Un tunnel per pulire le acque di Washington D.C

LA CITTÀ STA COSTRUENDO UN SISTEMA DI TUNNEL PER GESTIRE LE ACQUE REFLUE E GLI ALLAGAMENTI

Washington Aerial View

Dopo aver scavato per un anno e un giorno un tunnel nell’argilla sotto la superficie di Washington D.C., una TBM (tunnel-boring machine) di nome Nannie ha raggiunto finalmente la sua destinazione, portando a termine un grande progetto che migliorerà la qualità della vita dei cittadini.
La Capitale degli Stati Uniti sta spendendo miliardi di dollari nella costruzione di una rete di tunnel e di altri canali sotterranei con l’obiettivo di evitare che milioni di litri di acque reflue e scarichi fognari finiscano nei suoi corsi d’acqua, una prassi non più sostenibile che mette a rischio l’ambiente e la salute pubblica.
Questo sforzo, conosciuto come Clean Rivers Project, ha richiesto l’aiuto di esperti nel settore, inclusi Salini Impregilo e SA Healy, i cui lavoratori hanno guidato Nannie, il primo novembre scorso, fino a raggiungere il tunnel adiacente a 100 piedi di profondità. L’arrivo della TBM a destinazione è stato accompagnato dall’applauso dei lavoratori, dalle foto di rito, e dai sorrisi soddisfatti di tutti i presenti, orgogliosi per quello che sono stati capaci di fare: lo scavo di un tunnel di 2,5 miglia che passa sotto una ferrovia, un fiume, un’autostrada e una linea della metropolitana.

«È stato veramente esaltante raggiungere questo risultato» ha commentato il construction manager Daniele Nebbia. L’evento ha segnato il completamento della fase di scavo dell’Anacostia River Tunnel, realizzato da una joint-venture costituita da Salini Impregilo, SA Healy (una controllata di Lane Construction, a sua volta parte del Gruppo Salini Impregilo) e Parsons.
Si tratta di uno dei quattro tunnel previsti dall’ambizioso Clean Rivers Project lanciato dalla Water and Sewer Authority (DC Water) del Distretto della Columbia per ridurre la quantità di acqua non trattata e di liquami che scorrono in un ruscello e nei due fiumi della città.
Come altre città, Washington D.C. ha un vecchio sistema fognario che viene spesso intasato per i grandi flussi di acqua dovuti alle tempeste e alle piogge torrenziali. Al fine di evitare l’allagamento delle strade e delle case, diventa necessario deviare questo mix tossico di acque non trattate e scarichi fognari – definito trabocco delle acque reflue – nel ruscello Rock Creek e nei fiumi Potomac e Anacostia. Tutto questo mette a rischio la salute pubblica e ha contribuito a far intervenire la DC Water, l’autorità locale di gestione delle acque, per trovare una soluzione.

 

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«La purezza dei sistemi idrici di una città ha un legame diretto con la purezza della città stessa», dichiara in un video sul progetto Mark Kim, chief financial officer di DC Water. «E non c’è nulla di più importante che determinare la qualità della vita e lo stato dell’ambiente».
DC Water è infatti responsabile della gestione delle acque di scarico per una popolazione di 2,1 milioni di persone che vivono nel Distretto della Columbia e nelle aree adiacenti.
Oltre ai tunnel, il Clean Rivers Project prevede un sistema di drop shafts e di strutture alternative necessarie per catturare le acque reflue e deviarle nel Blue Plains Advanced Wastewater Treatment Plant, che si trova nell’area Sud Est della città.
Una volta che il progetto sarà completato nel 2025 per un costo stimato in 2,7 miliardi di dollari, DC Water prevede che il volume delle acque reflue nei fiumi sarà ridotto del 96%. Questo significherebbe ridurre la quantità delle acque scaricate dagli 4,8 miliardi di litri del 2008 a 185 milioni di litri.
«Siamo di fronte al più grande progetto mai lanciato da DC Water», dichiara in un video George Hawkins, l’amministratore delegato dell’autorità. 

La prossima tappa del progetto è prevista nel marzo del 2018, quando DC Water renderà operativi i due tunnel ART e Blue Plains, realizzati dalla TBM Nannie, che deve il suo nome a Nannie Helen Borroughs, un’educatrice e attivista per i diritti civili afro-americana.
Tutte le acque reflue che vengono raccolte dentro i due tunnel finiscono nell’impianto di trattamento. 
Il solo tunnel ART può raccogliere durante le grandi piogge anche 140 milioni di litri e liquami; ha un diametro di 23 piedi e si estende dal Robert F. Kennedy Stadium, nell’area Sud Est della città, al Poplar Point Pumping Station sull’altra sponda dell’Anacostia, nell’area Sud Ovest, dove si incontra con il Blue Plains Tunnel.
Il prossimo anno, quando sarà interamente completato, il tunnel ART sarà dotato di tre pozzi e due camere di deviazione. L’intero progetto, invece, una volta terminato, costerà 250 milioni di dollari (pari a 230 milioni di euro).

TERMINATI GLI SCAVI DELL’ANACOSTIA RIVER TUNNEL PER GESTIRE LE ACQUE SPORCHE DI WASHINGTON D.C.

L’ANACOSTIA RIVER TUNNEL (ART) FARÀ PARTE DI UNA RETE SOTTERRANEA DESTINATA ALLE ACQUE PIOVANE, ALLE ACQUE REFLUE E AL LORO TRATTAMENTO

IL CLEAN RIVERS PROJECT CITTADINO HA L’OBIETTIVO DI RIDURRE L’IMPATTO TOSSICO DELLE ACQUE DI SCARTO NEI FIUMI VICINI

LA SALUTE DELLA CITTÀ È LEGATA ALLA SALUTE DEI SUOI FIUMI