{"id":527684,"date":"2018-07-18T11:14:07","date_gmt":"2018-07-18T11:14:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=527684"},"modified":"2020-10-25T11:23:06","modified_gmt":"2020-10-25T11:23:06","slug":"il-boom-demografico-delle-megacitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/megatrend\/il-boom-demografico-delle-megacitta.html","title":{"rendered":"Il boom demografico delle megacitt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/boom-demografico.jpg\" alt=\"boom-demografico\" class=\"wp-image-119067\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/boom-demografico.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/boom-demografico-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ogni ora 85 nuovi abitanti vengono registrati all\u2019anagrafe della citt\u00e0 di Lagos, 79 a Delhi, 53 a Shanghai, 51 a Mumbay e 22 a Citt\u00e0 del Messico. Paesi lontani, latitudini diverse, popoli divisi da storie e tradizioni, uniti per\u00f2 da un fenomeno inarrestabile, destinato a cambiare il modo stesso di pensare la convivenza. \u00c8 la concentrazione demografica che si accompagna alla nascita di mega citt\u00e0 sempre pi\u00f9 grandi, dove le infrastrutture diventano ancora di pi\u00f9 uno strumento essenziale per sopravvivere.<br>Il fenomeno, fotografato dall\u2019ultima edizione del World Urbanization Prospects pubblicato dalle Nazioni Unite, racconta di un <strong>aumento demografico<\/strong> consistente e concentrato in alcune<strong> grandi citt\u00e0: Lagos<\/strong>, appunto, ma anche <strong>Delhi <\/strong>e <strong>Dhaka, Kinshasa, Manila, Istanbul, San Paolo<\/strong> e <strong>Jakarta<\/strong>. La maggior parte di queste sono nei paesi in via di sviluppo; tante in Africa dove piccoli centri sono divenuti in pochi anni megalopoli difficili da gestire. Proprio come accaduto a Lagos.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lagos, il gigante venuto su dal nulla<\/h2>\n\n\n\n<p>Fino agli anni Sessanta <strong>Lagos <\/strong>era poco pi\u00f9 di una cittadina costiera, un agglomerato di case intorno al quale sorgevano villaggi di agricoltori. In pochi anni la sua conformazione \u00e8 profondamente <strong>cambiata <\/strong>e quella citt\u00e0 da <strong>200.000 abitanti <\/strong>\u00e8 divenuta un gigante che sfiora i <strong>20 milioni di persone<\/strong>, una cifra che gli vale il <strong>record <\/strong>di <strong>citt\u00e0 <\/strong>pi\u00f9 <strong>popolosa dell\u2019Africa<\/strong> e <strong>una <\/strong>delle <strong>prime tre <\/strong>al <strong>mondo<\/strong>.<br>Questo \u00e8 accaduto perch\u00e9 la citt\u00e0 nigeriana \u00e8 divenuta un magnete non solo per gli abitanti dello stato, ma anche per quelli di molti altri stati africani che hanno cercato in lei un luogo dove trovare <strong>lavoro <\/strong>o anche solo un\u2019opportunit\u00e0 per una vita migliore. Negli ultimi sessant\u2019anni il fenomeno \u00e8 stato cos\u00ec continuo che la <strong>Lagos <\/strong>di oggi \u00e8 una <strong>megalopoli <\/strong>difficile da gestire: si sviluppa su un\u2019area di 1.000 chilometri quadrati e, per dare un\u2019idea delle dimensioni, solo la grande discarica dove vengono raccolti i rifiuti misura 40 ettari e riceve ogni giorno 10mila tonnellate di spazzatura.<br>Questa crescita senza controllo fa sentire ancora di pi\u00f9 il bisogno di <strong>infrastrutture strategiche<\/strong>, dalle strade fino agli impianti di <strong>trattamento idrico<\/strong>. Tutto serve in una citt\u00e0 come Lagos che, secondo le Nazioni Unite, \u00e8 destinata ad allargarsi ancora. Se il tasso di crescita demografica manterr\u00e0 questi ritmi, nel 2100 Lagos diventer\u00e0 una distesa infinita di abitazioni in grado di ospitare tra gli 85 e i 100 milioni di persone. Non solo la citt\u00e0 pi\u00f9 grande del mondo, ma un conglomerato urbano che superer\u00e0 stati interi come ad esempio l\u2019Inghilterra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il boom delle grandi citt\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Il fenomeno Lagos \u00e8 stato studiato da Daniel Hoornweg e Kevin Pope, due demografi canadesi dell\u2019Institute of Technology dell\u2019Universit\u00e0 di Ontario, e i risultati delle loro analisi sono state riportate nelle scorse settimane dal \u201cGuardian\u201d.<br>Secondo gli studiosi, <strong>oltre <\/strong>a <strong>Lagos<\/strong>, sono centinaia le <strong>piccole citt\u00e0<\/strong>, soprattutto in <strong>Asia <\/strong>e in <strong>Africa<\/strong>, che stanno <strong>crescendo <\/strong>a <strong>dismisura <\/strong>e con <strong>ritmi elevati<\/strong>. L\u2019esempio pi\u00f9 lampante \u00e8 quello di <strong>Niamey<\/strong>, la capitale del Niger sconosciuta fino a poco tempo fa che tuttavia potrebbe esplodere passando dal milione di abitanti di oggi a 46 milioni nel 2100. Allo stesso modo \u2013 riportano gli studiosi \u2013 la citt\u00e0 di <strong>Balantyre<\/strong>, nel Sud del Malawi, <strong>potrebbe raggiungere<\/strong> le dimensioni <strong>attuali <\/strong>di <strong>New York City<\/strong>. Il <strong>boom demografico<\/strong>, accompagnato da una gestione inefficace dello <strong>sviluppo urbano<\/strong>, porteranno nei prossimi 35 anni ad assistere alla nascita di 100 citt\u00e0 nel mondo con oltre 5,5 milioni di abitanti, spostando il baricentro delle grandi metropoli fino a quando, nel 2100, solo 14 delle 101 pi\u00f9 grandi citt\u00e0 mondiali saranno in Europa e nelle Americhe.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1844\" height=\"1967\" src=\"\/wp-content\/uploads\/il-boom-demografico-delle-megacitta_02.jpg\" alt=\"Il boom demografico delle megacitt\u00e0_02\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli effetti della crescita incontrollata: il caso Bangalore<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Bangalore <\/strong>\u00e8 il simbolo mondiale dello sviluppo economico indiano, interpretato ai massimi livelli anche negli investimenti in innovazione e tecnologia. Tuttavia, alla crescita economica della citt\u00e0 <strong>non <\/strong>\u00e8 stata accompagnata una<strong> pianificazione urbanistica <\/strong>che tenga conto dei bisogni dei cittadini. Secondo i ricercatori canadesi, la sua popolazione dovrebbe passare dagli attuali 7 milioni a 21 milioni nel 2100. Un trend che conferma quello pi\u00f9 generale dell\u2019India, destinata a diventare entro il 2050 il paese pi\u00f9 popoloso al mondo, con 1,5 miliardi di abitanti, di cui 600 milioni concentrati proprio nei centri urbani.<br>In questa corsa inarrestabile, <strong>Bangalore <\/strong>occupa le prime file, ma gli effetti \u2013 secondo quanto gi\u00e0 oggi documentato dall\u2019Indian Institute of Science \u2013 sono nefasti. Negli ultimi 30 anni la <strong>temperatura media<\/strong> della <strong>citt\u00e0 <\/strong>\u00e8 aumentata di <strong>2,5 gradi<\/strong>; <strong>l\u201988<\/strong>% della <strong>vegetazione <\/strong>\u00e8 andato <strong>perduto<\/strong>; e i <strong>fenomeni atmosferici<\/strong> come le inondazioni sono divenuti molto pi\u00f9 frequenti. La risposta, ancora una volta, \u00e8 in uno <strong>sviluppo <\/strong>pi\u00f9 <strong>ordinato<\/strong>, nella pianificazione urbanistica realizzata attraverso investimenti nelle infrastrutture e in una strategia di crescita che metta la sostenibilit\u00e0 e il benessere al primo posto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Copenhagen, un esempio per tutti<\/h2>\n\n\n\n<p>La ricerca degli scienziati canadesi cos\u00ec come i numeri rilasciati dalle Nazioni Unite danno una risposta univoca sulla <strong>capitale danese<\/strong>: i suoi <strong>1,3 milioni abitanti resteranno<\/strong> tali anche nei <strong>prossimi cinquant\u2019anni e lo stesso vale per qualit\u00e0 della vita<\/strong>. Un dato che non dipende solamente dal <strong>basso tasso<\/strong> di<strong> crescita demografica dell\u2019Europa<\/strong>, ma che ha molto che fare con lo sviluppo della citt\u00e0 e gli investimenti in infrastrutture destinate a rispondere al meglio ai bisogni dei cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso di <strong>Cityringen, l\u2019anello ferroviario<\/strong> attualmente in costruzione che girer\u00e0 intorno alla citt\u00e0 arrivando a <strong>trasportare 72 milioni <\/strong>di <strong>passeggeri all\u2019anno<\/strong>, spiega come un\u2019infrastruttura possa trasformarsi in uno strumento di sostenibilit\u00e0 ambientale, permettendo a Copenhagen di essere una delle citt\u00e0 dove si usa meno l\u2019automobile e dove il 62% degli abitanti si muove in bicicletta.<br>\u00abOggi il nostro porto \u00e8 cos\u00ec pulito che ci si pu\u00f2 nuotare \u2013 ha dichiarato il sindaco Frank Jensen \u2013 e il 62% dei cittadini si muove in bicicletta per andare a scuola o al lavoro tutti i giorni. Voglio che Copenhagen mantenga e anzi migliori la sua posizione di citt\u00e0 verde e con un\u2019elevata qualit\u00e0 della vita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo per cullare il pi\u00f9 ambizioso degli obiettivi: diventare nel <strong>2025 <\/strong>la <strong>prima capitale mondiale carbon neutral<\/strong>. Una grande conquista, per una metropoli europea, che pu\u00f2 trasformarsi in un esempio mondiale di sviluppo sostenibile e in un modello per rileggere in chiave innovativa anche il <strong>boom <\/strong>della <strong>megacitt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni ora 85 nuovi abitanti vengono registrati all\u2019anagrafe della citt\u00e0 di Lagos, 79 a Delhi, 53 a Shanghai, 51 a Mumbay e 22 a Citt\u00e0 del Messico. 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