I Pionieri delle Alpi
Nel cuore della montagna, dove la luce è artificiale e il tempo sembra sospeso, nasce una nuova idea di Europa. Non più confine, ma passaggio.
Negli anni Settanta, tra Italia e Francia, il Traforo autostradale del Frejus segna il passaggio da un mondo che si adattava alla natura a uno capace di attraversarla.
Dopo un secolo di traffico ferroviario insufficiente, l’automobile chiede spazio, velocità, continuità. E la montagna risponde.
Quasi 13 chilometri di roccia vengono conquistati da Webuild con una tecnologia allora pionieristica: la perforazione elettroidraulica, per la prima volta applicata a una galleria di questa lunghezza. Un sistema che accelera i tempi e migliora le condizioni di lavoro, affiancato da macchine progettate appositamente per perforare, caricare, consolidare. Intorno, tre pozzi di aerazione rendono possibile ciò che prima non lo era.
Il 5 aprile 1979 cade l’ultimo diaframma. Italia e Francia si incontrano sotto la montagna.
Facts & Figures
Nei primi vent’anni, oltre 20 milioni di veicoli attraverseranno questo corridoio invisibile. Un tunnel alto 4,5 metri, largo 9, lungo 12.895, che non misura solo distanze, ma una nuova idea di connessione.
E forse il dato più straordinario non è nella tecnica, ma negli uomini: all’avanguardia nella sicurezza rispetto agli standard dell’epoca.