Nel sottosuolo di Parigi sta per cominciare un nuovo viaggio, e questa volta la protagonista porta un nome italiano: Roberta. Roberta è infatti il nome scelto per la Tunnel Boring Machine (TBM) che scaverà una parte dei tunnel della Linea 15 Ovest del Grand Paris Express, la rete metropolitana lunga 200 chilometri che trasformerà profondamente la metropoli francese e le sue regioni limitrofe.
A dare il nome alla talpa meccanica (selezionato al termine di una votazione alla quale hanno partecipato tutte le donne delle imprese impegnate nel progetto) è Roberta Arrigoni, architetto di Webuild che dal 2020 coordina gli studi di architettura e ingegneria per la progettazione e la costruzione di uno dei lotti della linea.
Quando le hanno comunicato che quella gigantesca macchina avrebbe portato il suo nome, la prima reazione è stata di incredulità. «Sono rimasta sconvolta, perché non avrei mai pensato a una cosa simile – racconta. – Per me è davvero un grande onore».
Ma dietro la scelta c’è una tradizione antica, che accompagna da generazioni chi costruisce gallerie. Ed è qui che comincia la storia di Roberta, la nuova TBM del Grand Paris Express.
Perché le Tunnel Boring Machine hanno nomi di donna
Prima di scendere sottoterra, le grandi talpe meccaniche vengono battezzate. È una tradizione che attraversa la storia delle gallerie e che affonda le sue radici nella devozione per Santa Barbara, protettrice dei minatori, dei vigili del fuoco, dei tunnellisti e di chi lavora nel sottosuolo.
Da qui nasce l’usanza di affidare simbolicamente ogni nuova Tunnel Boring Machine a una madrina e di darle un nome femminile. Una consuetudine che accompagna anche il Grand Paris Express, dove le macchine impegnate a costruire la nuova rete metropolitana sono state battezzate prima di iniziare il loro viaggio nel sottosuolo della città.
Questa volta, però, la scelta ha qualcosa di particolare. Il nome non appartiene a una personalità legata al territorio, ma a una delle persone che ogni giorno lavorano alla costruzione dell’opera.
«In primavera – racconta Arrigoni – all’interno del progetto è arrivata una mail con l’invito a partecipare a una votazione per scegliere il nome della futura TBM. I quattro nomi più votati sono stati quindi sottoposti alla Société des Grands Projets, al quale spettava la decisione finale».
La scelta è caduta su Roberta, l’architetto che prima del Grand Paris ha lavorato all’intero ciclo di costruzione di Cityringen, la linea metro ad anello realizzata dal Gruppo Webuild a Copenhagen.
Roberta: da Terni a Parigi, una TBM alla sua seconda vita
Così come la sua madrina, anche la TBM Roberta ha una storia da raccontare. Prima di essere destinata alla Linea 15 Ovest, la macchina ha lavorato su un altro tratto del Grand Paris Express, la Linea 16. Terminata quella missione, è stata smontata e portata in Italia, dove Webuild l’ha sottoposta a un intervento di rigenerazione negli stabilimenti di Terni per prepararla alla nuova sfida.
Dall’Umbria è quindi iniziato un nuovo viaggio verso la Francia. I grandi componenti della macchina sono stati trasportati attraverso una complessa catena logistica multimodale per oltre 2.200 chilometri, fino a raggiungere il cantiere di Gennevilliers.
Un viaggio prima via mare e poi lungo la Senna nel cuore di Parigi, che l’ha condotta all’inizio di un nuovo viaggio. Il suo percorso sarà infatti diviso in due fasi.
Dal pozzo Les Cabœufs, a Gennevilliers (dove è in costruzione una delle quattro stazioni previste dal lotto), avanzerà prima in direzione di Saint-Denis – Pleyel e poi, una volta completata la prima tratta, tornerà al punto di partenza per affrontare il secondo e più lungo viaggio verso Courbevoie, a sud della tratta. In totale, sarà impiegata per uno scavo di circa sette chilometri di galleria sotto una delle aree urbane più densamente costruite d’Europa.
Linea 15: lo scavo di una grande tangenziale intorno a Parigi
Per capire dove sta andando Roberta bisogna allargare lo sguardo. La Linea 15 è uno degli assi fondamentali del Grand Paris Express ed è destinata a diventare la linea metropolitana più lunga di Francia: circa 75 chilometri di tracciato e 36 stazioni, costruiti intorno a Parigi come una grande tangenziale.
La sua funzione è semplice quanto radicale: permettere di spostarsi tra i territori che circondano la capitale senza essere costretti ad attraversarne ogni volta il centro.
È una delle idee alla base dell’intero Grand Paris Express: non soltanto aggiungere chilometri alla rete esistente, ma cambiare la geografia degli spostamenti di una delle più grandi aree metropolitane europee.
Webuild, in joint venture con NGE, è impegnata nel Lotto 2 della Linea 15 Ovest, che comprende circa sette chilometri di tunnel, quattro stazioni sotterranee e sei opere funzionali.
Le stazioni rappresentano una parte essenziale dell’intervento. Non semplici punti di accesso alla metro, ma nuovi luoghi urbani inseriti in quartieri già densamente abitati, dove architettura, ingegneria e mobilità devono convivere con la città esistente.
Webuild nel cuore del Grand Paris Express: Linea 14 e Linea 16
La Linea 15 è il terzo grande progetto che vede Webuild impegnata nella costruzione del Grand Paris Express. Il Gruppo ha già partecipato alla realizzazione della Linea 14 Sud, l’estensione della metropolitana verso l’aeroporto di Orly, e alla Linea 16, dove sono stati realizzati 11 chilometri di tunnel, quattro stazioni e opere connesse nella parte nord-orientale della metropoli.
Adesso il lavoro prosegue sulla Linea 15 Ovest, un nuovo tassello di un progetto che, nelle sue dimensioni complessive, racconta la portata della trasformazione in corso: circa 200 chilometri di nuove linee e 68 nuove stazioni, quasi interamente realizzati nel sottosuolo.
Una rete pensata per collegare direttamente i territori intorno alla capitale, velocizzare gli spostamenti e ridisegnare il rapporto tra Parigi e la sua periferia.