{"id":527717,"date":"2015-10-01T11:59:47","date_gmt":"2015-10-01T11:59:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=527717"},"modified":"2024-10-15T09:19:37","modified_gmt":"2024-10-15T09:19:37","slug":"megacities-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/megatrend\/megacities-5.html","title":{"rendered":"Megalopoli: crescita urbanistica e nuove infrastrutture"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/3-shanghai7.jpg\" alt=\"3-shanghai7\" class=\"wp-image-101087\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/3-shanghai7.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/3-shanghai7-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La Divisione Popolazione del Dipartimento degli Affari Sociali ed Economici&nbsp;delle Nazioni Unite pubblica regolarmente proiezioni demografiche mondiali di cui troppo spesso si tende a rammentare solo la variante media, nonostante si basino su ipotesi da vagliare con estrema prudenza. \u00c8 perci\u00f2 frequente sentire affermare che nel 2050 il pianeta ospiter\u00e0 nove miliardi di abitanti, sebbene permangano grandi incertezze riguardo ai futuri sviluppi in termini di fertilit\u00e0, speranza di vita e saldo migratorio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Megalopoli e incremento della popolazione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 tuttavia evidente una tendenza difficile da contrastare: l\u2019urbanizzazione della popolazione mondiale \u2013 innescatasi nei paesi sviluppati tra il 1750 e il 1950 \u2013 ora avanza soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Si ritiene che tra il 1950 e il 2014 la popolazione urbana sia passata da 740 milioni a 3,9 miliardi di individui e che nel 2008 il numero dei cittadini abbia superato quello della popolazione rurale; gli inurbati rappresenterebbero ormai il 54% dell\u2019umanit\u00e0 e secondo la proiezione mediana delle Nazioni Unite potrebbero raggiungere il 66% nel 2050. \u00c8 ancora pi\u00f9 impressionante la crescita delle \u201cmegacitt\u00e0\u201d (come vengono definite dalle Nazioni Unite), le metropoli che ospitano oltre dieci milioni di abitanti. Se ne contavano tre nel 1970, dieci nel 1990, ventotto nel 2014 e potrebbero diventare quarantuno entro il 2030.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Novecento \u00e8 stato testimone dell\u2019aumento del numero dei cittadini che \u00e8 cresciuto da 220 milioni nel 1900 a 2,84 miliardi nel 2000. Sempre secondo le Nazioni Unite un incremento della stessa entit\u00e0 potrebbe attualmente verificarsi in soli quattro decenni. Circa il 93% di tale aumento si produrr\u00e0 nel mondo in via di sviluppo e in particolare \u2013 per oltre l\u201980% \u2013 in Africa, Asia, America Latina e Caraibi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"477\" src=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/tabella-megacities.jpg\" alt=\"tabella-megacities\" class=\"wp-image-519044\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/tabella-megacities.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/tabella-megacities-300x238.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cos\u2019\u00e8 una megalopoli<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nonostante la tendenza appaia \u2013 forse a torto \u2013 assolutamente evidente, occorre tuttavia sottolineare che non esiste una definizione chiara e universale di ci\u00f2 che chiamiamo citt\u00e0 o area urbana. I criteri impiegati sono eterogenei: densit\u00e0 della popolazione, struttura dell\u2019agglomerato, esistenza di un centro amministrativo o addirittura di un sistema di governo comune. In Islanda viene ad esempio considerata urbana una localit\u00e0 con oltre duecento abitanti; in Francia quella che supera i duemila abitanti ed \u00e8 caratterizzata da una continuit\u00e0 dell\u2019abitato. Quanto alla definizione adottata dalle Nazioni Unite, essa \u00e8 il risultato di una combinazione di criteri differenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2007 diciannove agglomerati erano definiti \u201cmegacitt\u00e0\u201d (metropoli che ospitano pi\u00f9 di dieci milioni di abitanti).&nbsp;\u00c8 assai probabile che da allora il loro numero sia aumentato e che aumenter\u00e0 ancora, anche se attualmente si osserva che in alcune grandi metropoli (Buenos Aires, Calcutta, Citt\u00e0 del Messico, San Paolo e Seoul) il flusso dell\u2019emigrazione ha superato quello dell\u2019immigrazione che, storicamente, \u00e8 stato il principale motore dell\u2019urbanizzazione. Anche se il numero delle megalopoli con oltre dieci milioni di residenti, e addirittura oltre venti milioni di abitanti, potrebbe ancora aumentare, \u00e8 tuttavia assai probabile che la met\u00e0 dei cittadini di domani continuer\u00e0 a vivere in agglomerati dalla popolazione inferiore al milione.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna del resto sottolineare che la configurazione delle aree urbane non \u00e8 identica ovunque. Alcune citt\u00e0 hanno una popolazione assai concentrata, sono cresciute in altezza. Altre hanno visto la loro cittadinanza crescere a ondate, disordinatamente, fatto che spesso ha comportato un\u2019acutizzazione delle disuguaglianze tra un nucleo centrale borghese e lo spazio peri-urbano in cui si espandono i cosiddetti \u201cghetti\u201d. Pertanto, in molte citt\u00e0 del nord del mondo, e a maggior ragione del sud, coesistono residenti nelle cui mani si concentra la ricchezza, al centro, e individui che soffrono di estrema povert\u00e0 ai margini.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sfide legate alla povert\u00e0 urbana sono immense. Abbiamo gi\u00e0 osservato che nel periodo tra il 2000 e il 2030 la popolazione urbana dei paesi in via di sviluppo potrebbe raddoppiare. Per assicurarsi che queste persone non vivano in tuguri, nell\u2019arco di questi trent\u2019anni bisognerebbe edificare ogni settimana l\u2019equivalente di una nuova citt\u00e0 di un milione di abitanti. I dati statistici sulla povert\u00e0 sono assai lacunosi, che si tratti del numero dei senzatetto nei paesi ricchi o di quello di coloro che vivono in una catapecchia nei paesi poveri. Nel 2008, l\u2019anno in cui il numero degli inurbati ha superato quello della popolazione rurale, un terzo degli individui censiti come cittadini vivevano in baraccopoli, il 90% nei paesi in via di sviluppo, bidonville dalle caratteristiche spesso differenti, quali le favelas in Brasile, il kijiji in Kenya, il barrio in Venezuela, le townships in Sud Africa, i bastis a Calcutta. Pare dunque logico chiedersi il perch\u00e9 le citt\u00e0 attraggano un numero sempre pi\u00f9 elevato di persone.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attrattive e limiti della vita urbana<\/h2>\n\n\n\n<p>I fondatori della sociologia hanno sempre considerato la citt\u00e0 come la culla della modernit\u00e0 e sottolineato come essa non sia unicamente caratterizzata dalla concentrazione di persone, infrastrutture, centri amministrativi, ma sia un prodotto della natura umana, un ambiente ecologico, uno stato d\u2019animo, un atteggiamento, una mentalit\u00e0, un intreccio di rapporti razionali e impersonali che uniscono gli individui. Altri autori hanno invece rimarcato il fatto che la citt\u00e0 \u00e8 stata il fulcro dell\u2019industrializzazione, il luogo in cui si concentravano le occasioni di lavoro, la ricchezza, le possibilit\u00e0 di accesso all\u2019istruzione e alla cultura, i mezzi di comunicazione, e dunque le opportunit\u00e0 per chi vi abitava di migliorare la propria condizione.&nbsp;<br>Come dimostra la letteratura sui centri educativi, di ricerca e innovazione, sui principali poli di competitivit\u00e0 e di creazione di ricchezza, questa seconda interpretazione \u00e8 spesso avanzata ancora oggi, in presenza di un\u2019economia globalizzata che esige di essere \u201cconnessa\u201d in permanenza e quindi situata nei nodi della rete costituita dalle citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"\/wp-content\/uploads\/5-mumbai7.jpg\" alt=\"Mumbai\"\/><figcaption>Mumbai<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2007&nbsp;Veolia Environment&nbsp;ha dato vita a un \u201cOsservatorio degli stili di vita urbani\u201d che ha condotto uno studio presso gli abitanti di quattordici grandi citt\u00e0 i cui risultati confermano, sotto molti aspetti, le analisi dei pionieri della sociologia.&nbsp;La comunit\u00e0 globale dei cittadini \u00e8 costituita da individui le cui vite quotidiane si organizzano e si dipanano in un universo caratterizzato dal modernismo architettonico, quello delle infrastrutture e dei servizi d\u2019avanguardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli abitanti delle grandi metropoli, catturati in una moltitudine di flussi, vivono su un pianeta \u201cpi\u00f9 piccolo\u201d in cui le distanze e il tempo si riducono grazie a mobilit\u00e0 e comunicazioni accelerate. Individui provenienti da citt\u00e0 e ambienti sociali differenti si sfiorano in continuazione pur rimanendo legati al resto del mondo e stringendo relazioni basate sull\u2019affinit\u00e0. Ma ci\u00f2 non impedisce che la citt\u00e0 susciti nei suoi abitanti emozioni confuse e a volte contraddittorie. I sentimenti che essi esprimono nei confronti delle citt\u00e0 sono ambivalenti. L\u2019inchiesta mostra per esempio che comodit\u00e0, attaccamento, cordialit\u00e0&#8230; si oppongono a stress, saturazione, insicurezza. In tutte le metropoli prese in considerazione oltre otto cittadini su dieci percepiscono lo spazio urbano come somma di tutte le possibilit\u00e0 che consente, come sottolinea un newyorkese, \u201cdi accedere a tutto, rapidamente, come vuoi, quando vuoi\u201d. Allo stesso tempo essi riconoscono che \u201cper vivere davvero bene in citt\u00e0 bisogna guadagnare tanto\u201d e, pur considerando la citt\u00e0 come spazio permanente di incontri potenziali, ammettono che essa suscita una sensazione di anonimato e solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>I centri urbani forniscono \u2013 secondo la stessa ricerca \u2013 un migliore accesso all\u2019istruzione e ai servizi igienici, sanitari, di approvvigionamento idrico e di gestione dei rifiuti; offrono tutta una serie di infrastrutture e mezzi di trasporto e di comunicazione impensabili nelle zone rurali. Gli economisti affermano che le esternalit\u00e0 della citt\u00e0 sono positive. Ma non tutti i cittadini hanno identiche possibilit\u00e0 di accedere a tali servizi; e la citt\u00e0 \u00e8 anche sinonimo di inquinamento, congestione, erosione della solidariet\u00e0, emarginazione, insicurezza, criminalit\u00e0; altrettanti fattori di isolamento, esasperazione reciproca, tensioni e paure.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modernizzare la citt\u00e0 o abbandonarla<\/h2>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0 concentrano oggi tutti i vantaggi e i difetti della \u201cvita moderna\u201d. Principale consumatrice di risorse naturali, particolarmente ingorda di energia e fonte di inquinamenti di tutti i tipi, quali le emissioni di gas a effetto serra e i rifiuti, essa appare poco sostenibile sul piano ecologico e forse anche meno attraente sul piano della qualit\u00e0 della vita; la sua gestione si fa meno efficiente e la sua vulnerabilit\u00e0 maggiore a misura del suo sviluppo. E, soprattutto, non tutte le citt\u00e0 dispongono di infrastrutture e servizi della stessa qualit\u00e0, tutt\u2019altro, n\u00e9 offrono a tutti i residenti lo stesso livello di benessere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ingegneria delle citt\u00e0 ha bisogno di essere ripensata, reinventata, di qui la fioritura dei concetti di citt\u00e0 post-carbone, citt\u00e0 sostenibili, citt\u00e0 intelligenti o \u201csmart cities\u201d che possono trarre benefici immensi dallo sviluppo delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le stesse tecnologie, se non vengono dispiegate in favore di una pi\u00f9 efficiente gestione delle aree urbane e dello sviluppo di nuovi servizi,possono anche persuadere le persone ad abbandonare i grandi agglomerati metropolitani e a privilegiare stili di vita che concilino meglio le attrattive della campagna con i vantaggi una volta riservati esclusivamente alle citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre l\u2019urbanizzazione \u00e8 una tendenza incontrastabile, l\u2019avvenire delle citt\u00e0 e soprattutto quello delle megalopoli \u00e8 ancora segnato da numerose incertezze. Le amministrazioni e le imprese che costruiscono, ammodernano ed equipaggiano le citt\u00e0 di impianti e infrastrutture, tutte le parti interessate a ci\u00f2 che caratterizza la citt\u00e0 e la sua attrattiva sono chiamate a un immenso sforzo di inventiva che tenga conto di opportunit\u00e0 e costrizioni nuove: quelle offerte dal progresso delle tecnologie a favore di una gestione concertata e ottimale dei sistemi complessi; quelle imposte dalla necessit\u00e0 di uno sviluppo sostenibile; quelle derivanti da nuove aspirazioni a una vita migliore in un mondo che domani sar\u00e0 radicalmente diverso da quello di ieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Divisione Popolazione del Dipartimento degli Affari Sociali ed Economici&nbsp;delle Nazioni Unite pubblica regolarmente proiezioni demografiche mondiali di cui troppo spesso si tende a rammentare solo la variante media, nonostante si basino su ipotesi da vagliare con estrema prudenza. \u00c8 perci\u00f2 frequente sentire affermare che nel 2050 il pianeta ospiter\u00e0 nove miliardi di abitanti, sebbene [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":143073,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[18973,18976,18994],"yst_prominent_words":[14717,156,17800,21789,35305,35304,14871,14753,17328,16062,32530,737,16096,16057,35303,16058,1542,35306,3439,3438],"class_list":["post-527717","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-megatrend","tag-boom-demografico-e-megacitta","tag-citta-di-domani","tag-sviluppo-e-crescita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/527717","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=527717"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/527717\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":565513,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/527717\/revisions\/565513"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/143073"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=527717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=527717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=527717"},{"taxonomy":"yst_prominent_words","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/yst_prominent_words?post=527717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}