Oltre mille miliardi per le città americane

I progetti di sviluppo infrastrutturale avviati dalle città americane

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Mentre cresce l’attesa per la risposta che darà il Congresso Usa alla richiesta del Presidente Donald Trump di stanziare 1,5 trilioni di dollari sulle infrastrutture, la rinascita in America è già iniziata. Ed è partita dalle città. Siano esse grandi metropoli o centri urbani di piccole dimensioni, le città statunitensi registrano tutte una profonda tensione alla riqualificazione che si sta traducendo in progetti concreti e in investimenti consistenti. Il sito Statista, uno dei più prestigiosi al mondo nella raccolta e analisi dei dati, segnala che tra il 2016 e il 2050 le città statunitensi investiranno 1.300 miliardi di dollari proprio nelle infrastrutture. La quota maggiore (506 miliardi) sarà destinata ai trasporti, il resto ripartito tra la gestione dei rifiuti, la pianificazione urbana, l’edilizia, l’approvvigionamento energetico.
Per raccontare questo fenomeno “We Build Value” inizia da oggi un viaggio itinerante a puntate nelle città americane che stanno vivendo con maggiore fermento il rilancio infrastrutturale e hanno messo in programma investimenti consistenti che contribuiranno, nei prossimi anni, a cambiare il loro volto in chiave ancora più moderna.

La corsa in avanti delle città

I dati di sistema trovano conferma nelle storie, casi pratici e numerosi che raccontano molto della vitalità che le città americane stanno dimostrando in questo periodo. Nel maggio scorso, ad esempio, i cittadini di San Antonio hanno votato l’emissione del bond più grande nella storia della città: 850 milioni di dollari, che saranno raccolti sul mercato per essere investiti su 65 progetti destinati all’ammodernamento e alla nuova realizzazione di strade, ponti, sistemi di gestione delle acque reflue. A Denver nel novembre scorso è stato annunciato un piano di investimenti infrastrutturali da 937 milioni di dollari, mentre Dallas si prepara a investire nel rifacimento di ponti, strade e nell’ammodernamento del trasporto urbano oltre 1 miliardo di dollari.

Lo sguardo degli investitori mondiali

Uno dei settori dove si riflette positivamente questa vitalità infrastrutturale è sicuramente quello del real estate. L’edilizia – come conferma la prassi-simbolo di New York City, città che cambia volto dal giorno alla notte – rimane, nonostante la crisi del 2008, un’industria molto forte, capace di attirare l’attenzione degli investitori stranieri.
Secondo l’analisi pubblicata nei primi giorni del 2018 dall’Association of Foreign Investors in Real Estate (AFIRE), gli Stati Uniti si confermano il primo Paese al mondo per investimenti stranieri nel real estate, seguito da Germania, Canada, Regno Unito e Australia. Guardando invece alle città americane, Los Angeles è la prima città negli Usa per valore di investimenti nel settore, seguita da New York City, Seattle, Washington D.C. e San Francisco.

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Le piccole città chiedono spazio

Ma lo sviluppo infrastrutturale passa anche per le città di piccole e medie dimensioni, quelle che vanno dai 500.000 ai 3 milioni di abitanti. Sono queste, secondo quanto registrato negli ultimi mesi del 2017, le città che registrano la maggiore vitalità in termini di nuovi progetti , anche per seguire l’evoluzione demografica che le accompagna. Dal punto di vista anagrafico, infatti, una città come Austin (certifica il 2017 Knight Frank Wealth Report) registra 150 nuovi abitanti al giorno; e 100 sono i nuovi residenti registrati giornalmente a Charlotte.

Cambiamenti demografici, aumento consistente dei posti di lavoro, costi di vita competitivi contribuiscono a rendere queste attrattive per la popolazione e di conseguenza continuamente bisognose di nuove opere infrastrutturali e, allo stesso tempo, più attrattive per gli investitori. Un dato, questo, che è stato certificato dal 39° Rapporto annuale “Emerging Trends in Real Estate” – pubblicato dall’Urban Land Institute e da PricewaterhouseCoopers – , che indica che nel 2018 le città statunitensi più attrattive saranno Seattle, Austin, Salt Lake City, Raleigh e Dallas. Nelle prime dieci posizioni le uniche rappresentanti delle big cities saranno Los Angeles e Boston.

Un viaggio nelle città americane

Il rinnovamento infrastrutturale delle città americane è un fenomeno diffuso e traversale. Da Nord a Sud, da Est a Ovest, i centri urbani del Paese hanno lanciato importanti progetti di recupero per rispondere ai cambiamenti demografici, ma anche al bisogno di innovazione tecnologica. Il modello delle smart cities, città intelligenti dotate di servizi pubblici interconnessi, sta diventando sempre piu il modello vincente sia per piccole citta che per grandi città come Los Angeles, sempre alla ricerca degli strumenti migliori migliorare la qualità di vita dei cittadini e favorire lo sviluppo economico e sociale delle comunità.
Nelle prossime puntate “We Build Value” pubblicherà alcuni reportage per viaggiare all’interno delle città americane che stanno vivendo con maggiore fermento il rilancio infrastrutturale: Los Angeles, Dallas, Miami, Atlanta, San Francisco, Chicago, Boston.

ENTRO IL 2050 LE CITTÀ AMERICANE INVESTIRANNO 1.300 MILIARDI DI DOLLARI NELLO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE

LA QUOTA MAGGIORE (506 MILIARDI) SARÀ DESTINATA AI TRASPORTI, IL RESTO RIPARTITO TRA LA GESTIONE DEI RIFIUTI, LA PIANIFICAZIONE URBANA, L’EDILIZIA, L’APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO

ALCUNE CITTÀ COME SAN ANTONIO, DENVER E DALLAS, HANNO GIÀ LANCIATO PROGETTI MILIARDARI DI SVILUPPO INFRASTRUTTURALE, ALCUNI SOSTENUTI DAI CITTADINI ATTRAVERSO L’ACQUISTO DI BOND

GLI STATI UNITI SI CONFERMANO IL PRIMO PAESE AL MONDO PER INVESTIMENTI STRANIERI NEL REAL ESTATE

NON SOLO GRANDI CONGLOMERATI COME LOS ANGELES MA ANCHE PICCOLE CITTÀ SONO AL CENTRO DI QUESTO PROCESSO DI TRASFORMAZIONE URBANISTICA