I grandi cambiamenti che stanno rivoluzio-
nando i trasporti

I trasporti globali sono chiamati ad affrontare quattro megatrend nei prossimi anni

I megatrend del future che rivoluzionano i trasporti

Globalizzazione, boom demografico, sviluppo tecnologico e cambiamenti climatici. Sono questi i quattro fenomeni globali che promettono, nei prossimi anni, di influenzare in modo profondo il settore del trasporti, obbligandolo a maggiori investimenti, a sostenere costi energetici più elevati, potendo contare su una forza lavoro più contenuta.
È questa la previsione elaborata all’interno di un report pubblicato nell’aprile scorso dall’European Transport Workers’ Federation (ETF),  la federazione che rappresenta i sindacati dei lavoratori del Vecchio Continente impegnati nel settore dei trasporti.
I trend, peraltro, sono intrecciati tra loro, nel senso che l’impatto positivo sul settore che potrebbe avere uno di essi potrebbe causare a sua volta un effetto negativo su un altro trend. «La globalizzazione e l’evoluzione del mercato interno dell’Ue, ad esempio, – si legge nell’analisi – contribuiranno ad alimentare gli effetti benefici in termini di occupazione, ma avranno un impatto negativo sui cambiamenti climatici».

Analizzare questi fenomeni è essenziale per le grandi aziende. Molte di esse, come Deutsche Post DHL, United Parcel Service e China Railway Group stanno già traendo benefici da questi trend per il fatto che gli investimenti fatti in tecnologia e infrastrutture stanno contribuendo a promuovere la logistica e gli scambi commerciali. Di contro, dal punto di vista dell’occupazione, l’analisi mostra come molti lavoratori stiano vivendo un momento di difficoltà, perché il loro ruolo diventa sempre meno essenziale per via della deregulation e dell’automazione dei modelli di produzione.

Quando, invece, il tema si sposta sulla lotta ai cambiamenti climatici, le grandi aziende devono affrontare il tema dei costi legati ai vincoli  imposti dall’Unione Europea per rispettare i limiti di inquinamento dell’atmosfera. Secondo lo studio infatti, almeno nel breve periodo, i margini di profitto delle grandi aziende potranno subire una contrazione dovuta agli investimenti  che le stesse aziende dovranno fare per ridurre il livello di inquinamento generato dalle loro attivita, orientandosi verso nuove  fonti energetiche, dal petrolio all’energia pulita.
Ma ecco come i quattro megatrend influenzeranno il settore dei trasporti e il suo sviluppo nei prossimi anni.

La globalizzazione e il futuro dei trasporti

La buona notizia è che il commercio globale sembra destinato a crescere. L’Ocse stima che, entro il 2050, un terzo degli scambi passeranno per i Paesi attualmente fuori dall’Ocse, il doppio rispetto alla quota attuale.
«L’industria  – si legge nello studio – si concentrerà intorno agli aeroporti e ai porti, rendendoli cluster di logistica strategici e proprio lo sviluppo dei trasporti intorno a questi hub avrà un ruolo essenziale per il loro sviluppo. Le aziende presenti in queste aree diventeranno di conseguenza più forti economicamente, e contribuiranno ad espandere ulteriormente le infrastrutture».
Per via delle difficoltà economiche dei governi, questi hub saranno sempre più controllati da privati. Esempi di questa tendenza possono essere identificati nei quattro più grandi operatori mondiali – APM Terminals, SP World, HPH e PSA International – che già attualmente controllano oltre la metà dei porti e degli scali aeroportuali al mondo.
All’interno dell’Unione Europea, le stime indicano che sono attualmente necessari altri 750 miliardi di dollari per completare la rete TEN-T (Trans-European Transport Network). Il Commissario ai Trasporti dell’Unione, Violeta Bulc, ha confermato nelle scorse settimane che «i fondi pubblici attuali non sono sufficienti».
Il trasporto marittimo trarrà invece benefici dall’aumento degli scambi con l’Asia, grazie al fatto che molti porti asiatici si sono dotati di nuove infrastrutture per accogliere le grandi navi. In questo quadro, come confermato il 7 novembre scorso da Marco Conforti, membro della Federation of European Port Operators and Private Terminals (Feport), i porti italiani stanno perdendo competitività perché sono troppo piccoli per queste navi. Lo stesso Conforti ha riportato una statistica della Drewry, una società di consulenza specializzata nel settore, che mostra come – nel solo mese di maggio 2017 – la taglia media delle navi sulla rotta Asia-Mediterraneo è aumentata del 10%.

 
Treno a Dubai
 

Le innovazioni tecnologiche per il futuro dei trasporti

La tecnologia sta guidando i cambiamenti nell’industria dei trasporti globale. Amazon Prime, il servizio online del gigante retail Amazon.com, ha testato con successo nel Regno Unito la consegna dei pacchi con l’utilizzo di droni. A Washington D.C., una navetta senza autista di nome Ollli gira tranquillamente per le strade, altro esempio di come l’automazione può cancellare intere categorie di lavori a basso valore aggiunto.
La digitalizzazione, d’altro canto, offre l’opportunità di utilizzare i dati sulla mobilità per gestire il traffico, migliorando i servizi. L’utilizzo di sensori capaci di indicare usura, invecchiamento o problemi vari per treni, camion o navi contribuisce inoltre a migliorarne la manutenzione, riducendo a sua volta il ruolo dell’uomo. Ma alcuni di questi lavori persi possono essere sostituiti dalla necessità di personale impiegato nella gestione delle nuove dotazioni tecnologiche.

Il boom demografico

Entro il 2050, oltre la metà della crescita della popolazione mondiale si concentrerà in nove paesi: India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Tanzania, Stati Uniti, Indonesia, Uganda. Nello stesso periodo in Europa circa un terzo della popolazione supererà i 65 anni.
In un’Europa a crescita contenuta, la popolazione aumenterà principalmente a causa delle ondate migratorie legate ai cambiamenti climatici e alle catastrofi naturali. I paesi dell’Europa dell’Est così, come la Germania, assisteranno a una diminuzione della popolazione. Allo stesso tempo, i cittadini europei si sposteranno sempre di più dalle campagne alle grandi città. Per le aziende, la crescita contenuta della popolazione rappresenterà un problema nella ricerca di lavoratori a basso valore aggiunto.
L’invecchiamento della popolazione in Europa avrà un impatto consistente sul settore dei trasporti, dal momento che la forza lavoro nel settore ha un’età media già oggi molto elevata. Dal punto di vista dell’utenza, cittadini più anziani hanno esigenze di mobilità differenti. E la loro scelta di utilizzare il trasporto pubblico oppure automobili senza autista dipende dalla modernizzazione delle infrastrutture e dal costo di questi servizi.

I cambiamenti climatici

In Europa, i ricercatori prevedono che tra gli anni Novanta e la fine del XXI secolo la temperatura media aumenterà di 1-1,5 gradi Celsius. Questo cambiamento porterà ad un aumento delle piogge invernali e delle inondazioni nel Nord Europa, così come scarsità di acqua e una siccità prolungata nell’area del Mediterraneo.
I cambiamenti delle condizioni metereologiche creeranno problemi per i trasporti su strade e su fiumi, creando inconvenienti e ritardi. Nel frattempo, il settore dei trasporti, dipendente dal petrolio, sarà chiamato a ridurre le emissioni di Co2 del 60% entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo, gli sforzi per sostituire il trasporto tradizionale, su gomma, ferro, mare o aria, sono enormi e gli investimenti necessari significativi.

«Gli stati e le aziende – conclude lo studio – devono assolutamente aumentare i loro sforzi nell’area della ricerca e dello sviluppo, e devono essere pronti a investimenti massicci necessari per cavalcare il cambiamento».

QUATTRO MEGATREND SONO DESTINATI A RIVOLUZIONARE IL SETTORE DEI TRASPORTI NELLE PROSSIME DECADI

I TREND SONO LA GLOBALIZZAZIONE, IL BOOM DEMOGRAFICO, L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA E I CAMBIAMENTI CLIMATICI

NEI PROSSIMI ANNI SARANNO NECESSARI PIÙ INVESTIMENTI, AI QUALI SI ACCOMPAGNERANNO COSTI ENERGETICI PIÙ ELEVATI E UN CAMBIAMENTO DEI MODELLI LAVORATIVI

L’EFFETTO POSITIVO DI UN TREND RISCHIA DI ESSERE ANNULLATO DALL’EFFETTO NEGATIVO DI UN ALTRO

TANTO IL SETTORE PUBBLICO QUANTO QUELLO PRIVATO SARANNO CHIAMATI A INVESTIRE DI PIÙ IN RICERCA E SVILUPPO