Treno Hyperloop: da quello di Dubai ai progetti in Italia

Il mondo dei trasporti sta vivendo diverse rivoluzioni, più o meno veloci. C’è per esempio il diffondersi delle automobili elettriche, che permettono di tagliare l’emissione di sostanze nocive durante gli spostamenti. C’è il continuo lavorio di ricerca intorno ai veicoli a guida autonoma, che sembrano sempre più vicini. E ancora, negli ultimi anni – perlomeno fino allo scoppio dell’emergenza sanitaria – si è conosciuta anche l’importante crescita dei fenomeni del car pooling e del car sharing, i quali potrebbero portare a un’involuzione del concetto di automobile privata. E dall’unione di queste diverse direttive – l’automobile elettrica, a guida autonoma e in condivisione – l’orizzonte dei trasporti può cambiare radicalmente. Ma c’è un’altra importante rivoluzione ormai alle porte: parliamo del treno Hyperloop, ovvero di quel treno super veloce ipotizzato da Elon Musk circa 10 anni fa. Nell’ultimo decennio sono stati messi a punto prototipi, sono stati fatti test, e sono stati lanciati veri e propri progetti di costruzione delle prime strutture per Hyperloop. Di che cosa si tratta nel concreto, e qual è la portata di questo nuovo futuristico treno?

Cos’è un treno Hyperloop

Oggigiorno si parla dell’Hyperloop di Dubai o dell’Hyperloop in Italia tra Roma e Milano come di progetti ormai prossimi. Non bisogna però dimenticare il fatto che Musk, ovvero l’ideatore di questo treno futuristico, accennò per la prima volta a questo progetto solamente nel 2012, in California, parlando di una “quinta modalità di trasporto”. Lo descrisse come qualcosa di immune ai cambiamenti meteorologici, senza il rischio di collisioni, con una velocità doppia rispetto a un aereo, con consumi bassi. Tra il 2012 e il 2013 un gruppo di ingegneri di Tesla e SpaceX lavorarono ai primi modelli di Hyperloop, per poi pubblicare i risultati e invitare altre imprese a lavorare al progetto. Si parla quindi di una tecnologia recentissima, assolutamente nuova e ancora in buona parte da scoprire e modellare.

La caratteristica fondamentale di questi velocissimi treni è quella di muoversi all’interno di tubi in cui è stato creato un ambiente simile al vuoto: si avrà così una capsula che, sfruttando la tecnologia della lievitazione magnetica, sarà spinta da un motore elettrico ultra efficiente in un percorso con un attrito decisamente minimo. L’assenza di resistenza permetterà quindi di raggiungere velocità alte con consumi estremamente ridotti, soprattutto nel caso di tragitti molto lunghi.

Quello tratteggiato da Elon Musk è un mezzo di trasporto altamente ambizioso, che per la sua realizzazione pone tante sfide differenti. Come si vedrà, però, sono diverse le aziende che hanno deciso di credere in questa possibilità, e che hanno lanciato progetti autonomi in diverse parti del mondo per trasformare il sogno in realtà.

Le società che stanno lavorando all’Hyperloop

A partire dal 2013, sull’onda della proposta di Elon Musk, sono nate tante differenti compagnie che hanno iniziato a lavorare in modo più o meno indipendente al proprio progetto di Hyperloop. La prima società a intraprendere questo percorso è stata la Hyperloop Transportation Technologies (HTT), fondata da Dirk Ahlborn e Bibop Gresta. Attualmente la Hyperloop Transportation Technologies sta lavorando a quattro prototipi differenti: il più famoso è quello Abu Dhabi, per connettere la città ad Al Ain, passando per Dubai. L’obiettivo è quello di concludere la prima tratta e renderla operativa già entro il 2023. Gli altri progetti di HTT prendono luogo a Tolosa, in Francia, con la costruzione del tunnel per dei test iniziata nel 2017, dunque nella regione dei Grandi Laghi nel Nord America e ad Amburgo, in Germania.

Altra compagnia estremamente dinamica nella costruzione dei primi Hyperloop è la Virgin Hyperloop, precedentemente nota come Hyperloop One. Parliamo di una compagnia fondata da Shervin Pishevar e Brogan BamBrogan, e che ora conta tra i principali investitori anche Richard Branson, patron di Virgin. La compagnia, fin dal 2017, ha selezionato 10 diversi percorsi per i primi network Hyperloop, che sono stati individuati negli Stati Uniti, in Canada, in Messico, nel Regno Unito e in India.

Ulteriori compagnie che stanno lavorando alla realizzazione dei primi Hyperloop sono la canadese TransPod, l’indiana DGWHyperloop, la californiana Arrivo, l’olandese Hardt Global Mobility, la spagnola Zeleros, la polacca Nevomo e infine l’italiana Hyperloop Italia.

 

I test in corso sull’Hyperloop

Le varie compagnie, a partire soprattutto da Hyperloop Transportation Technologies e da Virgin Hyperloop, hanno effettuato diversi test negli anni, esperimenti che hanno preso luogo ovunque nel mondo, dal deserto di Dubai ai grandissimi magazzini per esperimenti indoor in Europa. Tra 2017 e 2020, per esempio, Virgin Hyperloop ha effettuato più di 500 test sfruttando un tubo lungo 500 metri. All’interno di una tratta talmente ridotta si è riusciti a far arrivare il prototipo fino a 380 chilometri orari. L’obiettivo finale, su tratte ovviamente molto più lunghe, è quello di raggiungere una velocità di crociera di circa 1.200 chilometri all’ora. Vista la difficoltà nell’avere dei permessi per costruire dei tubi più lunghi, però, per il momento una velocità di questo tipo è ancora lontana dall’essere raggiunta. Non si tratta peraltro solamente di un problema legato ai permessi necessari. L’area in cui costruire dei tubi più lunghi – l’ideale per i test completi sarebbe un tubo di circa 15 chilometri – deve essere pianeggiante e libera, per avere così un tubo perfettamente piano e dritto. Come ha spiegato Diane Zohu di Virgin Hyperloop ai microfoni di Spectrum News, «vorremmo che il viaggio fosse il più liscio possibile. Sostanzialmente, dovrà funzionare come su un treno: entri nella capsula che accelera progressivamente fino alla velocità massima, ma non ti accorgi mentre accade, appunto perché è graduale. Poi, una volta che si starà procedendo al massimo, sembrerà di viaggiare normalmente».

 

Hyperloop Italia

Gli sguardi di chi è interessato allo sviluppo di Hyperloop sono tutti puntati su Dubai, sulla zona dei Grandi Laghi negli States e a Mumbai, in India: sarà uno di questi tre, molto probabilmente, il primo Hyperloop a esser operativo. Da qualche tempo si inizia però a parlare anche di un Hyperloop italiano, il quale dovrebbe essere progettato dallo studio Zaha Hadid Architects (ZHA). Il progetto ha preso il via a inizio estate, con l’obiettivo di dotarsi di un treno iperveloce entro il 2030. Per ora ci si concentrerà su tratte brevi, come quella tra Milano e Malpensa, due mete che potrebbero essere collegate in soli 10 minuti.