{"id":520863,"date":"2017-06-21T00:07:36","date_gmt":"2017-06-21T00:07:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=520863"},"modified":"2020-10-26T17:32:14","modified_gmt":"2020-10-26T17:32:14","slug":"europa-il-debito-frena-gli-investimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/leader-futuro\/europa-il-debito-frena-gli-investimenti.html","title":{"rendered":"Europa: il debito frena gli investimenti"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/berlin.jpg\" alt=\"berlin\" class=\"wp-image-117433\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/berlin.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/berlin-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Un\u2019 Europa pi\u00f9 unita, che sappia superare lo spettro del debito per tornare a investire nelle infrastrutture strategiche, partendo magari dalla stagione riformista inaugurata dal nuovo Presidente francese Emmanuel Macron. \u00c8 questa la via di fuga all\u2019impasse economico e politico che sta rallentando la crescita del Vecchio Continente secondo Ludovic Subran, classe 1981, inserito nel 2012 dall\u2019Institut Choiseul, un prestigioso think tank, e dal giornale \u201cLe Figaro\u201d, nella lista dei 100 leader di domani dell\u2019economia francese.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">A poche settimane delle elezioni e a pochi giorni dalla vittoria in Parlamento, quale Europa si trova davanti il nuovo Presidente Macron?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abUn Continente che ha delegato molte delle scelte, anche politiche, alla BCE, al punto che la Banca Centrale Europea adotta oggi una politica monetaria pi\u00f9 redistributiva della ricchezza di quanto non facciano i singoli stati.&nbsp;<strong>Di fronte ad un\u2019Europa tecnocratica gestita da Bruxelles, la BCE ha dovuto fare pi\u00f9 di quanto previsto dal suo mandato per aiutare paesi e consumatori.<\/strong>&nbsp;Il problema adesso \u00e8 dare una leadership politica a questa Europa che sembra irrimediabilmente divisa \u2013 lasciatemi passare la metafora \u2013 tra paesi che bevono birra (quelli dell\u2019area Nord n.d.r.) e paesi che bevono vino (quelli dell\u2019area Sud n.d.r.).<br><strong>Le elezioni francesi hanno dimostrato che i giovani vogliono pi\u00f9 spirito in questa Europa, dare un altro futuro, cambiare percezione e mettere fiducia.<\/strong>&nbsp;Si spera molto in Macron perch\u00e9 la sua Francia dia un contributo maggiore ad un\u2019Europa dei progetti e non delle regole. Una sfida difficile perch\u00e9 l\u2019Europa di oggi appare pi\u00f9 divisa che mai e con grandi problemi da affrontare, come la disoccupazione giovanile o la frammentazione finanziaria con paesi con crediti molto bassi e altri pi\u00f9 alti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La vittoria di Macron sembra aver rafforzato l\u2019asse franco-tedesco. Cosa dobbiamo aspettarci in tema di investimenti?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abSugli investimenti c\u2019\u00e8 un dibattito in corso, in particolare per quanto riguarda l\u2019enorme surplus commerciale tedesco. Alcuni vedono questo surplus come una ricchezza ferma, un deficit di investimenti, mentre altri sono convinti che sia una riserva da preservare e che non va bruciata. La conseguenza \u00e8 che&nbsp;<strong>in Germania c\u2019\u00e8 un gap enorme di investimenti, sia pubblici che privati.<\/strong>&nbsp;I salari sono troppo bassi e c\u2019\u00e8 bisogno di una redistribuzione, ma \u00e8 un discorso molto difficile da affrontare perch\u00e9 il governo tedesco e parte dell\u2019opinione pubblica non vuole bruciare il suo salvavita, rappresentato dal surplus. Questo atteggiamento ha un impatto negativo sull\u2019export di altri paesi europei, sulla politica monetaria della BCE. Infatti la crescita tedesca rimane comunque molto bassa, senza produttivit\u00e0 e senza innovazione forte, in pi\u00f9 \u00e8 un peso per lo sviluppo degli altri paesi della zona\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Parlando di economia mondiale, quale sar\u00e0 la tendenza generale nel 2017 e nel 2018?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abLe nostre previsioni indicano un Pil mondiale in crescita del 2,9% tanto nel 2017 quanto nel 2018. Gli Usa non brilleranno perch\u00e9, sebbene l\u2019elezione di Donald Trump abbia risvegliato l\u2019economia americana dal suo letargo, i rischi rimangono elevati. Il Pil del Paese dovrebbe infatti crescere nell\u2019anno del 2,3%, contro l\u20191,7% dell\u2019eurozona e il 6,3% della Cina. Ma&nbsp;<strong>se gli Usa non torneranno a spingere con forza la loro economia, allora sar\u00e0 quasi impossibile che l\u2019economia mondiale torni a crescere oltre il 3%\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Che effetti hanno le politiche protezioniste annunciate da molti Paesi?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abIn realt\u00e0 il tema delle protezioni al commercio internazionale sono solo parole, nel senso che il protezionismo esiste da sempre ed esister\u00e0 per sempre. Pi\u00f9 grave \u00e8 invece l\u2019isolazionismo, che \u00e8 un fenomeno prima politico che economico.&nbsp;<strong>Se gli Usa rispetteranno i loro annunci nel senso che renderanno la vita difficile alle multinazionali straniere che cercano un accesso al mercato americano, allora ci saranno problemi anche per l\u2019economia europea.<\/strong>&nbsp;Per il momento per\u00f2 la politica del Presidente Trump sembra soprattutto improntata ad ottenere un effetto positivo per le imprese americane all\u2019estero e non per bloccare quelle internazionali che sbarcano negli Usa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/arnhem-central-station-netherlands.jpg\" alt=\"arnhem-central-station&#8211;netherlands\" class=\"wp-image-111049\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/arnhem-central-station-netherlands.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/arnhem-central-station-netherlands-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Stazione ferroviaria di Arnhem, Paesi Bassi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Uno degli annunci pi\u00f9 sensazionalisti di Trump \u00e8 stato il trilione di dollari per le infrastrutture. Qual \u00e8 la posizione dei principali leader europei sul tema? L\u2019Europa \u00e8 pronta per un grande piano del genere?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019Europa ha gi\u00e0 il suo piano infrastrutturale che \u00e8 il Piano Juncker. Spesso si \u00e8 parlato di prevedere la destinazione di un livello minimo di Pil alle spese infrastrutturali, ma in tempo di austerit\u00e0 \u00e8 risultata un\u2019ipotesi impossibile da realizzare. Quindi&nbsp;<strong>per il momento all\u2019Europa non resta che il Piano Juncker, mentre la risposta asiatica all\u2019annuncio di Trump \u00e8 la Asian Infrastructure Investment Bank e il progetto \u201cOne belt, One road\u201d lanciato dalla Cina.<\/strong><br>L\u2019unica problema \u00e8 che, rispetto a Stati Uniti e Cina, il nostro piano \u00e8 pi\u00f9 annacquato, nel senso che come dimensioni \u00e8 una miniatura, la piattaforma c\u2019\u00e8 ma le risorse sono insufficienti. Inoltre, a livello burocratico, ci mettiamo troppo tempo per accordarci, abbiamo tanti obiettivi divergenti e alla fine la soluzione \u00e8 un miscuglio di tutto che non ha un effetto di segnale e fiducia che c\u2019\u00e8 negli altri Paesi quando viene lanciato qualcosa del genere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Recentemente ci sono state alcune polemiche sul Piano Juncker, che criticavano il fatto che il progetto non sta veicolando gli investimenti ipotizzati inizialmente. Questo corrisponde al vero?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abLa questione alle spalle del Piano Juncker riguarda la disponibilit\u00e0 europea, tanto dei governi quanto anche dei soggetti privati, a fare investimenti.&nbsp;<strong>Nel continente siamo tutti ossessionati dal debito e gli investitori non vogliono ripiombare in un incubo come quello della Grecia. I progetti pubblici-privati ci sono, ma nessuno vuole accollarsi nuovo debito.<\/strong><br>Oltre a questo, esiste un\u2019asimmetria di investimenti tra vari paesi europei. In Francia, ad esempio, la Bei (Banca europea degli investimenti) ha avviato diversi progetti con la Cassa depositi francese, mentre in Italia questa collaborazione non ha mai portato risultati soddisfacenti, quindi sono poche le PMI italiane che hanno beneficiato di investimenti europei. Non c\u2019\u00e8 stato impatto d\u2019accelerazione molto forte. Sono mancati grossi e ambiziosi progetti anche infrastrutturali come quelli che hanno segnato gli anni \u201990, perch\u00e9 alle spalle \u00e8 diffusa la paura che i progetti costeranno tanti soldi. In sostanza, la capacit\u00e0 del piano non \u00e8 stata utilizzata\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Europa lavora da anni ad un progetto di collegamenti transnazionali, la cosiddetta rete TEN-T. A che punto \u00e8 questo progetto e che tipo di impatto potr\u00e0 avere sulle infrastrutture?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abIl progetto TEN-T \u00e8 molto interessante ma non sufficiente, perch\u00e9 i progetti sono spezzettati e limitati di numero, e risulta sempre molto difficile prendere decisioni congiunte tra pi\u00f9 stati coinvolti dallo stesso progetto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Molti paesi, tra cui recentemente la Spagna, chiedono l\u2019istituzione degli eurobond. Potrebbero essere utili per lo sviluppo del continente? Macron ha gi\u00e0 detto che non sono una priorit\u00e0\u2026<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abSugli eurobond Macron ha detto non dobbiamo mutualizzare il passato ma il futuro. Il problema \u00e8 recuperare il debito pubblico greco, e tra poco anche del Portogallo e dell\u2019Italia. \u00c8 per questo che il gap di investimenti non riesce ad essere colmato, la paura del debito \u00e8 forte e anche tante aziende non si indebitano perch\u00e9 hanno paura di essere risucchiate nel rischio Paese.<br><strong>L\u2019eurobond pu\u00f2 essere utile per reperire liquidit\u00e0 ma non cambier\u00e0 il rischio reputazionale del continente, che \u00e8 alla base dei nostri problemi.<\/strong>&nbsp;L\u2019unica soluzione possibile \u00e8 la fiducia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Guardando al domani, come sar\u00e0 secondo lei la Francia di Macron?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abIl 2017 per la Francia si presenta come un anno di grande cambiamento, e si diffonde quel fermento che si respirava alla fine degli anni Novanta nella Germania di Gerhard Schr\u00f6der<br>e nell\u2019Inghilterra di Tony Blair. Questo perch\u00e9&nbsp;<strong>il nuovo Presidente ha confermato l\u2019intenzione di voler fare le riforme che non sono state fatte negli ultimi sette anni con l\u2019obiettivo di rendere pi\u00f9 competitiva e attrattiva la Francia.<\/strong>&nbsp;Vuole rivedere il mercato del lavoro, il sistema di protezione sociale, dare pi\u00f9 competizione tra i settori, e abbassare le tasse alle aziende. A guardarlo cos\u00ec \u00e8 un programma di liberazione delle energie, ma se queste riforme non saranno condivise da tutti i Paesi europei che ne hanno bisogno, alla fine ci sar\u00e0 sempre qualcun altro che paga\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019 Europa pi\u00f9 unita, che sappia superare lo spettro del debito per tornare a investire nelle infrastrutture strategiche, partendo magari dalla stagione riformista inaugurata dal nuovo Presidente francese Emmanuel Macron. \u00c8 questa la via di fuga all\u2019impasse economico e politico che sta rallentando la crescita del Vecchio Continente secondo Ludovic Subran, classe 1981, inserito nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":150027,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[18980,18985],"yst_prominent_words":[16153,16151,16152,14752,14871,14753,16147,16122,16150,16146,16149],"class_list":["post-520863","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leader-futuro","tag-europa","tag-investimenti-globali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/520863","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=520863"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/520863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":542625,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/520863\/revisions\/542625"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=520863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=520863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=520863"},{"taxonomy":"yst_prominent_words","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/yst_prominent_words?post=520863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}