India: investire per sorpassare la Cina

LA CRESCITA DEL PIL INDIANO SARÀ SOSTENUTA DA CONSISTENTI INVESTIMENTI NELLE INFRASTRUTTURE

Lotus Temple, New Delhi

La locomotiva indiana continua a macinare chilometri. E lo fa ormai con un trend sostenuto che risale all’inizio degli anni ’90 e fino ad oggi ha conosciuto pochissime occasioni di rallentamento. Una corsa del Pil che dipende in larga misura dagli investimenti nelle infrastrutture. Nonostante il Paese sia ormai conosciuto nel mondo anche per un’industria ad alto valore tecnologico, la forte spinta finanziaria per colmare il bisogno infrastrutturale rimane il volano principale della crescita indiana. E infatti, secondo le analisi della Banca Mondiale, l’India deve continuare a destinare almeno il 3-4% del proprio Pil alle infrastrutture per assicurarsi una crescita annuale non inferiore all’8%.

La Asian Development Bank stima che, per colmare il gap infrastrutturale dell’intero continente asiatico, serviranno, entro il 2020, ben 800 miliardi di dollari all’anno. E secondo il governo di New Delhi la quota indiana di questo stock di investimenti sarebbe pari a 200 miliardi di dollari.
Del resto, il ruolo dell’India nello sviluppo infrastrutturale asiatico è centrale. Per questo il governo vuole ottenere una quota consistente degli investimenti previsti dalla nuova Asian Infrastructure and Investment Bank (AIIB), nata sotto la spinta della Cina. In particolare l’India è molto interessata a capire quanta parte dei 62 miliardi di dollari che la Cina ha annunciato di voler investire per le infrastrutture della Nuova Via della Seta saranno destinati a opere da realizzare sul suo territorio.
Ma questa è solo una parte dei grandi piani infrastrutturali che New Delhi sta finanziando in questi anni e che – proprio per la loro grandiosità – promettono di continuare a sostenere l’impetuosa crescita economica dell’India.

Strade e ferrovie: il punto di partenza

Venti anni di investimenti nelle infrastrutture hanno permesso all’India di trasformarsi in un Paese moderno, dove gli scambi delle persone come delle merci alimentano la vitalità economica.
Attualmente il Paese possiede una rete stradale di 3,3 milioni di chilometri (la seconda al mondo) sulla quale transita il 60% del traffico merci e l’85% del traffico passeggeri. Per quanto sia capillare, la rete ha bisogno di un profondo ammodernamento perché sul totale sono solo 66.000 chilometri quelli coperti da Highway o Expressway.

Così come le strade, anche le ferrovie hanno vissuto un colossale sviluppo negli ultimi decenni, complice l’eredità lasciata dall’Inghilterra nel lungo periodo in cui l’India è stata parte del Commonwealth. Attualmente l’India possiede la seconda rete ferroviaria al mondo per estensione (circa 80.000 chilometri). Ogni giorno in media 8.350 treni trasportano in giro per il Paese 12 milioni di passeggeri e 1,3 milioni di tonnellate di merci, raggiungendo 6.867 stazioni. Un sistema dalle grandissime dimensioni che funziona grazie al lavoro di 1,6 milioni di persone (tanti sono gli occupati della Indian Railways, la società pubblica che gestisce il sistema ferroviario nazionale). Ammodernare questa rete, spingendo molto sui treni ad alta velocità che dovranno collegare i centri industriali sul territorio nazionale, è oggi una delle sfide principali che il Paese sta affrontando.

 

Treno indiano
 

Lo sviluppo degli aeroporti

La vastità geografica dell’India e la necessità di collegare cittadini e uomini d’affari in tutti gli angoli del Paese rappresentano una importante spinta agli investimenti nella costruzione di grandi aeroporti che vengano trasformati in snodi del trasporto aereo nazionale e internazionale.
La società di consulenza “Market Research Engine” ha pubblicato un report dal titolo “Airport Infrastructure Investment in India” che analizza i progetti più significativi avviati o di prossimo lancio. Secondo lo studio da qui al 2032 gli investimenti totali stimati ammontano a 56,7 miliardi di dollari.

Non è un caso se uno dei più importanti progetti infrastrutturali avviati negli ultimi mesi in India è proprio il Navi Mumbai International Airport, il nuovo scalo internazionale di Mumbai. I lavori dell’opera, che dovrebbe essere completata entro il 2019, sono iniziati nel 2015 e prevedono un costo complessivo di 2,4 miliardi di dollari. L’aeroporto nasce da una partnership pubblico-privata che prevede un ruolo preminente degli investitori privati (che detengono il 74% delle quote) e, una volta terminato, servirà tutta la regione metropolitana di Mumbai.

Il megaprogetto Delhi Mumbai

Guardando al futuro delle infrastrutture indiane, il progetto più significativo e ambizioso è sicuramente il Delhi Mumbai Industrial Corridor. In tutto 90 miliardi di dollari, stanziati dal governo indiano, aziende private e investitori stranieri, per creare un corridoio industriale che attraversa 7 stati per una lunghezza di 1.500 chilometri.

Dalla capitale fino al più grande porto commerciale dell’India nei pressi di Mumbai, il progetto prevede l’unione delle due più grandi città indiane attraverso una rete infrastrutturale che comprende ventiquattro aree industriali, 24 nuove smart cities (ognuna delle quali avrà una popolazione da uno a tre milioni di persone), cinque impianti elettrici, due aeroporti, due hub logistici e una linea ferroviaria ad alta velocità. Alla realizzazione di tutte le opere previste lavoreranno direttamente 3 milioni di persone, ma il loro impatto sull’economia indiana sarà ben più considerevole. Il corridoio Delhi Mumbai è stato infatti progettato per offrire servizi avanzati ai centri manifatturieri dell’India che si trovano lungo questa direttrice, un’operazione che potrebbe dar vita a oltre 100 milioni di posti di lavoro.

 

Treno locale indiano
 

Smart cities, città del futuro

Le 24 nuove smart cities che saranno realizzate all’interno del corridoio Delhi Mumbai sono solo una parte del piano del governo indiano che mira a sostenere la nascita in tutto il Paese di città più piccole, dotate di nuove tecnologie per attrarre il business, efficienti in termini di trasporti e a misura d’uomo.

Per raggiungere questo obiettivo nel 2015 il governo indiano ha stanziato all’interno del budget annuale 1,2 miliardi di dollari per avviare questo progetto che, nella sua interezza, prevede la costruzione di 100 nuove smart cities, molte delle quali dovrebbero sorgere poco lontano dalle grandi città indiane. L’obiettivo del governo è promuovere lo sviluppo locale e sfruttare le nuove tecnologie per assicurare ai cittadini standard di vita migliori. Queste città dovrebbero sorgere lungo i corridoi industriali del Paese, partendo dal corridoio Delhi Mumbai, e coinvolgendo anche il Chennai Bandalore Industrial Corridor e il Bangalore Mumbai Economic Corridor.

Gli investimenti nelle smart cities, così come la modernizzazione delle infrastrutture legate alla logistica e ai trasporti, contribuiranno a sostenere lo sviluppo dell’India e a dare spinta all’ambizione di superare in termini di crescita del Pil la vicina Cina. Un sogno che già da quest’anno potrebbe diventare realtà.  

SECONDO LA BANCA MONDIALE, L’INDIA DEVE CONTINUARE A DESTINARE ALMENO IL 3-4% DEL PROPRIO PIL ALLE INFRASTRUTTURE PER ASSICURARSI UNA CRESCITA ANNUALE DEL PIL NON INFERIORE ALL’8%

LA ASIAN DEVELOPMENT BANK STIMA CHE PER COLMARE IL GAP INFRASTRUTTURALE INDIANO SERVIRANNO 200 MILIARDI DI DOLLARI ENTRO IL 2020

SI PREVEDE CHE DA QUI AL 2032 GLI INVESTIMENTI NEGLI SCALI AEROPORTUALI AMMONTERANNO A 56,7 MILIARDI DI DOLLARI

IL DELHI MUMBAI INDUSTRIAL CORRIDOR PREVEDE LA COSTRUZIONE DI UNA RETE INFRASTRUTTURALE SENZA PRECEDENTI CHE COMPRENDE TRA L’ALTRO 24 AREE INDUSTRIALI E 24 NUOVE SMART CITIES

IL GOVERNO INDIANO HA STANZIATO 1,2 MILIARDI DI DOLLARI PREVEDENDO ANCHE LA COSTRUZIONE DI 100 NUOVE SMART CITIES VICINO ALLE GRANDI CITTÀ INDIANE