{"id":534689,"date":"2016-01-20T10:09:34","date_gmt":"2016-01-20T10:09:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webuildvalue.com\/?p=534689"},"modified":"2021-07-22T07:13:05","modified_gmt":"2021-07-22T07:13:05","slug":"il-prezzo-del-petrolio-pesa-sui-budget","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webuildvalue.com\/it\/leader-futuro\/il-prezzo-del-petrolio-pesa-sui-budget.html","title":{"rendered":"Il prezzo del petrolio pesa sui budget"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Non si pu\u00f2 parlare di previsioni 2016 per il Medio Oriente senza parlare dell\u2019Opec&nbsp;<\/strong>e delle divisioni interne al cartello dei Paesi produttori di petrolio, un\u2019organizzazione \u00abuna volta potente\u00bb, come la definisce Mohamed El-Erian, oggi a capo dell\u2019ufficio economico della tedesca Allianz, senz\u2019altro il pi\u00f9 prestigioso economista mediorentale in circolazione.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Sull\u2019Opec continua ad accentrarsi l\u2019attenzione quando si parla di prezzo del petrolio\u2026<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abIn effetti continua a essere il punto di riferimento, anche se oggi controlla non pi\u00f9 del 30% della produzione mondiale contro il 70%&nbsp;degli anni \u201880. \u00c8 una questione di abitudine, e anche di centralit\u00e0 del Medio Oriente oggi nelle analisi di geopolitica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Opec<\/strong>&nbsp;\u00e8 anche&nbsp;<strong>molto divisa al suo interno, anzi funziona da catalizzatore di alcuni fra i pi\u00f9 roventi conflitti esistenti nell\u2019area mediorentale.&nbsp;<\/strong>Uno fra tutti: quello fra Iran e Arabia Saudita. Proprio in chiave anti-iraniana va vista, almeno in parte, la riluttanza saudita a tagliare le quote: vogliono privare Teheran, che vista l\u2019imminente fine delle sanzioni sta per rilanciare la produzione, di una cospicua fonte di guadagno. Questo conflitto non \u00e8 peraltro l\u2019unico fattore destabilizzante per l\u2019Opec, che ha cominciato ad andare in confusione da quando gli Stati Uniti si sono pesantemente inseriti, grazie allo shale oil, fra i produttori di petrolio (anzi oggi sono diventati i primi con oltre 18 milioni di barili al giorno,&nbsp;<em>ndr<\/em>). Per il momento, nei Paesi arabi i margini sono ancora positivi, seppur di poco. Ma in diversi Paesi si cominciano a sentire pesantemente le conseguenze di questa situazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Tutto questo quali spiragli di ripresa lascia presagire per i Paesi mediorentali?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abIndubbiamente&nbsp;<strong>il fattore ribassi del greggio influisce pesantemente sulle previsioni per il 2016<\/strong>. Alcuni Paesi, come la stessa Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, hanno cospicue riserve per fronteggiare le ristrettezze, ma tutti sono in serie difficolt\u00e0 finanziarie. In Arabia Saudita il deficit \u00e8 gi\u00e0 pari al 20% del Pil. Prova di queste difficolt\u00e0 \u00e8 stato l\u2019annuncio di met\u00e0 dicembre che&nbsp;<strong>i Paesi arabi hanno \u201crichiamato\u201d 19 miliardi di dollari in patria<\/strong>: sono i soldi che i fondi sovrani dei Paesi mediorentali assegnavano a grandi gestori internazionali, come Pimco e BlackRock, perch\u00e9 questi li investissero in giro per il mondo e ne ricavassero solidi guadagni. Niente pi\u00f9 di tutto questo:&nbsp;<strong>i soldi sono stati richiamati in patria<\/strong>&nbsp;perch\u00e9 servono ad aggiustare le finanze dei rispettivi Paesi, soprattutto&nbsp;<strong>per continuare il finanziamento delle opere pubbliche che \u00e8 il maggior impegno per tutta l\u2019area<\/strong>: scuole, case, centrali elettriche ed elettrodotti, dighe, desalinizzatori e potabilizzatori per l\u2019acqua, e via dicendo. Una massiccia opera di riscatto dei Paesi mediorentali che ancora non \u00e8 compiuta. Senza contare che ora ci saranno da costruire i nuovi pozzi e le pipeline, nonch\u00e9 da rimettere in sesto tutti quelli abbandonati, nell\u2019Iran che uscir\u00e0 dall\u2019isolamento e gi\u00e0 ha fatto sapere di volersi riaffacciare con forza nel mercato petrolifero. Un grande sforzo che dovr\u00e0 muovere risorse imponenti anche nelle infrastrutture, dove peraltro alcuni Paesi sono gi\u00e0 fortemente impegnati.&nbsp;<strong>L\u2019intera regione mediorientale ha bisogno di ingenti investimenti infrastrutturali per rispondere alle esigenze della popolazione che cresce in numero<\/strong>&nbsp;e in bisogni di vario genere, da quelli energetici a quelli legati alla mobilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"343\" src=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/downtown-dubai.jpg\" alt=\"downtown-dubai\" class=\"wp-image-534696\" srcset=\"https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/downtown-dubai.jpg 602w, https:\/\/www.webuildvalue.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/downtown-dubai-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Downtown, Dubai<\/h4>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">In che direzione vanno questi investimenti?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abIn termini infrastrutturali&nbsp;<strong>i Paesi del Gulf Cooperation Council investiranno circa 200 miliardi di dollari nei prossimi anni per la mobilit\u00e0 su ferro<\/strong>, realizzando dal nulla migliaia di chilometri di metropolitane e ferrovie. Stiamo parlando, in termini di ammontare, della pi\u00f9 grande spesa infrastrutturale pro capite del mondo. L\u2019Arabia Saudita da sola spender\u00e0 circa 83 miliardi; 39 miliardi gli Emirati Arabi Uniti e 35 miliardi il Qatar\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Quindi cosa dobbiamo aspettarci per il 2016?<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019andamento dell\u2019anno sar\u00e0 ancora legato ai prezzi del petrolio, che resteranno bassi almeno per la prima met\u00e0, fino cio\u00e8 alla prossima riunione dell\u2019Opec di giugno. Certo, ci sono Paesi che soffriranno pi\u00f9 degli altri. Fra i Paesi pi\u00f9 vulnerabili c\u2019\u00e8 ad esempio il Bahrain. Il deficit a due cifre del 2015-17 far\u00e0 salire il debito pubblico a oltre il 65% del Pil. Ma&nbsp;<strong>\u00e8 l\u2019Iraq il Paese con il minor spazio di manovra sui conti pubblici e nella bilancia dei pagamenti<\/strong>. In questo caso, tenuto conto dell\u2019aumento delle spese militari e della sicurezza, \u00e8 probabile che nel 2016 si assister\u00e0 a un aumento ben al di l\u00e0 del limite di guardia del gi\u00e0 ampio deficit pubblico\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 parlare di previsioni 2016 per il Medio Oriente senza parlare dell\u2019Opec&nbsp;e delle divisioni interne al cartello dei Paesi produttori di petrolio, un\u2019organizzazione \u00abuna volta potente\u00bb, come la definisce Mohamed El-Erian, oggi a capo dell\u2019ufficio economico della tedesca Allianz, senz\u2019altro il pi\u00f9 prestigioso economista mediorentale in circolazione. 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