u2019s Engineering Society, una societ\u00e0 fondata ufficialmente il 23 giugno del 1919 ma operativa gi\u00e0 negli anni della Prima Guerra Mondiale con l\u2019obiettivo di <strong>sostenere <\/strong>l\u2019apporto delle <strong>donne <\/strong>per coprire i ruoli professionali lasciati liberi dagli uomini partiti per la guerra.<br>Quasi 100 anni dopo la Women\u2019s Engineering Society (WES) \u00e8 una realt\u00e0 riconosciuta in tutti gli Stati Uniti e assegna ogni anno il WE50, un premio alle 50 donne pi\u00f9 influenti al mondo nel settore ingegneristico.<br>\u00abNella scelta delle Top 50 \u2013 commenta sul sito ufficiale di WES la chief executive Kirsten Bodley \u2013 abbiamo cercato <strong>donne <\/strong>che avessero <strong>superato ostacoli <\/strong>o scalato posizioni nel settore dell\u2019ingegneria. Inoltre, abbiamo identificato quelle persone che hanno dimostrato un impegno per supportare ed ispirare altre donne a percorrere una strada di <strong>successo <\/strong>e di progresso nel settore\u00bb.<br>E cos\u00ec i riconoscimenti sono andati alle rappresentanti di aziende e fondi di investimento, universit\u00e0 e centri di ricerca, tutte impegnate a dare un contributo di eccellenza e di unicit\u00e0 allo sviluppo dell\u2019ingegneria nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa met\u00e0 della popolazione degli Stati Uniti d\u2019America \u00e8 composta da donne, ma solo un architetto su cinque e un ingegnere su sette sono donne\u00bb.Darlene K. 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