Ha navigato per centinaia di chilometri nel mare e lungo la Senna fino a raggiungere Parigi. A compiere il viaggio, questa volta, non è stato un gruppo di turisti ma una talpa meccanica da 2.000 tonnellate e quasi 10 metri di diametro. Una Tunnel Boring Machine (TBM) utilizzata per scavare i tunnel delle metropolitane che è partita dall’Italia con destinazione il Lotto 2 della Linea 15 Ovest del Grand Paris Express.
Nel complesso 2.200 chilometri di tragitto per i dodici componenti più pesanti della macchina, tra cui una testa fresante da 170 tonnellate e il gruppo di azionamento principale da 130 tonnellate, che hanno lasciato l’Italia dal porto di Civitavecchia per proseguire prima via mare e poi lungo le vie fluviali francesi fino al porto di Gennevilliers, alle porte di Parigi. Da qui la TBM è destinata al cantiere dell’opera di servizio Les Caboeufs, punto di partenza dei 7 chilometri di tunnel che collegheranno Saint-Ouen a Courbevoie.
La scelta di far viaggiare i componenti sull’acqua, evitando l’attraversamento delle Alpi, anticipa una delle caratteristiche del progetto: usare la logistica fluviale per ridurre il traffico stradale generato da uno dei più grandi cantieri infrastrutturali d’Europa.
Quando la TBM inizierà a scavare, infatti, anche gran parte delle terre estratte seguirà la stessa strada, viaggiando lungo la Senna invece che sulle autostrade dell’Île-de-France.
È l’ultima tappa di una macchina che Parigi conosce già. Prima di tornare sottoterra, la TBM ha attraversato due volte l’Europa, è stata smontata e rigenerata in Italia e oggi si prepara a contribuire ancora una volta alla costruzione del Grand Paris Express, il grande progetto che sta ridisegnando la mobilità della capitale francese e della sua area metropolitana.
Da Terni alla Francia: una TBM alla sua seconda vita
La storia della macchina comincia proprio nel sottosuolo parigino. Battezzata “Houda” nel 2020, la TBM ha già scavato 5,8 chilometri della Linea 16 del Grand Paris Express tra Aulnay-sous-Bois e Sevran-Livry.
Terminato quel lavoro, anziché essere dismessa, è stata trasferita negli stabilimenti in Italia dedicati alla rigenerazione di TBM e altre macchine da scavo, dove è stata sottoposta a un completo intervento di rigenerazione. La macchina è stata revisionata e adattata alle caratteristiche geotecniche della nuova tratta, integrando tecnologie per migliorare le prestazioni, ottimizzare le attività di manutenzione e controllare in tempo reale i parametri di funzionamento.
Un’operazione industriale che ha permesso di prolungare la vita di una macchina gigantesca, consentendo una significativa riduzione dei tempi di approvvigionamento rispetto alla realizzazione di una nuova TBM.
Il suo ritorno a Parigi racconta così anche un modello di economia circolare applicato alle grandi infrastrutture, perché le Tunnel Boring Machine sono vere fabbriche mobili: scavano il terreno, lo estraggono e contemporaneamente installano il rivestimento definitivo in conci prefabbricati. Rigenerarle significa recuperare macchine estremamente complesse e prepararle per condizioni geologiche e progetti diversi.
La nuova sfida della Tunnel Boring Machine: sette chilometri di galleria sotto l’Ovest di Parigi
La nuova missione della TBM partirà da Gennevilliers. Dal manufatto di servizio “Les Caboeufs” la macchina affronterà due viaggi distinti: il primo, lungo 1,2 chilometri, verso Saint-Ouen; il secondo, di 5,8 chilometri, procederà nella direzione opposta fino a Courbevoie, dove terminerà la corsa presso il sito Boulevard de la Paix.
Durante lo scavo attraverserà le quattro nuove stazioni di Les Grésillons, Les Agnettes, Bois-Colombes e Bécon-les-Bruyères e passerà due volte sotto la Senna.
In totale saranno scavati circa 500.000 metri cubi di terreno e posati quasi 23.000 conci per costruire il rivestimento del tunnel. Il 79% dei conci sarà realizzato in calcestruzzo fibrorinforzato, una soluzione che permette di dimezzare la quantità di acciaio necessaria alla produzione degli elementi e di migliorarne la resistenza nel lungo periodo.
Anche le terre estratte seguiranno una strategia pensata per ridurre l’impatto del cantiere perché l’80% sarà valorizzato e i materiali verranno movimentati per via fluviale, evitando la circolazione stimata di 64.000 camion sulle strade della regione parigina.
Una scelta che lega il viaggio della Tunnel Boring Machine al funzionamento stesso del cantiere: la Senna diventa una delle infrastrutture logistiche necessarie per costruire quella nuova rete di trasporto che correrà sotto la città.
Linea 15: la metro di Parigi intorno alla città
I sette chilometri affidati alla TBM fanno parte del Lotto 2 della Linea 15 Ovest, progetto da 1,38 miliardi di euro realizzato per la Société des grands projets dal raggruppamento che comprende NGE, Webuild ed Equans France.
La tratta comprende, oltre alla galleria, quattro stazioni e sei opere di servizio e arriverà a impiegare circa 1.200 persone nel momento di massima attività.
Ma per comprendere la portata dell’intervento bisogna allargare lo sguardo alla Linea 15 nel suo complesso. Con 75 chilometri e 36 stazioni, la nuova metro di Parigi sarà la linea metropolitana più lunga di Francia. Attraverserà 45 comuni e quattro dipartimenti dell’Île-de-France formando una sorta di tangenziale ferroviaria intorno a Parigi.
È uno dei principi alla base del Grand Paris Express: permettere di spostarsi tra i grandi poli dell’area metropolitana senza dover necessariamente attraversare la capitale, una rete che cambia la tradizionale struttura radiale dei trasporti parigini e crea nuovi collegamenti tra periferie, quartieri residenziali, centri economici e nodi ferroviari.
Sulla Linea 15, il 95% delle stazioni sarà infatti connesso con il sistema di trasporto esistente, dal RER al Transilien, dalla metropolitana ai tram e agli autobus. Il Lotto 2 Ovest interesserà un territorio abitato da circa 800.000 persone e potrà servire fino a 240.000 passeggeri al giorno.
Il cambiamento si misura anche nei tempi di viaggio. Tra La Défense, uno dei più grandi distretti finanziari d’Europa, e Saint-Denis Pleyel, nuovo grande nodo della mobilità a nord di Parigi, il tragitto passerà dagli oltre 46 minuti attuali a 19 minuti.
Il Grand Paris Express ridisegna la metropoli
La Linea 15 è a sua volta parte di un progetto molto più grande. Il Grand Paris Express nasce per costruire una nuova rete metropolitana intorno alla capitale e accompagnare la trasformazione urbana dell’Île-de-France, mettendo in relazione territori che fino a oggi dipendono in larga misura dai collegamenti attraverso il centro di Parigi.
Per questo le nuove stazioni non sono pensate soltanto come punti di accesso alla metropolitana, ma diventano nodi intorno ai quali ridisegnare pezzi di città, creare interconnessioni e accompagnare la rigenerazione dei quartieri.
Bécon-les-Bruyères, ad esempio, sorgerà all’incontro tra Courbevoie, Asnières-sur-Seine e Bois-Colombes, in un’area industriale in trasformazione, e sarà collegata alla Linea L del Transilien. Bois-Colombes sarà realizzata nel cuore di un tessuto urbano denso e connessa alla Linea J. Les Agnettes nascerà tra Gennevilliers e Asnières-sur-Seine, con un collegamento alla Linea 13 della metropolitana.
Sono stazioni che diventano parte della trasformazione urbana dei territori attraversati, oltre che porte di accesso alla nuova rete.
La dimensione dell’opera è dunque insieme infrastrutturale e urbana. Il Grand Paris Express non costruisce soltanto gallerie, ma cambia la mappa delle distanze all’interno di una metropoli di milioni di abitanti, creando nuove centralità e rendendo più accessibili aree che fino a oggi sono rimaste ai margini dei grandi assi del trasporto pubblico.
Da Orly alla Linea 16, i cantieri Webuild nel Grand Paris Express
Per Webuild, il nuovo cantiere della Linea 15 Ovest rappresenta la prosecuzione di un percorso iniziato da anni nel sottosuolo della capitale francese.
Il Gruppo, insieme a NGE, ha già lavorato al Lotto 4 dell’estensione verso Sud della Linea 14, che ha portato la metro di Parigi fino all’aeroporto di Orly, e al Lotto 2 della Linea 16, realizzato nella periferia nord-orientale della città. Proprio sulla Linea 16 aveva lavorato la talpa meccanica Houda, la stessa che oggi torna a Parigi dopo la rigenerazione italiana.
La Linea 16 è pensata per migliorare la mobilità di 16 comuni della periferia nord-orientale e contribuire a togliere dalle strade 154.000 veicoli al giorno evitando 52.000 tonnellate di emissioni di CO₂ ogni anno. Con il Lotto 2 della Linea 15 Ovest, Webuild torna adesso a lavorare su un’altra tessera fondamentale del Grand Paris Express.