La sfida del legno per i grattacieli del futuro

Il legno viene indicato da molti per sostituire acciaio e cemento nella costruzione dei grattacieli

Grattacieli in legno

Danneggiato per anni dalla concorrenza dell’acciaio e del cemento, il legno è pronto per il suo riscatto. Sarà questo, infatti, secondo molti architetti e ingegneri, il materiale del futuro per le costruzioni, al punto che alcuni degli studi d’architettura più all’avanguardia stanno promuovendo ad ogni latitudine progetti di grattacieli realizzati in legno.
L’ultimo esempio è quello proposto dalla compagnia giapponese Sumitomo Forestry Co Ltd che ha intenzione di costruire l’edificio più alto al mondo in legno (350 metri), con la speranza di incoraggiare altri a fare lo stesso e trasformare così Tokyo in una foresta virtuale, un luogo più verde e più salutare dove vivere.
«Gli edifici in legno – si legge sul sito della Softwood Lumber Board, un gruppo che sostiene l’industria del settore negli Stati Uniti – stanno catturando l’immaginazione di architetti, ingegneri e costruttori».

Il più alto al mondo

Dopo aver lavorato con il legno per secoli, la giapponese Sumitomo vuole mettere la sua esperienza al servizio della costruzione di un edificio di 70 piani, che al momento sarebbe l’edificio più alto nel suo genere. «L’obiettivo – si legge in un comunicato stampa del febbraio scorso – è creare città sostenibili, trasformate in foreste grazie all’utilizzo del legno per i grattacieli».
Il costo del progetto – circa 600 miliardi di yen (5,6 miliardi di dollari) – è elevato, ma la Sumitomo è convinta che questo costo diminuirà durante la fase di costruzione nei prossimi venti anni, quando saranno sviluppate nuove tecnologie nel settore. Considerando l’ammontare di legname utilizzato (185.000 metri cubici, sufficienti per costruire 8.000 case) l’effetto “green” sarà significativo con una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 100.000 tonnellate.

Un cambiamento rivoluzionario

Il caso giapponese è un primo esempio di quello che potrebbe diventare un cambiamento rivoluzionario nell’industria delle costruzioni perché acciaio e cemento hanno sempre accompagnato la realizzazione dei grandi edifici negli ultimi cento anni. Il loro apporto è stato infatti sancito ufficialmente nel 1885 con la costruzione a Chicago dell’Home Insurance Building, considerato il primo grattacielo della storia.
Ma la riscoperta del legno deriva dal desiderio sempre più diffuso tra i costruttori di dar vita a progetti più economici e più facili da realizzare, oltre naturalmente alle qualità uniche di questo materiale in termini di sostenibilità ambientale.
Molto dipende dalla scoperta delle metodologie più innovative per l’utilizzo del legno nell’industria. Technologist, un sito gestito dalla Eurotech Universities Alliance (una partnership tra quattro atenei europei), cita a questo proposito il legno lamellare incrociato (LLI), un materiale di nuova generazione che nasce da una particolare lavorazione del legno che gli conferisce maggiore elasticità e capacità portante.
Da quando questo materiale è stato prefabbricato in varie forme e misure, è divenuto più semplice e meno costoso costruire edifici in legno piuttosto che in acciaio e cemento. Per completare una residenza per gli studenti nella British Columbia (dal 2016 l’edificio più alto al mondo in legno), ad esempio, ci sono voluti appena 70 giorni di lavoro. «Le nuove tecnologie accompagnate alle moderne tecniche di costruzione e alle lavorazioni del legno – ha commentato al giornale inglese “The Telegraph” l’architetto Riccardo Tossani – hanno reso queste applicazioni molto interessanti per il nostro lavoro».

 
 

Meno carbone nell’atmosfera

Grazie alle sue caratteristiche “verdi”, il legno surclassa tanto l’acciaio quanto il cemento su numerosi fronti, tra cui il ridotto impatto ambientale. Mentre infatti per produrre cemento viene prodotta CO2, il legno ha un effetto totalmente opposto, perché sottrae diossido di carbonio dall’atmosfera trattenendolo al suo interno.
Ed è forse per questa ragione che l’architetto di Vancouver, Michael Green, ha scelto il legno per i suoi lavori. «Acciaio e cemento non ricrescono. Non sono materiali rinnovabili – ha dichiarato al magazine online della Smithsonian Institution. – Il loro utilizzo richiede un ricorso massivo all’energia, mentre le nostre foreste sono semplicemente create dal più perfetto dei sistemi energetici, quello solare».

Resistenza e forza

Oltre agli aspetti ambientali, il legno riesce a competere con altri materiali anche sulle caratteristiche tecniche, come nel caso della resistenza quando viene sottoposto a un peso significativo. La sua leggerezza riduce il carico esercitato sulle fondamenta di un edificio, rendendolo più resistente rispetto alle sollecitazioni del vento e dei terremoti.
In ogni caso l’utilizzo del legno lamellare incrociato può essere anche misto, nel senso che il materiale può integrarsi alla perfezione con il cemento e l’acciaio. Secondo la Smithsonian Institution, il suo compito è infatti mettersi al servizio della struttura portante dell’edificio, mentre gli altri due materiali vengono utilizzati nei punti di maggiore stress, contribuendo a rendere l’edificio ancora più stabile.

L’esempio virtuoso dell’università

Brock Commons, la residenza per studenti costruita alla University of British Columbia, è uno degli edifici in legno più alti al mondo. La struttura (53 metri e 17 piani) è anche dotata di due nuclei di cemento che le assicurano la massima stabilità.
Quando la fine dei lavori è stata annunciata, l’università ha esultato per la sostenibilità del progetto. «Il legno – ha dichiarato l’ateneo – è un materiale sostenibile e versatile per l’edilizia. Il suo utilizzo ha permesso una riduzione di 2.432 di tonnellate di diossido di carbonio rispetto all’uso di altri materiali, l’equivalente di 500 automobili che viaggiano per un anno intero».
Ma i test sul legno non si fermano qui, e infatti architetti e ingegneri in tutto il mondo stanno spingendo perché questo materiale venga utilizzato sempre piu.
A Londra, PLP Architecture e gli ingegneri dello studio Smith and Wallwork stanno lavorando insieme alla Cambridge University alla proposta di costruire quella che intendono chiamare la Oakwood Timber Tower. Alta 300 metri, la torre sarebbe il secondo grattacielo più alto di Londra, dopo lo Shard, diventando così un simbolo mondiale per chi promuove l’utilizzo del legno nelle costruzioni.

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