Ci sono laghi che, nel corso del tempo, hanno visto cambiare radicalmente il proprio rapporto con il territorio circostante, trasformandosi da risorse compromesse o marginali in nuovi poli ambientali, urbani ed energetici grazie all’intervento dell’ingegneria e della pianificazione infrastrutturale.
Attraverso opere di bonifica, sistemi di depurazione, interventi di recupero ecologico e grandi progetti idraulici, questi bacini tornano a essere elementi centrali per la vita delle comunità, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile dei territori.
In questo processo di rigenerazione, l’acqua non viene soltanto gestita o protetta, ma reinterpretata come risorsa strategica capace di generare nuove connessioni tra ambiente naturale, infrastrutture e presenza umana.
1 – Lake Mead, Las Vegas, Stati Uniti
Il Lake Mead Intake Hydraulic Tunnel, realizzato dal Gruppo Webuild nei pressi di Las Vegas, in Nevada, rappresenta uno degli interventi più avanzati mai realizzati per garantire la sopravvivenza di un grande bacino artificiale e del sistema idrico che da esso dipende.
Nato per contrastare il progressivo abbassamento del livello del Lake Mead, il più grande lago artificiale degli Stati Uniti, il progetto ha previsto la costruzione di una nuova presa d’acqua collocata a oltre 100 metri di profondità sotto la superficie del lago e collegata alla terraferma attraverso un tunnel sotterraneo lungo circa 4,6 chilometri.
L’opera, scavata in condizioni di pressione record grazie a una TBM progettata appositamente per operare sotto il fondale del lago, permette oggi di garantire continuità all’approvvigionamento idrico dell’area di Las Vegas caratterizzata dalla presenza di siccità estrema, trasformando un’infrastruttura di emergenza in un elemento centrale per la resilienza del territorio.
2 – Impianto idroelettrico di Kariba, Zambia-Zimbabwe
L’Impianto Idroelettrico di Kariba, realizzato anche con il contributo del Gruppo Webuild tra Zambia e Zimbabwe, è uno degli esempi più emblematici di come un grande lago artificiale possa trasformarsi in una risorsa strategica per l’intero territorio circostante.
Nato dalla costruzione della diga sul fiume Zambesi, il lago Kariba è oggi uno dei più grandi laghi artificiali al mondo e rappresenta una fonte essenziale di energia per gran parte dell’Africa australe.
In questo contesto, gli interventi di potenziamento e ammodernamento dell’impianto idroelettrico hanno permesso di migliorare capacità produttiva, sicurezza e continuità operativa della centrale idroelettrica, rafforzando il ruolo del lago come infrastruttura energetica fondamentale per lo sviluppo economico e la stabilità della regione.
3 – Great Lakes, Stati Uniti-Canada
Il sistema dei Grandi Laghi, tra Stati Uniti e Canada, rappresenta uno degli esempi più imponenti di trasformazione idrologica e territoriale del pianeta, dove cinque grandi bacini d’acqua dolce — Lago Superiore, Lago Michigan, Lago Huron, Lago Erie e Lago Ontario — formano una rete interconnessa che ha ridefinito nel tempo geografia, clima ed economia dell’intera regione.
Modellati dall’azione dei ghiacciai durante il Pleistocene, questi laghi costituiscono oggi la più grande superficie di acqua dolce al mondo e un elemento strutturale essenziale per la vita di milioni di persone, fungendo al tempo stesso da risorsa idrica, via di navigazione e infrastruttura naturale strategica per il Nord America.
4 – Groot Melanen, Paesi Bassi
Il caso del lago Groote Melanen, nei Paesi Bassi, rappresenta un esempio significativo di come un bacino lacustre possa essere riportato a condizioni di equilibrio attraverso un approccio ingegneristico integrato e basato sull’analisi dell’intero sistema idrico.
Il lago, originato nel XVIII secolo da attività di estrazione della torba, ha progressivamente sviluppato condizioni di forte eutrofizzazione, con acque torbide, fioriture algali e un ecosistema dominato da specie ittiche poco compatibili con la biodiversità acquatica.
Per invertire questa tendenza, è stato avviato un programma di interventi combinati che ha unito riduzione del carico di nutrienti, dragaggi, capping dei sedimenti, gestione della fauna ittica e rinaturalizzazione delle sponde, con l’obiettivo di ristabilire condizioni di acqua limpida e stabile.
5 – Loch Leven, Scozia, Regno Unito
Il Loch Leven, nel cuore della Scozia, rappresenta uno dei casi di studio più significativi a livello europeo di recupero e gestione sostenibile di un lago sottoposto a forti pressioni antropiche, dove decenni di monitoraggio scientifico hanno permesso di ricostruire e guidare il processo di rigenerazione dell’ecosistema.
Il bacino, caratterizzato da condizioni di eutrofizzazione dovute all’eccesso di nutrienti provenienti da agricoltura e scarichi urbani, è stato progressivamente oggetto di interventi mirati alla riduzione del carico di fosforo, al miglioramento della qualità delle acque e al ripristino della biodiversità acquatica.



