{"id":527708,"date":"2018-04-11T11:33:49","date_gmt":"2018-04-11T11:33:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=527708"},"modified":"2020-10-23T16:03:23","modified_gmt":"2020-10-23T16:03:23","slug":"europa-i-cambiamenti-climatici-mettono-a-rischio-le-infrastrutture-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/megatrend\/europa-i-cambiamenti-climatici-mettono-a-rischio-le-infrastrutture-2.html","title":{"rendered":"Europa: i cambiamenti climatici mettono a rischio le infrastrutture"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/cambiamenti-climatici-europa-infrastrutture.jpg\" alt=\"cambiamenti-climatici-europa-infrastrutture\" class=\"wp-image-121717\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/cambiamenti-climatici-europa-infrastrutture.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/cambiamenti-climatici-europa-infrastrutture-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Aumento delle temperature, inondazioni, tempeste di vento, ondate di gelo: i <strong>cambiamenti climatici<\/strong> non risparmiano l\u2019Europa e, come dimostrato negli ultimi mesi, quando si sono succeduti periodi di siccit\u00e0 a violenti rovesci temporaleschi fino a crolli delle temperature, sembrano destinati a diventare una costante nella vita del Vecchio Continente. Il loro impatto, per\u00f2, non \u00e8 solo sulla quotidianit\u00e0 delle persone, ma anche sulla tenuta delle infrastrutture che rischiano di venire colpite duramente proprio dal repentino cambiamento del clima.<br>E infatti <strong>l\u2019impatto economico<\/strong> di questi fenomeni <strong>atmosferici sulle infrastrutture<\/strong> <strong>strategiche sar\u00e0 rilevante<\/strong>. Attualmente i paesi europei spendono ogni anno 3,4 miliardi di dollari per interventi straordinari sulle infrastrutture, e la cifra \u00e8 destinata a salire in modo decisivo nei prossimi anni: 9,3 miliardi nel 2020, 19,6 miliardi nel 2050 e 37 miliardi entro il 2080.<br>La previsione \u00e8 frutto dello studio \u201cEscalating impacts of climate extremes on critical infrastructures in Europe\u201d pubblicato dal \u201cGlobal Enviromental Change\u201d di Elsevier, il pi\u00f9 prestigioso editore mondiale in ambito medico e scientifico, e redatto da un\u2019equipe di studiosi provenienti da mezzo mondo che hanno elaborato un sistema di calcolo sulla base dei risultati delle analisi portate a termine da oltre 2.000 esperti.<br>Quello che emerge \u00e8 uno sguardo sul futuro delle grandi opere e su cosa governi e amministrazioni locali saranno chiamati a fare per garantire ai cittadini <strong>un sistema infrastrutturale moderno ed efficiente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I settori pi\u00f9 a rischio<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Energia e trasporti<\/strong>. Sono questi due dei settori in cui si prevede che i cambiamenti climatici si abbatteranno, facendo i danni maggiori e richiedendo investimenti pi\u00f9 consistenti nelle infrastrutture di supporto. Attualmente \u2013 calcola lo studio \u2013 la spesa annuale in Europa per arginare i danni dovuti al clima sulle infrastrutture energetiche raggiunge i <strong>500 milioni di euro<\/strong>. Ma il dato \u00e8 destinato a crescere in modo esponenziale, del 400% nel 2020, dell\u2019860% nel 2050 e del 1.600% nel 2080. In particolare tanto la siccit\u00e0 quanto <strong>le ondate di caldo incideranno moltissimo sull\u2019efficienza delle centrali energetiche<\/strong>, obbligate a mantenere al loro interno temperature costanti.<br>Un pericolo analogo a quello che corrono i <strong>trasporti<\/strong>. L\u2019aumento delle temperature incider\u00e0 pesantemente sulle condizioni di strade, autostrade e ferrovie, rovinando lo stato dell\u2019asfalto cos\u00ec come quello delle rotaie, mentre i trasporti sui corsi d\u2019acqua subiranno un impatto devastante dovuto alla siccit\u00e0. Attualmente le infrastrutture di trasporto necessitano di interventi annuali dovuti ai <strong>danni climatici pari a 800 milioni di euro<\/strong>, che aumenteranno del 1.500% entro la fine di questo secolo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1844\" height=\"1896\" src=\"\/wp-content\/uploads\/info-2-ita.jpg\" alt=\"info-2-ita\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come cambiano gli effetti del clima sulle infrastrutture<\/h2>\n\n\n\n<p>Fino ad oggi le infrastrutture europee dovevano guardarsi soprattutto da due nemici: le esondazioni dei fiumi e le tempeste di vento. Molto per\u00f2 \u00e8 cambiato negli ultimi anni e si sono affacciati nuovi fenomeni atmosferici che per l\u2019Europa sono stati storicamente meno pericolosi. In particolare, siccit\u00e0 e ondate di calore sono divenuti pi\u00f9 frequenti e hanno cominciato a colpire il Vecchio Continente con una violenza fino ad ora sconosciuta. Se fino al 2010 il loro peso tra i fattori che causano danni alle infrastrutture non superava il 10%, nei prossimi anni lo stesso \u00e8 destinato a raggiungere il 90%, confermando che proprio l\u2019aumento delle temperature e tutto ci\u00f2 che questo comporta rappresentano uno dei pericoli maggiori per le infrastrutture del Vecchio Continente. In particolare i paesi del Sud, a partire dall\u2019Italia, la Spagna, la Grecia, ma anche la stessa Francia, rischiano di essere colpiti molto duramente da questi cambiamenti, mentre quelli del Nord e dell\u2019Est Europa (Regno Unito, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania) dovranno fare i conti principalmente con le inondazioni e l\u2019aumento dei fenomeni temporaleschi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1258\" height=\"1292\" src=\"\/wp-content\/uploads\/info-1-ita.jpg\" alt=\"info-1-ita\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il futuro e l\u2019allarme della European Investment Bank<\/h2>\n\n\n\n<p>Oltre a far suonare un campanello d\u2019allarme sui <strong>pericoli futuri che le infrastrutture europee corrono<\/strong>, il rapporto \u201cGlobal Enviromental Change\u201d chiama in causa il bisogno anche attuale di interventi immediati aprendo una sponda con la European Investment Bank (EIB), che nel suo ultimo report di fine 2017 aveva messo in allarme gli stati membri dell\u2019Ue sulla <strong>scarsit\u00e0 di finanziamenti alle infrastrutture<\/strong>. L\u2019istituzione europea aveva infatti segnalato un aumento degli investimenti, ma ancora insufficiente rispetto alle <strong>esigenze infrastrutturali dell\u2019Unione<\/strong>.<br>\u00abAssistiamo a un rilancio, a un rafforzamento degli investimenti \u2013 ha dichiarato Debora Revoltella, capo economista della EIB \u2013 ma \u00e8 proprio questo il momento nel quale si rende necessario guardare alle sfide di lungo periodo. E quindi \u00e8 importante portare la questione della <strong>spesa infrastrutturale nel dibattito politico<\/strong>, e spiegare che questi investimenti sono per il benessere a lungo termine dell\u2019economia\u00bb.<br>Attualmente, secondo quanto riportato dalla European Investment Bank, i governi dell\u2019Ue investono solo il <strong>2,7% del Pil comunitario nelle infrastrutture<\/strong>, il record negativo degli ultimi vent\u2019anni, ma soprattutto un valore troppo basso in vista dei pericoli climatici che il futuro, anche nel breve termine, sembra riservare al Vecchio Continente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aumento delle temperature, inondazioni, tempeste di vento, ondate di gelo: i cambiamenti climatici non risparmiano l\u2019Europa e, come dimostrato negli ultimi mesi, quando si sono succeduti periodi di siccit\u00e0 a violenti rovesci temporaleschi fino a crolli delle temperature, sembrano destinati a diventare una costante nella vita del Vecchio Continente. 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