Ulu Jelai: energia verde per la Malesia

ULU JELAI È UNO DEI CINQUE IMPIANTI IDROELETTRICI CHE TRAINANO LO SVILUPPO MALESE

Ulu Jelai

Tra le colline di una foresta tropicale, Salini Impregilo sta costruendo una diga che contribuirà a rispondere alla domanda energetica della Malesia. La diga, conosciuta con il nome di Ulu Jelai, è uno dei due impianti idroelettrici realizzati mentre la Malesia si è posta l’ambizioso obiettivo di diventare entro il 2020 un Paese ad alto reddito.
L’elettricità prodotta da Ulu Jelai contribuirà a rispondere alla domanda di energia nelle ore di picco del giorno in una nazione che ha subito una notevole trasformazione nel giro di pochi decenni. Ulu Jelai e gli altri impianti, dei quali uno in fase di sviluppo e tre in fase di pianificazione e due diligence, renderanno anche la rete elettrica più stabile e meno soggetta alle forti oscillazioni del flusso energetico.

Da un grande produttore di materie prime come la latta e la gomma, la Malesia è divenuta un Paese moderno, con un’economia diversificata, forte nelle esportazioni di olio di palma, elettrodomestici, componentistica elettronica e altri prodotti dell’industria manifatturiera. Per supportare questa trasformazione economica è ovviamente necessaria una maggiore capacità nella produzione di energia.

I cinque impianti sono stati commissionati dalla Tenaga Nasional Berhad (TNB), la più grande utility energetica del Paese, che, da qui al 2020, aumenterà la sua produzione totale da fonti rinnovabili – principalmente idriche – da 1.900 MW a oltre 3.000 MW.

Uno dei primi benefici di questo investimento nell’energia proveniente da fonti rinnovabili è la riduzione dell’inquinamento dell’aria. Secondo un report delle Nazioni Unite, Ulu Jelai, ad esempio, ridurrà le sue emissioni annuali in misura di 250.387 tonnellate di diossido di carbonio sostituendo, nei periodi di picco, i tradizionali generatori di energia che lavorano con il carbone e con altri carburanti fossili.
Questo processo di modernizzazione che ha coinvolto molti settori produttivi del Paese ha contribuito a far diventare la Malesia la terza maggiore economia del Sud-Est asiatico. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che il Pil crescerà nel 2015 del 4,7% e del 4,5 nel 2016 – più velocemente di Tailandia e Filippine, i due Paesi vicini. Anche la Banca Mondiale ha riconosciuto i passi in avanti compiuti dalla Malesia, annunciando che il Paese è ormai vicino a sradicare la povertà.

Forte di questi risultati, la Malesia punta da qui al 2020 a passare da Paese a medio reddito a Paese ad alto reddito.
La Banca Mondiale classifica un Paese nella categoria “medio reddito” (middle-income) quando ha un prodotto nazionale lordo pro-capite che varia tra i 1.000 e i 12.500 dollari. Al contrario, in un Paese “alto reddito” (high-income) lo stesso dato è superiore ai 12.500 dollari.

Ulu Jelai
 

Posizionata a 200 chilometri a Nord della capitale Kuala Lumpur, Ulu Jelai si trova nello stato di Pahang, il più grande produttore di tè e di fiori del Paese. Costruire una diga in quest’area è una vera sfida perché i lavoratori sono chiamati a scavare nella terra sotto acquazzoni tropicali praticamente quotidiani. Per evitare frane, è stato necessario assicurare il terreno circostante ai lavori con calcestruzzo spruzzato, chiodi al suolo e bulloni di ancoraggio.
L’intero complesso di Ulu Jelai, valutato una cifra vicina ai 600 milioni di dollari, è progettato per far contenere la diga all’interno della piccola valle del Bertam River.
L’invaso, che avrà una superficie di 950.000 metri quadrati, sarà posizionato subito al di sopra della centrale elettrica dove si troveranno le turbine. In questo modo la velocità con la quale l’acqua scenderà verso le turbine sarà ancora maggiore, migliorando l’efficienza dell’impianto nella generazione di elettricità.
Un report delle Nazioni Unite calcola che Ulu Jelai avrà un Rated Net Head (la differenza tra la quota dell’invaso e la quota del fiume a cui l’acqua viene rilasciata) di circa 360 metri, rendendo l’impianto il più efficiente del Paese.
«Il grande salto – si legge nel report – contribuisce ad aumentare la potenzialità generativa dell’impianto, garantendo un grande potenziale energetico con un invaso di piccole dimensioni». L’affermazione si riferisce alla differenza di altezza che c’è tra l’acqua presente nell’invaso e quella che lascia la diga dopo essere passata attraverso la centrale elettrica.

Oltre a questo, il complesso di Ulu Jelai sarà anche dotato di due tunnel che portano l’acqua all’invaso dai fiumi vicini, il Lemoi e il Telom. Il primo sarà lungo 7,5 chilometri, mentre il secondo 8,5.

Ma un’altra caratteristica che distingue Ulu Jelai rispetto a molti altri progetti è il modo in cui l’impianto è stato costruito. Salini Impregilo e il consorzio di cui il Gruppo è partner stanno utilizzando per la sua costruzione il calcestruzzo rullato compattato (roller-compacted concrete - RCC)  – un metodo relativamente moderno nel mondo dell’ingegneria. In sostanza, attraverso l’uso di equipaggiamenti per il movimento terra, viene costruito il muro della diga con un sottile strato di cemento alla volta. E questo rende la costruzione più veloce e più economica.
Nell’intero progetto Salini Impregilo e i suoi partner hanno usato circa 750.000 metri cubi di cemento. Ulu Jelai è un unicum in Malesia, perché le altre dighe costruite in calcestruzzo rullato compattato hanno solo il compito di conservare l’acqua, ma non di produrre energia.
La diga è alta 85 metri con una lunghezza in cresta di 512,5 metri. La centrale elettrica sarà invece dotata di due turbine Francis che garantiranno una capacità combinata di produzione energetica pari a 382 MW. Di conseguenza, la produzione annuale raggiungerà i 326 GWh all’anno.
Iniziata nel 2011, l’opera è oggi al 90% e per la sua realizzazione sono stati occupati, direttamente e indirettamente, 3.500 lavoratori.

LA MALESIA PUNTA A DIVENTARE UN PAESE AD ALTO REDDITO ENTRO IL 2020

IL PAESE È OGGI LA TERZA PIÙ GRANDE ECONOMIA DEL SUD-EST ASIATICO

ULU JELAI È UNO DEGLI IMPIANTI IDROELETTRICI COSTRUITI NEL PAESE

ULU JELAI CONTRIBUIRÀ OGNI ANNO ALLA RIDUZIONE DI 250.387 TONNELLATE DI CO2 EMESSE