{"id":521386,"date":"2017-07-05T06:13:10","date_gmt":"2017-07-05T06:13:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=521386"},"modified":"2020-10-25T10:22:10","modified_gmt":"2020-10-25T10:22:10","slug":"gli-emergenti-trainano-il-pil-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/economia-globale-sostenibilita\/gli-emergenti-trainano-il-pil-mondiale.html","title":{"rendered":"Gli emergenti trainano il PIL mondiale"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/moscow-russia2.jpg\" alt=\"moscow&#8211;russia2\" class=\"wp-image-179313\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/moscow-russia2.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/moscow-russia2-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La crescita del PIL mondiale non supera la barriera del 3%. Non lo far\u00e0 quest\u2019anno (+2,7%) e nemmeno nel biennio 2018-2019 (+2,9%). Complici i risultati non esaltanti delle tre grandi economie avanzate: Stati Uniti (+2,1% nel 2017); Area Euro (+1,7%) e Giappone (+1,5%).<br><strong>Per parlare di crescita sostenuta bisogna<\/strong>&nbsp;quindi&nbsp;<strong>andare altrove, nei paesi emergenti e in via di sviluppo dove gi\u00e0 nel 2017 il PIL medio toccher\u00e0 il +4,1%.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A segnalarlo oggi \u00e8 la Banca Mondiale che, nel Report \u201cGlobal Economic Prospects \u2013 A Fragile Recovery\u201d, annuncia le sue previsioni sull\u2019economia mondiale con un focus specifico dedicato alle economie emergenti. \u00c8 qui che i mercati si mostrano pi\u00f9 vitali, attirando investimenti esteri e avviando processi di crescita che viaggiano a ritmi sostenuti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Asia dell\u2019Est e Pacifico<\/h2>\n\n\n\n<p>Il treno, per la regione, \u00e8 rappresentato dalla Cina. Sebbene con ritmi pi\u00f9 lenti degli anni precedenti,&nbsp;<strong>l\u2019economia cinese crescer\u00e0 del 6,5% nel 2017, dando una forte spinta alla regione.<\/strong><br>E infatti la Banca Mondiale prevede una crescita nell\u2019anno del 6,2%, destinata a subire un leggero rallentamento (+6,1%) sia nel 2018 che nel 2019.&nbsp;<strong>Cina a parte, la crescita media degli altri paesi della regione si attester\u00e0 al termine dell\u2019anno intorno ad un 5,1%, in miglioramento nel biennio successivo con un +5,2.<\/strong>&nbsp;Il buon andamento del PIL dipende soprattutto dai risultati ottenuti con l\u2019export che in paesi come la Tailandia o l\u2019Indonesia aumenter\u00e0 a ritmi superiori al 5%. Questo, per alcuni stati come la Tailandia, avr\u00e0 come effetto un aumento degli investimenti pubblici, che potranno essere destinati anche al mercato delle infrastrutture.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Est Europa e Asia Centrale<\/h2>\n\n\n\n<p>Gli scambi di materie prime come il gas, condizioni finanziarie internazionali positive e i buoni risultati economici di alcuni paesi dell\u2019Area Euro sostengono l\u2019economia dell\u2019Europa dell\u2019Est e dell\u2019Asia centrale.<br><strong>Nel corso del 2017 i paesi della regione metteranno a segno una crescita del PIL pari al 2,5%, destinata a salire fino al 2,8% nel biennio successivo.<br>Risultati incoraggianti arrivano in particolare dalla Russia,<\/strong>&nbsp;che dopo due anni di recessione, sta riconquistando parte del terreno perduto (+1,3% nel 2017),&nbsp;<strong>e dalla Turchia<\/strong>&nbsp;dove \u2013 nonostante l\u2019incertezza politica \u2013 l\u2019economia continua a crescere a ritmi sostenuti (+3,5% nel 2017).<br>E proprio la Turchia, secondo le previsioni della Banca Mondiale, dovrebbe brillare tra il 2018 e il 2019 quando la crescita della ricchezza prodotta nel Paese si attester\u00e0 intorno al 4% annuo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">America Latina e Caraibi<\/h2>\n\n\n\n<p>Complice la crisi di grandi stati del Sud America (a partire dal Venezuela fino al Brasile),&nbsp;<strong>l\u2019intera regione vive un lungo periodo di stagnazione economica, dal quale dovrebbe uscire solo a partire dal 2018.&nbsp;<\/strong>Per l\u2019anno in corso la crescita economica dell\u2019area dovrebbe attestarsi al +0,8%, mentre nel 2018 \u00e8 previsto un aumento del PIL del 2,1% (+2,5% nel 2019).<br>Risultati garantiti soprattutto dal buon andamento dei Caraibi, dove le economie appaiono particolarmente vitali.&nbsp;<strong>Nel corso dell\u2019anno i Caraibi assisteranno ad una crescita del 3,3%,<\/strong>&nbsp;che raggiunger\u00e0 il 3,8% nel 2018 per frenare leggermente al 3,7% nel 2019.<br>Guardando al quadro generale, la Banca Mondiale parla di una ripresa \u201cirregolare\u201d, dovuta principalmente ai risultati di Brasile e Argentina, che faticosamente stanno uscendo dalle rispettive crisi economiche.<br>Ancora una volta,&nbsp;<strong>per l\u2019intera regione \u00e8 l\u2019instabilit\u00e0 politica il primo problema che si riflette sugli andamenti economici<\/strong>, un\u2019instabilit\u00e0 sulla quale esercitano una certa influenza le scelte di politica estera del Presidente Usa Donald Trump, in particolare sull\u2019economia messicana per quanto riguarda la rinegoziazione del NAFTA, il North American Free Trade Agreement.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1843\" height=\"3128\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/infografica-ita80-603x1024.jpg\" alt=\"infografica-ita80\" class=\"wp-image-158647\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/infografica-ita80-603x1024.jpg 603w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/infografica-ita80-177x300.jpg 177w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/infografica-ita80-768x1303.jpg 768w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/infografica-ita80.jpg 1843w\" sizes=\"auto, (max-width: 1843px) 100vw, 1843px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Medio Oriente e Nord Africa<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Da un lato i conflitti e le tensioni geopolitiche, dall\u2019altro il basso prezzo del greggio<\/strong>&nbsp;<strong>che<\/strong>&nbsp;\u2013 nonostante il leggero rialzo degli ultimi mesi \u2013&nbsp;<strong>\u00e8 ancora su livelli molto pi\u00f9 contenuti delle sue medie, frenano il rilancio dell\u2019economia della regione.<\/strong><br>Nel 2017 il PIL crescer\u00e0 del 2,1%, oltre un punto percentuale in meno rispetto al 3,2% del 2016. La risposta dell\u2019Opec per fronteggiare il calo di valore del greggio \u00e8 stata un taglio della produzione (un milione di barili al giorno in meno per tutto il primo trimestre del 2017), ma questo non basta per far ripartire le economie, in particolare dei paesi della Penisola Araba, che hanno cominciato a diversificare i loro modelli produttivi, come ha fatto l\u2019Arabia Saudita lanciando il National Transformation Plan and Vision 2030, che prevede grandi investimenti nelle infrastrutture del Paese.<br>Buoni risultati arrivano invece da molti paesi nord africani dove l\u2019instabilit\u00e0 politica non sembra frenare l\u2019economia. L\u2019Egitto dovrebbe crescere nel 2017 del 4,3%, il Marocco del 3,8%, la Tunisia del 2,3% e l\u2019Algeria di un pi\u00f9 modesto 1,8%.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Asia del Sud<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Asia del Sud \u00e8 una delle regioni che vanta la crescita economica pi\u00f9 sostenuta. Per il 2017 il PIL dovrebbe salire del 6,8%, raggiungendo una media del 7,2% nel biennio 2018-2019.<\/strong><br>La forza di queste economie, trainate dall\u2019India, \u00e8 contenuta in una serie di fattori che vanno dall\u2019aumento dell\u2019export ai bassi prezzi del petrolio fino agli investimenti elevati nelle infrastrutture, che stanno dando una spinta significativa alla crescita. Grazie a questi fattori nel 2017 il Paese assister\u00e0 a un aumento del PIL del 7,2%.<br>Anche l\u2019altro grande mercato della regione, il Pakistan, continuer\u00e0 a crescere a ritmi sostenuti (+5,2% nel 2017) e questo per via degli investimenti privati in aumento e dell\u2019approvazione di alcune riforme importanti, che prevedono maggiori tutele per le imprese e i lavoratori.<br>In generale, tutti gli stati della regione sono molto vitali economicamente, ma hanno bisogno di inserire questa crescita in un binario di regole e riforme. \u00c8 il caso del Bangladesh, la cui crescita prevista tocca il 6,6% e dove \u00e8 stato approvato un pacchetto di riforme con l\u2019intento di tutelare la competizione tra privati e attrarre investimenti diretti esteri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Africa Sub-Sahariana<\/h2>\n\n\n\n<p>Non bastano i buoni risultati di alcuni paesi come l\u2019Etiopia a trainare l\u2019economia della regione.<br>Dopo un 2016 segnato da una crescita del PIL dell\u20191,3%, nel 2017 si raggiunger\u00e0 il 2,6%, salendo al 3,2 nel 2018 e al 3,5% nel 2019.<br>Un dato medio assicurato da poche stelle che brillano. Tra queste, appunto,&nbsp;<strong>l\u2019Etiopia, il paese con la crescita economica pi\u00f9 elevata dell\u2019Africa Sub-Sahariana (+8,3% nel 2017, +8% nel 2018, +7,9% nel 2019)<\/strong>, alimentata dalle riforme avviate ormai da anni e dalle politiche di investimento che hanno portato anche alla trasformazione del paese in un grande produttore energetico, attraverso la costruzione di grandi dighe, come quelle di Gibe III (inaugurata nel 2016) e quella di Gerd (ancora in corso di realizzazione).<br>Pi\u00f9 in generale, la crescita del PIL della regione dipende dall\u2019aumento dei prezzi globali delle commodities, anche se alcuni paesi come l\u2019Angola e la Nigeria (i due pi\u00f9 grandi esportatori di petrolio) pagano ancora i bassi prezzi del greggio.<br>In ogni caso&nbsp;<strong>il tema centrale rimane quello dell\u2019affrancamento dalla povert\u00e0 per larghi strati della popolazione<\/strong>. In questo caso la Banca Mondiale calcola che il reddito pro-capite caler\u00e0 dello 0,1% nel 2017, per crescere dello 0,7 nel biennio 2018-2019. Un risultato ancora insufficiente per raggiungere gli obiettivi di sviluppo individuati dai Millennium Development Goals delle Nazioni Unite.<br>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crescita del PIL mondiale non supera la barriera del 3%. Non lo far\u00e0 quest\u2019anno (+2,7%) e nemmeno nel biennio 2018-2019 (+2,9%). 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