Da Pittsburgh a Washington: nuovi tunnel contro piogge e acque reflue nei fiumi

La contea di Allegheny, in Pennsylvania, di cui Pittsburgh è il principale centro urbano, ha affidato i lavori per il primo di tre tunnel sotterranei destinati a intercettare e convogliare verso un impianto di depurazione le acque piovane e i reflui fognari che, durante le piogge intense, finiscono direttamente nei fiumi. Una volta completata l’intera rete, il sistema consentirà di ridurre del 70% gli sfioramenti annuali, pari a circa 26,5 miliardi di litri di acque miste non trattate.

Per restituire ai propri fiumi acque più pulite, la contea di Allegheny in Pennsylvania ha deciso di guardare sotto i propri piedi.

La contea che comprende Pittsburgh sta infatti ampliando la propria rete di gallerie sotterranee con un obiettivo preciso: intercettare una quantità sempre maggiore di acque piovane e acque reflue fognarie che, durante gli eventi meteorologici più intensi, finiscono direttamente nei fiumi e nei torrenti della regione senza alcun trattamento.

Con l’estensione del sistema di tunnel sarà possibile convogliare una quota molto più elevata di queste acque verso gli impianti di depurazione, evitando che raggiungano direttamente corsi d’acqua come i fiumi Allegheny e Monongahela.

Se Pittsburgh continua ancora oggi a fare i conti con le eredità dell’epoca industriale, tra metalli pesanti e altri contaminanti presenti nell’ambiente, deve anche affrontare un problema altrettanto urgente: il rischio sanitario legato agli scarichi fognari non trattati che, durante le forti precipitazioni, vengono riversati nei corsi d’acqua.

Piogge, contaminazioni da batteri, inquinamento delle acque: l’allarme per gli sport acquatici

Ogni volta, dopo le forti piogge, l’enorme quantità di acqua piovana che si mescola alle acque reflue della rete fognaria – fenomeno noto come Combined Sewer Overflow (CSO) – può costringere le autorità locali a sconsigliare attività come il nuoto, il kayak e il canottaggio per il rischio di contaminazione da batteri.

L’ultima edizione dell’Integrated Water Quality Monitoring and Assessment Report, pubblicato dal Dipartimento per la Protezione Ambientale della Pennsylvania, indica infatti gli sfioratori fognari tra le principali cause del deterioramento della qualità dell’acqua dei bacini dell’Allegheny e del Monongahela, a causa della diffusione di agenti patogeni come l’Escherichia coli.

È proprio questa situazione ad aver spinto l’Allegheny County Sanitary Authority (ALCOSAN), l’ente pubblico responsabile del sistema fognario dell’area metropolitana, ad avviare uno dei più importanti programmi infrastrutturali degli ultimi anni, una scelta ancora più significativa se si considera che Pittsburgh, dove vive circa un quarto della popolazione della contea, sorge nel punto in cui convergono tre grandi corsi d’acqua: l’Allegheny, il Monongahela e l’Ohio.

Migliorare le fognature: un investimento per la salute pubblica

Attraverso il Clean Water Plan, ALCOSAN realizzerà circa 25,7 chilometri di nuovi tunnel sotterranei con l’obiettivo di ridurre del 70% il volume annuale degli sfioramenti fognari. Questo significa evitare che ogni anno circa 26,5 miliardi di litri di acque miste non trattate raggiungano direttamente l’ambiente.

Il programma produrrà anche importanti benefici economici. Secondo le stime, genererà 2,6 miliardi di dollari di ricadute economiche complessive, attirerà 1,5 miliardi di dollari di nuovi investimenti e contribuirà alla creazione di circa 14.000 posti di lavoro nell’intera contea, che comprende oltre ottanta municipalità, inclusa Pittsburgh.

«Le infrastrutture fognarie – ha spiegato Kimberly Kennedy, responsabile dell’ingegneria e delle costruzioni di ALCOSAN, in un’intervista all’emittente locale affiliata a CBS News – sono opere alle quali raramente si pensa nella vita di tutti i giorni. Eppure rappresentano un elemento fondamentale per la salute della comunità e per la qualità della nostra vita quotidiana».

Costruzione di tunnel: una componente strategica del piano

Il progetto lanciato dalla Allegheny County Sanitary Authority prevede la realizzazione di tre grandi tunnel e delle relative opere accessorie. Il primo, denominato Ohio River Tunnel (ORT), è stato recentemente affidato alla joint venture composta da Lane Construction, società statunitense del Gruppo Webuild, e Brayman Construction.

La nuova galleria si svilupperà per 7,9 chilometri, a una profondità superiore ai 45 metri, mentre contemporaneamente verrà realizzata una nuova Wet Weather Pump Station presso l’attuale impianto di trattamento acque, una stazione di pompaggio che consentirà di gestire gli elevati volumi di acqua e reflui che si accumulano durante gli eventi meteorologici più intensi.

L’Ohio River Tunnel avrà un diametro compreso tra 4,3 e 5,5 metri e sarà dotato di otto pozzi di accesso distribuiti lungo il tracciato. Inoltre sarà collegato agli oltre 8 chilometri di tunnel profondi già esistenti, ampliando così la capacità complessiva dell’intero sistema di raccolta.

«I tunnel – sottolinea ALCOSAN sul proprio sito istituzionale – rappresentano una componente fondamentale del Clean Water Plan, il programma pensato per migliorare e proteggere la qualità delle acque dei fiumi e dei torrenti della regione».

Oltre Pittsburgh: le iniziative analoghe a Washington e Cleveland

L’intervento avviato nella contea di Allegheny non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi anni, numerose città degli Stati Uniti hanno investito in grandi infrastrutture sotterranee per rendere più resilienti i propri sistemi fognari agli eventi meteorologici estremi, come le alluvioni.

A Washington D.C., il Northeast Boundary Tunnel e l’Anacostia River Tunnel, entrambi realizzati da Lane Construction, hanno aumentato significativamente la capacità della storica rete fognaria cittadina di assorbire le acque piovane generate dalle precipitazioni più intense, riducendo gli scarichi non trattati nei corsi d’acqua.

A Cleveland, nello Stato dell’Ohio, il Dugway Storage Tunnel, anch’esso costruito da Lane Construction, contribuisce invece alla tutela del Lago Erie immagazzinando temporaneamente le acque piovane e i reflui fognari fino a quando gli impianti di depurazione delle acque non sono in grado di trattarli. Una soluzione che ha permesso di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale degli sfioramenti e di migliorare la qualità delle acque del lago.