Una grande portacontainer punta verso l’ingresso del porto di Genova. A proteggerne la navigazione, lungo il nuovo canale di accesso, ci sarà una barriera che emergerà dal mare. La nuova struttura della grande opera marittima in costruzione al largo del capoluogo della Liguria è appena iniziata.
Il muro correrà lungo l’intero tracciato dell’opera, sopra il solettone che viene progressivamente realizzato seguendo il percorso dei cassoni già posati sul fondale. Questa sovrastruttura, una volta completata, contribuirà a portare la Nuova Diga Foranea di Genova fino a circa 7 metri sopra il livello del mare, rendendo sempre più visibile un’infrastruttura che fino a oggi è cresciuta soprattutto sotto la superficie del mare.
La sua funzione sarà essenziale per la vita quotidiana del porto di Genova. Il muro paraonde è infatti studiato per ridurre gli effetti del moto ondoso e proteggere il canale di accesso e gli specchi acquei portuali, creando condizioni di maggiore sicurezza per la navigazione e contribuendo alla continuità delle attività anche quando le condizioni meteomarine diventano più difficili.
Muro paraonde: una barriera per proteggere la navigazione
Le dimensioni delle grandi portacontainer sono aumentate rapidamente negli ultimi decenni e con esse sono cambiate le esigenze degli scali chiamati ad accoglierle. Spazi di manovra, profondità dei fondali, accessibilità e protezione dal moto delle onde sono diventati elementi decisivi nella competizione tra i grandi porti internazionali.
La Nuova Diga Foranea di Genova nasce per rispondere a questa trasformazione. Una volta completato, infatti, il frangiflutti permetterà al porto di Genova di accogliere le nuove generazioni di navi container, rafforzando la capacità dello scalo di confrontarsi con i principali hub del Mediterraneo.
Il muro paraonde rappresenta quindi molto più della parte superiore della diga: è uno degli elementi che contribuiranno a creare uno spazio portuale maggiormente protetto, nel quale le grandi navi potranno entrare, muoversi, raggiungere moli e banchine e operare in condizioni di maggiore sicurezza.
Proteggere il porto significa anche aumentarne l’affidabilità. Per uno scalo inserito nelle grandi rotte internazionali delle merci, la possibilità di garantire continuità operativa assume infatti un valore strategico. Ogni nave che arriva al porto è parte di una catena logistica che dal mare prosegue verso terra, raggiunge i terminal, la ferrovia e quindi i mercati italiani ed europei. Ed è su questa scala che va letto l’impatto della Nuova Diga Foranea.
Genova guarda alle grandi rotte del Mediterraneo
La nuova infrastruttura ridisegna l’accesso marittimo al porto di Genova con l’obiettivo di adeguarlo all’evoluzione del trasporto marittimo globale. Le nuove generazioni di portacontainer richiedono infatti infrastrutture capaci di accompagnare il gigantismo navale e di garantire condizioni adeguate all’ingresso e alle manovre all’interno degli scali.
Per Genova questo significa rafforzare il proprio ruolo di porta marittima verso il Nord Italia e l’Europa. La posizione geografica dello scalo della Liguria rappresenta da sempre uno dei suoi principali punti di forza: il Mediterraneo davanti e i grandi mercati produttivi europei alle spalle. La sfida infrastrutturale è rendere sempre più efficiente il collegamento fra questi due mondi.
È per questo che l’impatto della diga foranea va oltre il perimetro del porto. La nuova opera marittima è infatti complementare al Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova (anch’esso realizzato da Webuild), l’alta velocità ferroviaria che collegherà Genova a Milano. Da una parte, la diga apre il porto alle grandi navi; dall’altra, il potenziamento ferroviario punta a rendere più efficiente il trasferimento delle merci verso l’interno.
Mare e ferrovia diventano così due parti della stessa infrastruttura logistica: un corridoio che parte dalle rotte internazionali del Mediterraneo, attraversa Genova e prosegue verso i mercati europei.
Nuova Diga Foranea di Genova: una diga costruita a 50 metri di profondità
Per rendere possibile questa trasformazione, il cantiere della Nuova Diga Foranea sta crescendo contemporaneamente sopra e sotto il livello del mare.
Realizzata dal Consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild per conto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, la nuova diga è installata su fondali che raggiungono i 50 metri di profondità, una caratteristica che rende l’intervento una delle più importanti opere marittime oggi in costruzione in Europa.
Il cantiere procede su più fronti. Alle attività sommerse si affianca la costruzione della parte emergente del frangiflutti, mentre prosegue la posa dei grandi cassoni che disegnano progressivamente il tracciato della diga sul mare. E infatti l’avvio dei lavori per il muro paraonde coincide con un altro passaggio dell’avanzamento dell’opera: la posa del trentaduesimo cassone.
Sono proprio i cassoni a segnare la linea sulla quale cresce la nuova infrastruttura. Sopra di essi prende forma la sovrastruttura coronata dal muro paraonde.