{"id":527744,"date":"2018-05-15T12:58:17","date_gmt":"2018-05-15T12:58:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=527744"},"modified":"2020-10-24T16:19:33","modified_gmt":"2020-10-24T16:19:33","slug":"una-nuova-babilonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/leader-futuro\/una-nuova-babilonia.html","title":{"rendered":"Una nuova Babilonia"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/carlo-ratti-mit.jpg\" alt=\"carlo-ratti-mit\" class=\"wp-image-123797\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/carlo-ratti-mit.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/carlo-ratti-mit-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Senseable city, oltre la smart city<\/h4>\n\n\n\n<p>Per <strong>Carlo Ratti<\/strong>, architetto e globe-trotter dell\u2019urbanistica, <strong>inventare la citt\u00e0 del futuro \u00e8 una passione<\/strong> prima ancora che una professione. Una citt\u00e0 sempre pi\u00f9 intelligente, capace di integrare appieno la rivoluzione digitale nelle sue infrastrutture come nella sua vita quotidiana. \u00c8 per sperimentarla e raccontarla che dal 2004 ha fondato il Senseable City Lab al Massachusetts Institute of Technology, di cui \u00e8 condirettore. Aveva prima studiato ingegneria al Politecnico di Torino e all\u2019Ecole des Ponts di Parigi, poi architettura e informatica in Inghilterra, a Cambridge. Ma \u00e8 al MIT, dove arriva con un borsa di studio Fulbright, che viene \u00abcatturato dall\u2019interesse per le nuove tecnologie\u00bb, perch\u00e9 non soltanto promettevano \u00abtrasformazioni entusiasmanti nei campi della comunicazione, dei trasporti e delle tecniche produttive\u00bb, ma sollecitavano \u00abuna nuova idea di urbanistica e analisi urbana, all\u2019intersezione tra mondo fisico e mondo digitale\u00bb. E un\u2019idea espressa da un proprio linguaggio, da una semantica dell\u2019innovazione. Ecco la <strong>Senseable City<\/strong>. Oltre la smart city. \u00c8, nelle parole di Ratti, una \u00abcitt\u00e0 tanto pi\u00f9 umana, capace di sentire attraverso sensori digitali, quanto pi\u00f9 sensibile rispetto ai bisogni dei suoi cittadini\u00bb. Questa nuova idea di citt\u00e0 \u00e8 resa possibile grazie al \u00abprogressivo ingresso delle tecnologie digitali e del cosiddetto<strong> Internet delle Cose nelle nostre vite<\/strong> e nello spazio delle nostre citt\u00e0, iniziato negli ultimi vent\u2019anni e destinato a intensificarsi nei prossimi. Tutto questo ci permette di <strong>trovare soluzioni nuove a vecchi problemi<\/strong>, dalla mobilit\u00e0 con le vetture che si guidano da sole al consumo energetico, dall\u2019acqua all\u2019inquinamento, dallo smaltimento dei rifiuti fino alla partecipazione dei cittadini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il digitale al servizio delle citta: l\u2019Internet delle Strade<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00abCredo che il digitale possa aiutare a far funzionare meglio il mondo fisico\u00bb, spiega. Cosa pu\u00f2 voler dire una realt\u00e0 fatta di tante <strong>infrastrutture intelligenti<\/strong>? Ratti risponde con un esempio recente: \u00abCon lo studio CRA (Carlo Ratti Associati) abbiamo presentato un nostro concept per il sistema \u201cSmart Road\u201d che ANAS punta a realizzare nei prossimi anni su strade e autostrade italiane. Abbiamo voluto sfruttare le potenzialit\u00e0 delle tecnologie digitali per dar vita a una commistione tra infrastruttura digitale e infrastruttura fisica, con l\u2019obiettivo di raccogliere dati pi\u00f9 precisi sulle condizioni delle autostrade in Italia\u00bb.<br>Quel progetto prevede, nello specifico, che la nuova infrastruttura \u00abruoti intorno a una serie di pali che <strong>incorporano sensori e servizi di connessione Wi-Fi in-motion<\/strong>. Sopra ogni palo si trova una stazione di ricarica da cui droni possono decollare e iniziare a monitorare la strada. Grazie ai dati raccolti dai pali, il sistema pu\u00f2 informare gli automobilisti, in tempo reale, delle condizioni della strada. Messaggi diretti e personalizzati possono essere inviati o al telefono cellulare di ciascun conducente, oppure al sistema di navigazione di bordo di ciascun veicolo\u00bb. E il \u201cdisegno\u201d non si ferma qui. \u00abIl passo successivo sar\u00e0 unire i dati elaborati dal sistema stradale alle informazioni gi\u00e0 raccolte da ogni singola automobile, dando vita a quello che potremmo chiamare l\u2019Internet delle Strade \u2013 uno scenario che diventer\u00e0 pi\u00f9 che mai concreto nei prossimi decenni, quando arriveranno in massa le auto a guida autonoma\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Smart cities per un futuro piu sostenibile<\/h2>\n\n\n\n<p>I salti dal presente al futuro continuano, aggiunge Ratti: tra le nuove ricerche, ecco \u00ab<strong>un progetto<\/strong> per definire criteri capaci <strong>di misurare la segregazione etnica e sociale<\/strong> in <strong>diverse citt\u00e0 del mondo<\/strong>\u00bb. L\u2019obiettivo: \u00abCombinare informazioni sui costi delle case in certi quartieri con i dati sulle comunicazioni telefoniche tra persone di diversi gruppi sociali. L\u2019idea \u00e8 capire fino a che punto diverse citt\u00e0 sono in grado di ricomporre le fratture sociali e in che modo possiamo imparare dalle metropoli che offrono gli esempi pi\u00f9 positivi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/aeroporto-changi-singapore-1.jpg\" alt=\"aeroporto-changi&#8211;singapore\" class=\"wp-image-519565\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/aeroporto-changi-singapore-1.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/aeroporto-changi-singapore-1-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Aeroporto Changi, Singapore<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il cammino verso la metropoli di domani procede in ordine sparso sul palcoscenico internazionale &#8211; nessuna citt\u00e0 avanza su tutti i fronti, dice Ratti &#8211; ma gli esperimenti si diffondono e si moltiplicano. \u00abIn Asia, <strong>Singapore \u00e8 diventato un grande laboratorio della mobilit\u00e0 autonoma<\/strong> e prima citt\u00e0 al mondo a introdurre il \u201croad pricing\u201d elettronico, un sistema di pagamento per l\u2019uso delle infrastrutture che serve a gestire la congestione del traffico. Negli Stati Uniti dal 2010 Boston, attraverso l\u2019inedito Office of New Urban Mechanics del sindaco, ambisce a trasformare i cittadini in veri e propri \u201cmacchinisti\u201d della citt\u00e0, invitandoli a partecipare a esperimenti che servano alla qualit\u00e0 della vita, dall\u2019istruzione al senso civico fino, ancora e sempre, alle reti di servizi e infrastrutture. <strong>Copenhagen in Europa ha invece puntato tutto sulla sostenibilit\u00e0<\/strong>, con l\u2019impegno e imporsi come prima grande citt\u00e0 a tagliare il traguardo del \u201ccarbon neutral\u201d, cio\u00e8 delle emissioni zero, entro il 2025\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leapfrogging e futurecraft<\/h2>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0 del mondo avanzato non sono le sole candidate a ruolo di protagonista in questa trasformazione. \u00abParliamo del <strong>leapfrogging<\/strong> &#8211; spiega Ratti -. \u00c8 una delle parole chiave per capire l\u2019evoluzione tecnologica e sociale in diversi paesi in via di sviluppo, a partire dall\u2019Africa, ossia quel fenomeno che permette a quanti sono \u2018rimasti indietro\u2019 di superare i primi della classe. I telefonini sono il classico esempio: la maggior parte dei paesi in Africa ha evitato la connessione con i fili per passare direttamente al wireless. E i cellulari sono spesso usati in modi nuovi, ingegnosi e pi\u00f9 sofisticati di quanto avvenga in Europa o negli Stati Uniti\u00bb.<br>Questa <strong>scienza delle citt\u00e0 possibili<\/strong> ha un metodo che aiuta nella loro ideazione, il \u201c<strong>futurecraft<\/strong>\u201d, definito come \u201csviluppo simbiotico di idee sui centri urbani da parte di progettisti e pubblico\u201d. Ratti lo descrive come un modo \u00abper provare a interrogarsi sul futuro, non tanto per predirlo quanto per provare a costruirlo\u00bb. Che si riassume in una sola domanda: Che cosa succederebbe se?<br>\u00abSe accettiamo questo quadro evolutivo emerge un interrogativo fondamentale: come pu\u00f2 il progettista accelerare il cambiamento del mondo artificiale? Proseguendo nell\u2019analogia biologica, il designer potrebbe avere il ruolo di produrre \u201canomalie\u201d (sotto forma di idee nuove) diventando quello che in biologia si definisce mutagene \u2013 un agente che causa mutazioni. Mentre le mutazioni in natura sono casuali, nel mondo artificiale sono guidate dal futurecraft\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il nuovo approccio opensource applicato all\u2019architettura<\/h2>\n\n\n\n<p>In questa progettazione del futuro, <strong>cambia anche la concezione dell\u2019architettura <\/strong>e chiama in gioco un approccio che Ratti definisce \u201c<strong>Opensource<\/strong>\u201d, perch\u00e9 l\u2019avvento della rete, di Internet, \u00absta cambiando il modo stesso di progettare, rendendolo pi\u00f9 partecipativo e allontanandolo dalla visione dell&#8217;architetto-eroe tipica del secolo scorso\u00bb. <strong>Ratti<\/strong> immagina \u00ab<strong>progetti in codice aperto<\/strong>, <strong>da portare avanti a pi\u00f9 mani e con il contributo degli utenti finali<\/strong>\u00bb. Forse da queste sperimentazioni potrebbe nascere una figura professionale del tutto nuova, \u00ab<strong>un architetto meno orientato all&#8217;affermazione del proprio ego<\/strong> e <strong>dedito invece all&#8217;orchestrazione<\/strong>. Un direttore d&#8217;orchestra capace di mettere insieme le varie voci, un architetto corale, un armonizzatore\u00bb.&nbsp; &nbsp;<br>Ratti, per quanto abbia il futuro come compagno di strada, non ama fare previsioni. Non offre prescrizioni su quale sarebbe la sua citt\u00e0 ideale. Ma questo non significa affatto tarpare le ali a immaginazione e progettazione. \u00abMi piace immaginare che il<strong> nostro futuro urbano assomiglier\u00e0 alla \u201cNew Babylon\u201d<\/strong>, la magnifica <strong>utopia urbana <\/strong>sulla quale Constant aveva lavorato per due decenni verso la met\u00e0 del secolo scorso\u00bb. Ispirandosi a questo esempio, il sogno, per Ratti, \u00e8 quello di poter contribuire ad avvicinare almeno un po\u2019 la meta dell\u2019homo ludens, \u00absempre in viaggio e in gioco in una metropoli aperta che \u00e8 il mondo stesso\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senseable city, oltre la smart city Per Carlo Ratti, architetto e globe-trotter dell\u2019urbanistica, inventare la citt\u00e0 del futuro \u00e8 una passione prima ancora che una professione. 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