Diga Foranea del porto di Genova: l’incredibile fabbrica di calcestruzzo in mezzo al mare

Nel porto di Genova prende forma la nuova Diga Foranea, una delle infrastrutture marittime più complesse d’Europa realizzata dal consorzio PerGenova Breakwater guidato da Webuild.

A renderla possibile non è solo l’ingegneria, ma anche una filiera produttiva innovativa: Heidelberg Materials Italia (la ex Italcementi e Calcestruzzi Spa) produce il calcestruzzo sia a terra, nel cantiere di Vado Ligure, sia direttamente in mare grazie a una chiatta galleggiante unica nel suo genere. Un sistema continuo, attivo senza interruzioni, che alimenta la costruzione dei grandi cassoni destinati a ridisegnare il porto e il futuro dei traffici marittimi nel Mediterraneo.

La nuova Diga Foranea di Genova nasce da veri e propri “colossi” chiamati i cassoni. Sono strutture prefabbricate alte oltre trenta metri e lunghe fino a 67 metri. Veri e propri edifici galleggianti che vengono costruiti, trasportati, affondati e infine posizionati sul fondale marino a comporre un argine che supererà la lunghezza di 6 chilometri.

Per realizzare questi cassoni serve una materia prima fondamentale: il calcestruzzo. Ma non uno qualunque.

Quello realizzato e utilizzato nel porto di Genova nasce da una miscela speciale, studiata in laboratorio e realizzata con le tecnologie più innovative proprio per resistere a condizioni estreme, in un ambiente marino che agisce contemporaneamente sul piano fisico e chimico. La forza dei moti ondosi si combina con l’azione dei cloruri e dei solfati, imponendo standard elevatissimi di durabilità e prestazioni nel tempo.

Ecco perché alla costruzione di questa infrastruttura colossale, condotta dal consorzio PerGenova Breakwater guidato da Webuild, prende parte anche la Heidelberg Materials Italia, azienda leader proprio nella produzione di calcestruzzo che ha messo al servizio di questo progetto tutte le sue tecnologie e le competenze più innovative.

Cantiere di Vado Ligure: dentro la fabbrica dei cassoni

La prima fase di questa filiera si svolge a terra, nel cantiere di Vado Ligure (SV), dove avviene la costruzione dei cassoni. Qui Heidelberg Materials Italia ha messo in piedi un apparato produttivo interamente dedicato alla diga, dove ogni fase delle lavorazioni è scandita da controlli di qualità continui e da un dialogo costante tra produzione, tecnologia e direzione lavori.

Il calcestruzzo viene verificato in ogni passaggio, a partire dalla qualità delle materie prime fino alla consistenza del prodotto finale. Le condizioni ambientali influenzano direttamente le scelte operative, e per questo la miscela viene adattata in funzione della temperatura, dell’umidità degli aggregati e delle esigenze specifiche del cantiere.

È da qui che nasce il cuore dei cassoni, il materiale che permetterà loro di affrontare il mare.

Una volta completati, i cassoni vengono ispezionati, approvati e trasportati via mare fino a Genova. Immaginatevi un cassone in calcestruzzo alto 33 metri e lungo 67 che galleggia e viene trasportato via mare! Qui inizia la fase più delicata, quella del posizionamento. Ogni elemento viene calato e affondato con precisione sul fondale marino, andando a comporre progressivamente la struttura della diga.

È un’operazione che richiede un coordinamento perfetto tra progettazione, logistica e condizioni meteo-marine, in un contesto in cui ogni variazione può incidere sul risultato finale. In questo passaggio emerge tutta la complessità della diga foranea, che richiede di lavorare costantemente su equilibri dinamici, oltre che adattarsi e gestire variabili che cambiano di ora in ora.

Porto di Genova: l’impianto del calcestruzzo nel Mediterraneo

Mentre a Vado Ligure l’attività non conosce sosta, nel porto di Genova il processo di produzione del calcestruzzo compie un salto ulteriore. Per questa opera, è stata sviluppata una soluzione innovativa, unica nel suo genere. Si tratta di un doppio impianto di produzione su una chiatta galleggiante. Di giorno produce in mare aperto e la sera viene “parcheggiato” nel Porto di Genova dove vengono ricaricate le materie prime necessarie alla produzione del calcestruzzo.

Si tratta di una vera “fabbric”a offshore, a 800 metri dalla costa, capace di produrre e pompare direttamente il materiale per realizzare le coperture dei cassoni, i coperchi. In questo contesto il lavoro cambia radicalmente. Non esistono più superfici stabili, ma un ambiente marino in continuo movimento, dove anche le operazioni più semplici devono confrontarsi con l’azione delle onde.

Durante il pompaggio, la consistenza del calcestruzzo viene controllata in tempo reale, mentre la chiatta oscilla sotto l’effetto del mare e del vento. È un equilibrio delicato tra tecnologia e ambiente marino, che richiede precisione, esperienza, attenzione alla sicurezza e capacità di adattamento.

Diga Foranea di Genova: un sistema che non si ferma mai

La produzione di calcestruzzo non conosce pause. Gli impianti lavorano senza interruzioni, sette giorni su sette, un ritmo necessario per garantire i volumi richiesti dal cantiere.

Dietro questa continuità c’è un’organizzazione complessa, costruita su una filiera integrata che parte dalle materie prime e arriva fino al getto finale. Gli impianti tra Vado Ligure e Genova sono dedicati esclusivamente all’infrastruttura, mentre decine di persone lavorano ogni giorno per garantire qualità, sicurezza e precisione.

È una macchina produttiva che mette insieme capacità industriale, conoscenza del prodotto e conoscenza ingegneristica, messa in piedi per portare a termine la costruzione della nuova diga di Genova, un’opera complessa che cambierà profondamente la logistica portuale, la città e la regione intera.

La nuova diga foranea avrà infatti un bacino di evoluzione interno di 800 metri e un nuovo canale di accesso al porto largo 300 metri. Questo permetterà l’arrivo a Genova anche delle grandi navi, trasformando il più grande dei porti italiani in un vero e proprio hub internazionale per i traffici marittimi.