Transiberiana, la ferrovia più lunga del mondo: storia e curiosità

Difficile non avere mai sentito parlare della ferrovia transiberiana. Conosciuta come la ferrovia più lunga del mondo, questa suggestiva linea unisce Mosca con Vladivostok, percorrendo un percorso di 9.198 chilometri. Opera tra le più audaci dell’epoca moderna, per la sua costruzione richiese oltre 25 anni ed enormi sforzi, tanto da essere non a caso annoverata tra i simboli dell’orgoglio e della tenacia russa. L’importanza di questa linea ferroviaria era ovviamente nota già al momento della costruzione, e fu proprio a partire da quegli anni che la transiberiana venne acclamata come “la gemma più preziosa della corona imperiale”. Ripercorrere la storia della ferrovia significa tuffarsi in un mondo totalmente diverso da quello che conosciamo, quello degli ultimi anni dell’impero degli Zar. Vediamo dunque quali sono state le premesse che hanno portato alla costruzione della ferrovia più lunga del mondo, come sono stati eseguiti i lavori e qual è lo stato attuale della transiberiana.

Verso la costruzione della ferrovia transiberiana

Sono molte le persone che sognano di fare un viaggio sulla transiberiana, per scoprirne una dopo l’altra le tantissime tappe. Quella che oggi viene guardata da molti come un’affascinante offerta turistica è il frutto di decenni di discussioni all’interno dell’impero zarista: in pieno Ottocento si iniziò infatti a capire quanto poteva essere difficile la gestione di un Paese esteso come quello russo, senza nessun collegamento veloce tra una parte e l’altra di quella landa poco abitata e selvaggia che era la Siberia.

Il primo a proporre ufficialmente la costruzione della transiberiana fu, nel 1857, il governatore della Siberia Orientale, Nikolai Muravyov-Amursky. La sua richiesta, però, non venne presa in seria considerazione dal governo zarista fino al 1880: fu in quegli anni che si iniziarono a fare i primi veri progetti, con l’interesse peraltro di diversi industriali occidentali, che in quella lunghissima ferrovia fiutavano un buon investimento. Lo zar, però, decise di costruire in modo autonomo la linea ferroviaria, senza attingere a nessun fondo esterno.

Nel 1887 vennero organizzate tre differenti spedizioni in Siberia per individuare un possibile percorso per attraversare la regione: questo studio richiese anni, fino al febbraio del 1891. Dati alla mano, la decisione fu quella di avviare due grandi cantieri per la costruzione della ferrovia, uno a Occidente, a Chelyabinsk, ai piedi degli Urali, l’altro all’estremo Oriente dell’impero, a Vladivostok, sul Pacifico, negli immediati pressi del confine cinese.

 

La costruzione della transiberiana

La cerimonia per la costruzione della ferrovia transiberiana, conosciuta anche come Transsib e come la Grande Magistrale Siberiana, si tenne il 31 maggio 1891, nei pressi di Vladivostok: qui Nicola II Romanov, che 3 anni dopo sarebbe divenuto zar, trasportò la prima simbolica carriola di ghiaia. Va però sottolineato che, in realtà, i lavori erano già stati iniziati in marzo, perlomeno dalla parte di Chelyabinsk. L’opera si presentò fin da subito come difficile e a tratti disumana: lo zar Alessandro III, però, vedeva nella costruzione della ferrovia transiberiana un obiettivo cruciale per l’impero, per garantire tutti i vantaggi strategici e commerciali di un collegamento rapido con il Pacifico.

Va detto che alcuni tratti erano già stati costruiti nel corso dell’Ottocento, come progetti a sé stanti. Si parla per esempio del tratto tra Mosca e Chelyabinsk, lungo 1.700 chilometri. Nel 1896 furono terminati i lavori sul primo tratto occidentale, da Chelyabinsk fino all’Ob; l’anno successivo entrò in funzione anche il primo tronco orientale, tra Vladivostok e Chabarovsk. Nonostante le grandiose difficoltà incontrate, all’alba del nuovo secolo si raggiunse il lago Bajkal, e quindi la città di Sretensk, lungo il confine con la Manciuria. Nel 1904 venne costruito il tratto che aggira il lago Bajkal a meridione: con quell’opera la ferrovia transiberiana poteva considerarsi conclusa, grazie al tratto della ferrovia cinese orientale.

A cambiare le carte in tavola fu però lo scoppiare della guerra tra Russia e Giappone, che portò tra le altre cose la Cina a ritirare il permesso di usufruire del proprio tratto di ferrovia; lo Zar Nicola II fu quindi costretto a dare il via alla costruzione di un nuovo tratto di ferrovia, costruito tra il 1907 e il 1917, per collegare i due tronconi. Il risultato fu una ferrovia completamente russa, più lunga, però, di circa 550 chilometri rispetto al tragitto inizialmente progettato.

I costi e la manodopera

La costruzione della transiberiana è avvenuta nella maggior parte dei casi in condizioni ambientali e climatiche difficili o persino estreme. Si parla infatti di territori quasi del tutto disabitati, attraverso fiumi, laghi, paludi e permafrost: trovare la manodopera fu probabilmente il più importante problema. Da una parte c’era la difficoltà di attirare dei lavoratori qualificati, dall’altra c’era quella di trovare un numero alto di manovali. La ricerca di lavoratori esperti avvenne anche fuori dall’impero – è noto per esempio che lavorò alla transiberiana anche un gruppo di operai friulani, specializzati nell’edificazione di massicciate e di ponti – mentre il grosso della forza lavoro fu costituito da soldati esiliati e da prigionieri, nonché da un costante afflusso di contadini provenienti dalla Siberia come dalla Russia europea. Nei primi anni di lavoro si calcolarono quasi 10.000 persone impiegate, che divennero circa 85.000 tra il 1884 e il 1889.

I costi economici per la realizzazione della transiberiana furono altissimi: basti pensare che il preventivo preparato dal Comitato per la costruzione della ferrovia siberiana ammontava a 350 milioni di rubli in oro. Va peraltro sottolineato che, sia per abbattere i tempi che per diminuire le spese, in alcuni casi furono rivisti al ribasso gli standard di costruzione, riducendo per esempio sia gli spessori delle massicciate, sia il numero delle traversine.

La ferrovia transiberiana oggi

La transiberiana attraversa due continenti nonché 87 città, correndo su migliaia di ponti. Il popolamento della Siberia, di fatto, è da ricondurre alla costruzione di questa formidabile via ferrata. Oggi la ferrovia è più lunga dell’originale, andando oltre Vladivostok, fino a Nakhodka, così da estendersi complessivamente per 9.441 chilometri. Rispetto alla costruzione originale, a binario singolo (che richiedeva fino a 30 giorni per passare da est a ovest) oggi si ha una ferrovia in buona parte a doppio binario, nonché elettrificata (i lavori per l’elettrificazione richiesero quasi 40 anni, per essere completati solo nel 2002). Grazie a questi successivi miglioramenti, è ora possibile viaggiare in treno tra Mosca a Vladivostok in 7 giorni.