Bioedilizia: cos’è, i principi fondamentali e le applicazioni nel settore delle costruzioni

Per millenni l’uomo ha pensato allo sviluppo e alla crescita della società umana come a processi totalmente distaccati dal benessere dell’ambiente circostante. Questa affermazione vale per tutte le attività umane, dall’agricoltura ai trasporti, dall’allevamento alle costruzioni. Negli ultimi anni, però, un numero sempre maggiore di persone si è convinto che non è possibile continuare a seguire questa strada, e che l’impatto ambientale delle proprie azioni deve essere necessariamente ridotto in modo drastico. La rapidità del cambiamento climatico, che proprio in questi mesi si è mostrato marcatamente con eventi meteorologici estremi ed eccezionali, sta mostrando in modo esplicito quando sia importante cambiare rotta il prima possibile, per contenere i danni.

Si parla quindi sempre più diffusamente della gestione energetica, dell’uso di materiali riciclabili, e sì, anche di costruzioni a impatto zero. Il filone green nel mondo delle costruzioni che condensa tutte queste nuove tendenze è conosciuto come bioedilizia: con questo articolo vedremo una definizione completa di questo concetto.

 

Che cos’è la bioedilizia

Bioedilizia, bioarchitettura e architettura sostenibile sono termini che sostanzialmente vengono utilizzati come sinonimi, anche se, va detto, il terzo indica il filone green delle costruzioni in modo ancora più generale. Con la parola bioedilizia, in ogni caso, si indicano tutte le modalità di ideazione, di progettazione, di costruzione e infine di gestione di un edificio che puntano a ridurre al minimo gli impatti negativi di quest’ultimo sull’ambiente. L’Associazione Nazionale Architettura Bioecologica, a partire da quanto stabilito dagli studi del Institut für Baubiologie + Nachhaltigkeit IBN, spiega che la bioedilizia «comprende criteri per un ambiente di vita salubre, naturale, sostenibile e di bella forma. Tratta di materiali edili e forme degli ambienti come anche di aspetti ecologici, economici e sociali». L’attenzione, nella bioarchitettura, deve quindi essere posta sia sui materiali, sia sulle tecniche costruttive, nella costruzione ex-novo come nelle ristrutturazioni e nelle opere di conversione. L’obiettivo è creare un’integrazione efficace tra l’edificio, i suoi abitanti e l’ambiente circostante.

 

I principi della bioedilizia

Prendendo spunto da quanto stabilito dai diversi istituti internazionali che hanno messo a punto i cardini dell’architettura sostenibile e della bioedilizia, è possibile riassumere quelli che sono i principi più importanti per questa modalità di progettazione e di costruzione

– Selezione dei materiali: una costruzione può dirsi sostenibile e quindi ecologica solamente se i materiali di costruzione sono scelti in modo da ridurre al minimo l’inquinamento presente e futuro, nonché per ottimizzare l’edificio dal punto di vista energetico e acustico. La scelta dei materiali permette inoltre di prolungare la durata stessa dell’edificio, con ulteriori ricadute positive sulla sostenibilità del processo di costruzione.

– Elevata qualità del clima interno: per anni si è prestata poca o nulla attenzione alla qualità dell’aria indoor. Nel progettare un edificio ecologico è invece necessario ridurre al minimo le sostanze dannose e irritanti negli ambienti esterni come in quelli interni, per evitare la formazione di allergeni, di batteri, di muffe e di tossine. É inoltre bene lavorare per ridurre al minimo i campi elettromagnetici.

– Approccio integrato: affinché si possa effettivamente parlare di bioedilizia è necessario che ogni elemento della squadra sia competente in materia, e che ognuno lavori perseguendo i medesimi obiettivi, dall’architetto fino all’impresa di costruzioni. Solo in questo modo si potrà avere la certezza di vagliare tutte le migliori soluzioni costruttive, di usare le tecniche più adatte e via dicendo.

– Ottimizzazione energetica: un edificio ecologico deve avere un fabbisogno energetico basso, e deve puntare se possibile a produrre in modo autonomo almeno una parte dell’energia necessaria. Il risparmio energetico è in ogni caso una delle massime priorità in architettura sostenibile.

– Analisi ambientale: ogni progetto deve partire da un’analisi profonda del paesaggio e del terreno. Solo in questo modo sarà infatti possibile avere la certezza di costruire un edificio compatibile con l’ambiente circostante, senza compromettere l’equilibrio dell’area.

Come si può intuire, la bioedilizia mira al benessere degli abitanti come a quello dell’ambiente. L’attenzione viene posta in modo particolare sulla scelta dei materiali; quali sono dunque i materiali da costruzione più adatti quando si parla di bioarchitettura?

I materiali migliori in bioedilizia

La scelta dei materiali per la costruzione di edifici sostenibili parte da diversi presupposti. Prima di tutto è bene sapere che le risorse naturali non sono inesauribili; in secondo luogo la scelta dei materiali deve tenere in considerazione le possibilità di smaltimento, gli sprechi energetici relativi alla produzione del materiale, il livello di tossicità per l’uomo e per l’ambiente, e via dicendo. Detto questo, tra i migliori materiali per la bioarchitettura si conta per esempio il legno, in diverse forme. Si parla infatti di legno lamellare, di fibra di legno mineralizzata, di bambù, di sughero e via dicendo. Rientrano tra i materiali tipici della bioedilizia anche il gesso, la paglia, la fibra di juta, la cellulosa, l’argilla espansa, la calce espansa e il legno-cemento.

Bioarchitettura: applicazioni e tecniche

Come si traducono nel concreto i principi della bioedilizia, al di là della scelta dei materiali? Guardando agli edifici che vengono certificati per la loro sostenibilità da enti come Ecolabel, Leed e Green Globes, è facile scoprire che esiste un gruppo ben definito di tecniche che permettono di raggiungere ottimi risultati finali. Si pensi per esempio agli edifici che per eliminare gli inquinanti interni come gli odori e il fumo puntano sulla ventilazione naturale, lasciandosi alle spalle la ventilazione meccanica, per un rinnovo efficace dell’aria.

In molti casi si riesce poi a mantenere un edificio fresco senza l’uso di impianti di climatizzazione, evitando il surriscaldamento grazie a frangisole o a logge, oppure grazie alla disposizione strategica di piante lungo le pareti esterne, o ancora, per mezzo dell’uso di materiali con alto grado di inerzia termica. Sempre sul fronte del controllo del clima interno, il legno si presenta come un ottimo isolante termico: questo significa che questo materiale ecologico al 100%, rinnovabile e riciclabile, può essere usato per diverse parti della struttura con svariati vantaggi. Ridurre l’impatto ambientale di un edificio significa inoltre garantire un alto livello di risparmio idrico, prevedendo per esempio un sistema di raccolta e per l’irrigazione degli spazi verdi.