{"id":527740,"date":"2018-11-21T12:58:02","date_gmt":"2018-11-21T12:58:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=527740"},"modified":"2020-10-25T10:25:06","modified_gmt":"2020-10-25T10:25:06","slug":"flessibili-e-sostenibili-ecco-le-citta-del-futuro-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/leader-futuro\/flessibili-e-sostenibili-ecco-le-citta-del-futuro-2.html","title":{"rendered":"Flessibili e sostenibili: ecco le citt\u00e0 del futuro"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/intervista-carlo-ratti.jpg\" alt=\"intervista-carlo-ratti\" class=\"wp-image-160945\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/intervista-carlo-ratti.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/intervista-carlo-ratti-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Come saranno le citt\u00e0 del futuro? Sostenibili e sensibili, in quanto costruite per adattarsi ai bisogni attuali e futuri delle persone, e capaci di utilizzare i dati messi a disposizione dalle tecnologie per migliorare la vita dei cittadini.<br>\u00c8 questa l\u2019idea di <strong>Carlo Ratti<\/strong>, architetto, ingegnere, esperto delle nuove tecnologie applicate all\u2019urbanistica. Per spiegarla il direttore del Senseable City Lab presso il prestigioso Massachusetts Institute of Technology di Boston \u00e8 intervenuto marted\u00ec 20 novembre al Workshop internazionale dal titolo \u201c<strong>Flexible Cities. Advancing Australia<\/strong>\u201d, organizzato da <strong>Salini Impregilo<\/strong> in collaborazione con l\u2019University of Technology Sydney &#8211; UTS. Al centro dell\u2019incontro, nel corso del quale \u00e8 stato presentato il rapporto realizzato da Economist Intelligence Unit (\u201cFlexible Cities. The Future of Australian Infrastructure\u201d), il <strong>modello Australia <\/strong>che pu\u00f2 rappresentare un <strong>esempio di sviluppo urbano flessibile e sostenibile.<\/strong><br>Un tema che Carlo Ratti approfondisce in questa<strong> intervista esclusiva<\/strong> rilasciata a \u201cWe Build Value\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Sydney, Melbourne, Brisbane, Perth: alcune delle principali citt\u00e0 australiane sono al centro di importanti progetti di rilancio urbanistico. Qual \u00e8 il modello di sviluppo che questi centri urbani stanno sperimentando?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abNon credo che ci sia un unico modello. La grande domanda \u00e8: quale scenario seguire, quello di <strong>un\u2019espansione orizzontale<\/strong> \u2013 che porterebbe al consumo di greenfield (territori vergini) \u2013 o quello di <strong>un\u2019espansione verticale, aumentando<\/strong> dunque <strong>la densit\u00e0 urbana. <\/strong>Personalmente tendo a preferire questa seconda opzione.<br>Tra i tanti modelli, mi piace citare come esempio virtuoso quello di <strong>Melbourne<\/strong>, basato sull\u2019aumento della densit\u00e0 abitativa. Negli anni \u201980, il centro della citt\u00e0 era molto trasandato e c\u2019era un grande <strong>bisogno <\/strong>di <strong>voltare pagina<\/strong>. Fu proprio il mio amico Rob Adams, che aveva vissuto in Sud Africa e poi era diventato Architetto Capo della citt\u00e0 australiana, che mise in atto una diversa strategia urbana, che, in pochi anni, sarebbe stata in grado di <strong>ribaltare <\/strong>la <strong>situazione<\/strong>. L\u2019idea era fare in modo che i<strong> residenti ritornassero a vivere nel centro,<\/strong> usando la maggiore densit\u00e0 urbana come motore per una rinascita. In aggiunta a questo, un nuovo sistema di trasporti, giardini e aree pubbliche ha contribuito a trasformare radicalmente le dinamiche di interazione, facendo di <strong>Melbourne <\/strong>quella citt\u00e0 che \u00e8 oggi, sempre in cima alle<strong> classifiche mondiali sulla qualit\u00e0 della vita<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Gran parte degli investimenti nelle infrastrutture in Australia, tanto da fondi federali quanto da fondi statali, sembrano indirizzati al trasporto su ferro. Metropolitane, prima di tutto, e treni leggeri. \u00c8 questa la strada per rendere le metropoli sostenibili?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abCredo che andremo verso una diversificazione dei <strong>mezzi di trasporto<\/strong>, facilitata anche da un uso sempre pi\u00f9 crescente dei dati.&nbsp; I dati digitali possono infatti consentire alle persone di scegliere da un ampio &#8220;<strong>portfolio di trasporto<\/strong>&#8220;, un men\u00f9 di opzioni basato su informazioni in tempo reale: la libert\u00e0 di scegliere tra andare in bicicletta, condividere una macchina, camminare, prendere un taxi su richiesta, usare la metropolitana o il treno e fare l&#8217;autostop con gli amici. In questo nuovo scenario, <strong>investire nel trasporto su ferro \u00e8 certamente importante<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">L\u2019esempio di Parigi, dove \u00e8 in corso la realizzazione del Grand Paris Express (il pi\u00f9 grande progetto di mobilit\u00e0 sostenibile al mondo), sembra confermare questa tendenza. Il caso della capitale francese ci dice che anche le grandi citt\u00e0 europee possono avere una loro rete di trasporto metropolitano capillare ed efficiente?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abCertamente. Credo sia tempo di <strong>scoraggiare l\u2019uso dell\u2019auto privata<\/strong>, a favore di modelli di mobilit\u00e0 pi\u00f9 sostenibili, dal car\/bike sharing, all\u2019uso dei trasporti pubblici, e un domani non troppo lontano l\u2019auto a guida autonoma, anche condivisa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">In che modo la tecnologia e le nuove scoperte possono migliorare la qualit\u00e0 dei servizi di trasporto nelle grandi citt\u00e0. Ci pu\u00f2 fare qualche esempio?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abPensiamo alle auto a guida autonoma. Il beneficio che porteranno non sar\u00e0 tanto legato al fatto che non saremo pi\u00f9 obbligati a tenere le mani incollate al volante ma soprattutto all\u2019impatto che avranno<strong> sull\u2019infrastruttura stradale.<\/strong> Un\u2019auto che si guida da sola funzioner\u00e0 infatti in modo diverso: dopo averci portato al lavoro la mattina potrebbe rimettersi di nuovo in strada, per dare un passaggio a nostro figlio, al figlio del vicino, o a chiunque altro in citt\u00e0. Si creerebbe, insomma, un<strong> sistema ibrido<\/strong> a<strong> met\u00e0 tra trasporto pubblico e privato, <\/strong>che permetterebbe teoricamente di <strong>ridurre il numero di veicoli in circolazione.<\/strong><br>Cambiamenti simili potrebbero interessare anche le aree parcheggio. In uno studio sviluppato dal nostro laboratorio del MIT di Boston a partire dai dati della<strong> citt\u00e0 di Singapore &#8211;<\/strong> uno dei luoghi oggi all\u2019avanguardia nel campo della mobilit\u00e0 &#8211; abbiamo osservato che, in uno scenario con automobili autonome, <strong>lo spazio destinato ai parcheggi potrebbe diminuire fino al 70 per cento<\/strong>, mutando il panorama metropolitano. Immaginiamo se ogni parcheggio non pi\u00f9 necessario potesse ospitare un albero o un piccolo giardino. O se la strada stessa potesse cambiare configurazione a seconda dell\u2019uso: pochi mesi fa, ad esempio, con lo studio CRA abbiamo lavorato con SideWalk Labs (azienda del gruppo Google) per <strong>sviluppare a Toronto un progetto di strade con pavimentazione auto-riconfigurabile<\/strong>, in cui una stessa porzione della carreggiata potr\u00e0 cambiare funzione in una stessa giornata: corsia per pendolari alla mattina, area pedonale alla sera\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/story-bridge-brisbane.jpg\" alt=\"story-bridge&#8211;brisbane\" class=\"wp-image-518847\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/story-bridge-brisbane.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/story-bridge-brisbane-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Story Bridge, Brisbane<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Uber sta testando l\u2019utilizzo di macchine volanti per il trasporto dei clienti. Soluzioni di questo genere potranno mai essere adottate nei centri urbani?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abDevo essere sincero, anche se gli oggetti volanti popolano i cieli di molte visioni fantascientifiche &#8211; a partire da <strong>quelli della &#8220;Metropolis&#8221; <\/strong>ritratta al cinema da Fritz Lang negli anni Venti &#8211; non credo che le macchine volanti rappresentino una credibile alternativa nel futuro della mobilit\u00e0.&nbsp; Ci sono infatti molte limitazioni, a partire dalle leggi della fisica: per tenere a mezz\u2019aria una persona di 60 o 70 chilogrammi \u00e8 necessario spostare una grandissima quantit\u00e0 d\u2019aria. Per questo gli elicotteri sono cos\u00ec rumorosi e consumano cos\u00ec tanto\u2026 Ne bastano una decina in volo per rendere invivibile il centro di una citt\u00e0\u2026 immaginiamo il rumore, e persino il pericolo, se dovessero diventare decine o centinaia di migliaia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Se \u00e8 vero che il futuro del nostro pianeta si giocher\u00e0 nelle citt\u00e0, come saranno le citt\u00e0 del futuro?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abDovranno per forza<strong> essere pi\u00f9 sostenibili. <\/strong>Le citt\u00e0 hanno un grande impatto su scala globale. Direi che sono 4 i numeri che ne caratterizzano l&#8217;importanza: 2-5-75-80. Al livello globale, <strong>le citt\u00e0 costituiscono il 2% della superficie terrestre<\/strong> ma accolgono il <strong>50% della popolazione<\/strong> e sono responsabili per il 75% del consumo energetico e per<strong> l&#8217;80% delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>.<\/strong> Se le miglioriamo, anche solo leggermente, possiamo avere un grande impatto sull&#8217;intero pianeta.<br>Da questo punto di vista le nuove tecnologie ci permettono di usare meglio le infrastrutture esistenti, attraverso la condivisione. Oggi, in media, una macchina viene tenuta in movimento soltanto per il 5% del tempo. Il restante 95% invece \u00e8 inutilizzata, parcheggiata da qualche parte. Se, come accennavo prima, le auto a guida autonoma aumentassero la domanda di condivisione potremmo creare sistemi urbani pi\u00f9 sostenibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">In che modo la grande quantit\u00e0 di dati che viene prodotta in una citt\u00e0 pu\u00f2 essere utilizzata per migliorare la vita dei cittadini?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abAvviene gi\u00e0 oggi. Usando i dati dei telefoni cellulari ad esempio possiamo <strong>sapere <\/strong>le<strong> condizioni del traffico in tempo reale. <\/strong>Qualcosa che avevamo sperimentato in anteprima in Italia con TIM e il nostro progetto Real Time Rome, nel lontano 2006. Era stato il primo pilota al mondo in cui dati provenienti dalle<strong> reti di telecomunicazione <\/strong>venivano<strong> usati su grande scala <\/strong>e in modo condiviso per capire meglio una citt\u00e0 \u2013 nel caso specifico, <strong>Roma<\/strong>.<br>Oggi quegli stessi dati, con algoritmi simili, ci permettono di vedere su <strong>Google Maps<\/strong> quali strade sono intasate e quali no \u2013 e di cambiare di conseguenza i nostri percorsi in tempo reale. Ecco in futuro io credo che grazie ai dati avremo molti pi\u00f9 \u201c<strong>feedback loop<\/strong>\u201d di questo tipo, che ci permetteranno di prendere decisioni rapide su come vivere meglio.<br>Un\u2019ultima riflessione: quello di comprendere meglio i flussi \u00e8 un <strong>vecchio sogno dell\u2019architettura. <\/strong>Ildefonso Cerd\u00e0, il padre della moderna Barcellona, era uno dei molti che sognavano un urbanismo pi\u00f9 quantitativo: \u201cLa costruzione delle citt\u00e0 [\u2026] diventer\u00e0 a breve una vera e propria scienza.\u201d Oggi, con la diffusione di reti, sensori e strumenti elettronici come il cellulare, moltissimo sta cambiando nella nostra comprensione dinamica della metropoli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Qual \u00e8 il progetto di sviluppo urbano attualmente in corso nel mondo che pi\u00f9 l\u2019appassiona?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abQuello che sto seguendo pi\u00f9 da vicino: il piano di trasformazione<strong> dell&#8217;ex sito Expo 2015<\/strong> di Milano, da cui nascer\u00e0 <strong>MIND-Milano Innovation District.<\/strong> Il nostro studio di progettazione Carlo Ratti Associati sta lavorando con Lendlease. Al confine tra <strong>Rho e Milano <\/strong>nascer\u00e0 un <strong>grande quartiere <\/strong>che ospiter\u00e0 centri di ricerca e dell\u2019innovazione, che si concentreranno intorno a un parco lineare tra i pi\u00f9 estesi d&#8217;Europa. Sar\u00e0 anche il primo quartiere progettato per <strong>automobili senza guidatore<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come saranno le citt\u00e0 del futuro? Sostenibili e sensibili, in quanto costruite per adattarsi ai bisogni attuali e futuri delle persone, e capaci di utilizzare i dati messi a disposizione dalle tecnologie per migliorare la vita dei cittadini.\u00c8 questa l\u2019idea di Carlo Ratti, architetto, ingegnere, esperto delle nuove tecnologie applicate all\u2019urbanistica. 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