Il Queensland punta sugli investimenti infrastrut-
turali

Lo stato australiano sta aumentando gli investimenti nelle grandi opere per sostenere la crescita

Gli investimenti del Queensland

È il più grande sforzo finanziario dal 2011, quando un’inondazione devastante mise a dura prova il Queensland: 45,8 miliardi di dollari australiani (33,6 miliardi di dollari USA) inseriti nel budget annuale e da investire nei prossimi quattro anni per modernizzare uno degli stati più conosciuti dell’Australia, noto nel mondo per la Grande Barriera Corallina.
L’annuncio è stato dato il 12 giugno scorso, in occasione della presentazione del budget 2018-2019, dal governo di Annastacia Palaszczuk, che ha spiegato come gli investimenti in strade, ferrovie e altre infrastrutture sono necessari per rispondere ai bisogni di una popolazione in crescita e per aiutare l’industria a diventare più efficiente e produttiva.
L’ammontare è consistente, 3 miliardi di dollari australiani superiore a quello dell’anno precedente e in gran parte stanziato per finanziare la realizzazione di progetti già avviati.

«Siamo al lavoro per sostenere progetti che facciano da traino all’economia, che possano contribuire a migliorare l’offerta dei servizi e creare decine di migliaia di posti di lavoro ogni anno», ha dichiarato il ministro del Tesoro e Vice Premier, Jackie Trad.
Conosciuto da tutti come lo “Stato del Sole”, il Queensland è lo stato più grande dopo la Western Australia, copre un’area di 1.727.000 chilometri quadrati, e ha una popolazione di circa 5 milioni di abitanti. Non solo: secondo quanto riporta un report della Chamber of Commerce & Industry, lo stato è il secondo più grande esportatore australiano, con vendite all’estero pari 65,8 miliardi di dollari (dato registrato al marzo 2017). Gran parte della sua ricchezza deriva dalla presenza di materie prime, in particolare dai profitti garantiti dalle miniere, ma il governo sta incoraggiando una diversificazione dell’economia proprio per ridurre questa dipendenza da un settore che ha reso il Queensland il più grande esportatore di carbone da coke, utilizzato per la produzione dell’acciaio.

Oltre alle materie prime, altri settori forti nel paese sono l’agricoltura, il turismo e naturalmente i servizi.
«Mentre Queensland vive una transizione dell’economia verso un modello più innovativo, diversificato e produttivo – si legge su un comunicato stampa pubblicato sul sito del governo dello stato – è vitale che le nostre infrastrutture sostengano la crescita dei cittadini, permettendogli di sfruttare al massimo le opportunità che si creeranno e garantendo i benefici a lungo termine necessari per continuare a creare posti di lavoro».
Secondo i calcoli del governo, la quota del budget che sarà spesa nell’anno 2018-2019, pari a 11,6 miliardi di dollari, dovrebbe creare 38.000 posti di lavoro.
«In uno stato che cresce rapidamente – ha dichiarato il ministro del Tesoro, Trad – dobbiamo assicurarci che questa crescita sia inclusiva e dobbiamo impegnarci a dar vita a un modello economico al servizio di tutti, qualunque sia la scelta di vita delle persone. Allo stesso modo, vogliamo che i nostri cittadini siano pronti e ispirati per prendere parte e avere successo nell’economia moderna».

 
Skyline di Brisbane
 

Come il Queensland, anche altri stati stanno investendo molto nelle infrastrutture. È il caso del New South Wales che per i prossimi quattro anni ha pianificato uno stanziamento di 87 miliardi di dollari.

Tornando al Queensland, uno dei progetti più ambiziosi inserito nella lista delle “cose da fare” è sicuramente la Cross River Rail di Brisbane, una linea ferroviaria da 5,4 miliardi di dollari che coprirà un tragitto di 10,2 chilometri dentro la capitale dello stato con l’obiettivo di ridurne il congestionamento. Il progetto dovrebbe creare ogni anno 1.500 posti di lavoro (3.000 nel periodo più intenso), per una durata dei lavori di cinque anni.
Secondo i calcoli del governo una volta terminato, il suo impatto sarà significativo e infatti ogni dollaro australiano investito produrrà un beneficio economico pari a 1,41 dollari, con un beneficio totale che supererà i costi di almeno 1,9 miliardi di dollari.

Oltre alla linea ferroviaria di Brisbane, un altro progetto avviato è il Bruce Highway Upgrade Program. Iniziato nel 2013, si tratta del più grande programma di manutenzione stradale nella storia dello stato, e prevede 10 anni di interventi per migliorare la sicurezza, la resistenza alle inondazioni e la capacità di transito dell’autostrada che collega Brisbane a Cairns, il più grande corridoio nord-sud del paese (1.677 chilometri di lunghezza) dove transitano ogni giorno dai 4mila ai 145mila veicoli.

Un altro intervento sulle strade riguarda la cosiddetta M1, una delle vie di scorrimento più congestionate del Queensland, e prevede un investimento di 897 milioni di dollari. La strada è strategica perché viene attraversata ogni anno da circa 30 milioni di tonnellate di merci che viaggiano tra il New South Wales e il Queensland, mentre il traffico di veicoli varia ogni giorno tra le 50mila e le 155mila vetture.
Ma investire nelle infrastrutture, per l’Australia, significa anche investire in tecnologie più innovative per rispondere al fabbisogno energetico. Fedele a questo principio, il Queensland ha previsto un aumento delle energie rinnovabili, con l’obiettivo di garantire che entro il 2030 il 50% dell’energia consumata nello stato provenga proprio da fonti rinnovabili. A questo proposito è intervenuto il ministro dell’Energia, Anthony Lynham, annunciando investimenti già programmati nel settore per 20 miliardi di dollari.

IL QUEENSLAND ANNUNCIA PER I PROSSIMI QUATTRO ANNI INVESTIMENTI NELLE INFRASTRUTTURE PER 45,8 MILIARDI DI DOLLARI AUSTRALIANI

LA DOTAZIONE FINANZIARIA SUPERA DI 3 MILIARDI DI DOLLARI LO STANZIAMENTO DEL BUDGET PRECEDENTE

SECONDO IL GOVERNO STATALE IL PIANO DEVE RISPONDERE AI BISOGNI DI UNA POPOLAZIONE IN CRESCITA E SOSTENERE LO SVILUPPO INDUSTRIALE

TRA I PROGETTI PIÙ SIGNIFICATIVI, LA REALIZZAZIONE DELLA CROSS RIVER RAIL DI BRISBANE, DELLA M1 E DELLA BRUCE HIGHWAY

LO STATO PREVEDE CHE ENTRO IL 2030 LA METÀ DELLA PRODUZIONE ENERGETICA ARRIVERÀ DA FONTI RINNOVABILI