{"id":530402,"date":"2019-12-04T09:05:40","date_gmt":"2019-12-04T09:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=530402"},"modified":"2024-02-21T10:43:13","modified_gmt":"2024-02-21T10:43:13","slug":"infrastrutture-in-giappone-investimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/economia-globale-sostenibilita\/infrastrutture-in-giappone-investimenti.html","title":{"rendered":"Investimenti nelle infrastrutture in Giappone: il paese sfida la Cina"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/investimenti-infrastrutture-giappone.jpg\" alt=\"Investimenti nelle infrastrutture in Giappone: il paese sfida la Cina | Rainbow bridge, Tokyo\" class=\"wp-image-530385\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/investimenti-infrastrutture-giappone.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/investimenti-infrastrutture-giappone-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il Giappone delle infrastrutture \u00e8 oggi spaccato in due. Da un lato&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/reportage\/tokyo-la-citta-a-prova-di-terremoto.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Tokyo<\/a><\/strong>&nbsp;che si prepara alle Olimpiadi del 2020 anche attraverso la realizzazione di un ampio programma di rilancio basato sulle opere pubbliche;&nbsp;<strong>dall\u2019altro le citt\u00e0 pi\u00f9 piccole e le aree rurali<\/strong>&nbsp;chiamate a convivere con infrastrutture obsolete e un bisogno urgente di investimenti.<br>L\u2019allarme \u00e8 stato lanciato nei giorni scorsi dal&nbsp;<strong>Japan Times<\/strong>, uno dei pi\u00f9 letti quotidiani del paese, che ha&nbsp;<strong>denunciato il ritardo negli investimenti e i danni causati, solo nell\u2019anno in corso, dai 15 tifoni<\/strong>&nbsp;che si sono abbattuti sul Giappone.<br>Una preoccupazione che trova conferma anche nelle analisi del&nbsp;<strong>Ministry of Land, Infrastructure, Transport and Tourism<\/strong>&nbsp;che nel marzo del 2018 ha pubblicato una serie di dati preoccupanti. Secondo i dati ufficiali del ministero il 20% dei tunnel, il 32% delle chiuse idriche, il 17% delle barriere portuali \u00e8 stato costruito tra gli anni \u201960 e \u201970 e ha quindi circa 50 anni di et\u00e0.<br><strong>Il costo per rimettere in sesto questo enorme patrimonio infrastrutturale per i prossimi 40 anni raggiunge i 547 trilioni di yen (5 trilioni di dollari),<\/strong>&nbsp;pari a cinque anni dell\u2019attuale budget nazionale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Stato delle infrastrutture in Giappone: il rischio inondazioni<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Tra gli interventi pi\u00f9 urgenti<\/strong>\u00a0indicati dal ministero delle Infrastrutture giapponese\u00a0<strong>c\u2019\u00e8 la messa in sicurezza dei fiumi contro il\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/economia-globale-sostenibilita\/2030-rischio-inondazioni.html\" target=\"_blank\">rischio di inondazioni<\/a><\/strong>, un fenomeno cresciuto negli ultimi anni proprio con l\u2019aumento dei tifoni e delle piogge torrenziali. In <a href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/infrastrutture\/treni-alta-velocita-giappone.html\">Giappone<\/a>, calcola il ministero, ci sono 7.400 chilometri di fiumi (l\u2019equivalente alla distanza che divide Londra da Kabul) le cui rive dovrebbero essere oggetto di\u00a0<strong>misure anti-inondazioni.<\/strong>\u00a0Un problema che coinvolge milioni di persone: 1,5 milioni che vivono oggi nelle aree pi\u00f9 a rischio (le regioni di Adachi, Edogawa e Katsushika), e 2,5 milioni di persone che vivono invece nell\u2019area della grande Tokyo. La questione \u00e8 mondiale e coinvolge tantissime grandi citt\u00e0, molte delle quali hanno attivato progetti di gestione virtuosa delle acque. \u00c8 accaduto questo a Washigton D.C. dove il progetto Anacostia River Tunnel (realizzato da Salini Impregilo) interviene sulla qualit\u00e0 e sulla gestione delle acque dei fiumi che attraversano la Capitale statunitense evitando inquinamento ed esondazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sfida con la Cina: il piano Partnership for Quality Infrastructure<\/h2>\n\n\n\n<p>Negli ultimi sette anni la&nbsp;<strong>sfida geopolitica del continente tra Cina e Giappone&nbsp;<\/strong>si \u00e8 consumata anche sul terreno delle infrastrutture.<br>Mentre Pechino investiva centinaia di miliardi di dollari nella Belt and Road Initiative (la costruzione di un canale di comunicazione tra l\u2019Asia e l\u2019Europa), il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe rispondeva con&nbsp;<strong>un piano di investimenti da 116 miliardi di dollari Usa. Il piano, chiamato Partnership for Quality Infrastructure, \u00e8 stato lanciato nel 2016 e terminer\u00e0 nel 2020 e ha come obiettivo, oltre che realizzare nuove opere in Giappone, quello di sostenere lo sviluppo internazionale dei colossi giapponesi delle infrastrutture.<\/strong>&nbsp;Il piano riconosce una serie di prestiti alle imprese private che scelgono di investire nei progetti infrastrutturali, non solo giapponesi ma anche stranieri, guardando in particolare al mercato europeo. L\u2019idea di Abe non era quella di sostituirsi al piano cinese, ma di&nbsp;<strong>offrire ai paesi intenzionati a investire nel settore un\u2019alternativa che privilegiasse la qualit\u00e0 alla quantit\u00e0.&nbsp;<\/strong>La prima risposta \u00e8 arrivata dall\u2019India dove il Primo Ministro Nerendra Modi ha firmato un accordo che apre il mercato indiano alle imprese giapponesi per realizzare opere strategiche, come la linea ferroviaria ad alta velocit\u00e0 Mumbai-Ahmedabad.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1257\" height=\"985\" src=\"http:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/f574303a1cc4d62b41012a677d3fd419-1024x802.jpg\" alt=\"f574303a1cc4d62b41012a677d3fd419\" class=\"wp-image-530387\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/f574303a1cc4d62b41012a677d3fd419-1024x802.jpg 1024w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/f574303a1cc4d62b41012a677d3fd419-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/f574303a1cc4d62b41012a677d3fd419-768x602.jpg 768w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/f574303a1cc4d62b41012a677d3fd419.jpg 1257w\" sizes=\"auto, (max-width: 1257px) 100vw, 1257px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo dell\u2019Europa<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Europa si trova a oggi a giocare un ruolo strategico<\/strong>&nbsp;nella&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/economia-globale-sostenibilita\/cina-e-giappone-sfida-per-costruire-l-asia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">contesa aperta tra Cina e Giappone sulle grandi infrastrutture<\/a><\/strong>. Il presidente cinese Xi Jinping ha pubblicamente dichiarato la volont\u00e0 di estendere la&nbsp;<strong>Belt and Road Initiative<\/strong>&nbsp;fino al vecchio continente.<br>Rispetto a questo attivismo, il Giappone non \u00e8 rimasto a guardare e nei mesi scorsi&nbsp;<strong>Shinzo Abe ha incontrato pi\u00f9 volte i rappresentanti dell\u2019Unione europea.<\/strong>&nbsp;Ultimo atto di questo avvicinamento \u00e8 stata la&nbsp;<strong>firma di un accordo a Bruxelles<\/strong>, ratificato ad ottobre, con il quale&nbsp;<strong>l\u2019Unione ha stanziato 60 miliardi di euro&nbsp;<\/strong>(65 miliardi di dollari)&nbsp;<strong>per sviluppare infrastrutture di collegamento tra Asia e Europa<\/strong>&nbsp;al di fuori del progetto cinese. L\u2019accordo formalizza la partecipazione del Giappone nel programma che in questo modo si pone come la pi\u00f9 importante alternativa al protagonismo cinese nelle infrastrutture asiatiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Asia alla ricerca di nuove infrastrutture<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019attivismo cinese e le ambizioni giapponesi in ambito infrastrutturale riflettono la&nbsp;<strong>domanda crescente di infrastrutture del continente.&nbsp;<\/strong>Un bisogno di grandi opere che \u00e8 stato censito per la prima volta nel 2017 dalla Asian Development Bank nel rapporto \u201cMeeting Asia\u2019s Infrastructure Needs\u201d. Lo studio analizza il peso degli eventi climatici, ma anche l\u2019arretratezza della rete infrastrutturale del continente arrivando alla conseguenza che,&nbsp;<strong>per mantenere la spinta economica di questi anni, dovranno essere investiti entro il 2030 19 trilioni di dollari<\/strong>, con una media di 1,7 trilioni all\u2019anno. La maggior parte di questi investimenti dovranno essere divisi tra il settore energetico e quello dei trasporti, due settori strategici proprio per sostenere lo sviluppo economico del continente.<br>In sostanza, ricorda la Asian Development Bank, il gap infrastrutturale \u00e8 ormai pari al 2,4% del Pil del continente. Una distanza che Giappone e Cina stanno tentando di colmare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Giappone delle infrastrutture \u00e8 oggi spaccato in due. 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