The Shard: altezza e curiosità sul grattacielo di Londra

The Shard è inconfondibile: ecco come nasce il grattacielo piramidale di Londra

The Shard, a Londra, è il settimo grattacielo più alto d’Europa. E nessun altro edificio svetta nel Regno Unito al di sopra della “Scheggia”, che sorge a sud del Tamigi, nel quartiere Southwark.

Con la sua caratteristica forma a piramide, estremamente slanciata, The Shard è infatti alto 306 metri, superando di gran lunga quello che prima di lui era il grattacielo più alto di Londra, ovvero il One Canada Square, conosciuto anche come Canary Wharf Tower, alto 236 metri. La costruzione di The Shard è terminata nel 2013, e da allora il grattacielo continua a intrigare architetti e non solo: in qualità di settimo grattacielo più alto d’Europa, infatti, la costruzione ha attirato l’attenzione di molti, come per esempio degli attivisti di Greenpeace, che nel 2013 hanno scalato l’edificio per protestare contro le trivellazioni dell’Artico.

Southwark prima del grattacielo The Shard

The Shard sorge al 32 di London Bridge Street, nel quartiere Southwark. A sostenere la costruzione di questa altissima piramide è stato l’imprenditore Irvine Sellar, mosso dalla volontà ferrea di rinnovare quell’area londinese, a suo parere caratterizzata da costruzioni obsolete e poco efficaci per lo sviluppo della città.

Già nel 2000, quindi, Sellar contattò l’archistar italiana Renzo Piano, per ideare il grattacielo che sarebbe dovuto essere costruito lì dove sorgevano le Southwark Towers, con i loro 100 metri di altezza. Renzo Piano espose fin dai primi incontri a Sellar la volontà di discostarsi dal classico grattacielo, proponendo la possibilità di costruire una “vela” che sorgesse lungo le rive del Tamigi. Fu quindi immediatamente chiaro che The Shard non sarebbe stato un palazzo normale: non stupisce dunque l’indagine effettuata da John Prescott, allora Vice Primo Ministro, volta a sondare l’opinione degli abitanti circa la costruzione di un grattacielo con queste peculiari fattezze.


La costruzione di The Shard

Come anticipato, a firmare il progetto di The Shard è stato Renzo Piano. Più nello specifico, il disegno è frutto del lavoro dello studio, RPBW Architects, diretto dall’architetto genovese.

Il lavoro è iniziato con un’analisi geologica del terreno, che ha evidenziato la stabilità del fondo ma anche le criticità legate alla prossimità di due linee della metropolitana, nonché ovviamente del fiume Tamigi. I lavori veri e propri sono iniziati con la demolizione degli edifici precedenti, realizzata senza esplosioni, vista la prossimità di altri edifici.

Il lento e attento processo di smantellamento delle Southwark Towers fu completato nel 2009, consentendo così di passare alla preparazione del nuovo cantiere. Tra i primi passaggi vi è stato quello di erigere un muro di contenimento tra il cantiere e il Tamigi, per garantire che ci fosse sempre un terreno asciutto durante lo scavo e durante la realizzazione delle fondazioni. Nel corso del 2009 è iniziata la costruzione del grattacielo, seppur rallentata di tanto in tanto da pause di alcune settimane: a fine novembre del 2010, The Shard ha raggiunto i 235 metri, superando così il One Canada Square. L’edificio è stato completato del tutto nel 2012, con l’inaugurazione che ha avuto luogo il 5 luglio del 2012, per poi aprire al pubblico nel febbraio 2013.

Le caratteristiche di The Shard

Delle dimensioni di The Shard di Renzo Piano si è già parlato: la scheggia – il nome si rifà alla particolare forma che l’edificio assume alla sommità, simile a una scheggia di vetro – conta in tutto 95 piani, dei quali 72 effettivamente abitabili. Questo colosso poggia su delle fondazioni costituite da 120 pali trivellati, ciascuno del diametro di 120 centimetri. Tali pali, per assicurare stabilità all’edificio, penetrano nel terreno di Londra fino a 54 metri di profondità; al di sopra di essi si trova una platea di fondazione, situata a 16 metri di profondità e alta 4 metri.

Visto il suo spessore importante, questa platea è stata riempita con quella che è ricordata come la più lunga gettata di calcestruzzo del Regno Unito, durata per 36 ore consecutive, impiegando circa 700 camion betoniera. Questa importante platea è la base su cui poggiano i quasi 95 piani dell’edificio, per un totale di 127.489 metri quadri calpestabili, distribuiti su piani via via più piccoli.

Si parla infatti di una peculiare piramide con una sezione che, semplificando, può essere vista come ottagonale; si tratta in realtà di una forma irregolare, con scanalature e rientranze. Le facciate dell’edificio presentano un’inclinazione di 12 gradi, e sono ricoperte da 11.000 pannelli di vetro, che tutti insieme creano una superficie riflettente di 56.000 metri quadrati.

Proprio il vetro è tra i materiali ricorrenti nei progetti di Renzo Piano: nel caso di The Shard si tratta di un vetro chiaro, caratterizzato da una bassa presenza di ossido di ferro, per ridurre al minimo gli effetti del riscaldamento solare; va peraltro sottolineato che i prospetti vetrati sono in realtà costituiti da un doppio strato di vetro, con un’intercapedine interna che lascia spazio a dei frangisole, per regolare la luminosità all’interno dell’edificio.

Gli interni della Scheggia

Questa altissima piramide luminosa che si alza nel cielo di Londra è decisamente polifunzionale: al suo interno si trovano spazi commerciali, uffici, hotel, resistenze private, ristoranti e bar, nonché una clinica ospedaliera privata.

La forma piramidale risponde alla perfezione a questi differenti utilizzi, con i primi piani dedicati a spazi commerciali e a uffici. Tra il 31° e il 33° piano prendono spazio bar e ristoranti, mentre da lì al 52° piano prendono posto hotel e spa.

Dal 53° piano, con il progressivo restringersi della sezione, si trovano le lussuose residenze private, che lasciano poi posto dal 68° piano ai piani panoramici. A partire dal 72° piano il grattacielo è parzialmente aperto. È qui che si trova la famosa guglia a scheggia di vetro, dove prende spazio un braccio idraulico dedicato a mantenere il tiraggio dei tiranti in acciaio fondamentali per l’equilibrio dei prospetti inclinati.