Il Triangolo dei Conci
In perfetta sinergia tra uomo e macchina la grande talpa meccanica avanza nel cuore della montagna, lasciando passo dopo passo, pezzo dopo pezzo, un’intelaiatura di rivestimento in calcestruzzo. Sono i conci che trasformano uno scavo in una galleria ferroviaria ad alta precisione. Il progetto di raddoppio e velocizzazione della direttrice Palermo–Catania–Messina trova la sua massima espressione ingegneristica proprio in questo circuito invisibile: da un lato la fatica millimetrica dell’uomo che all’interno della TBM guida lo scudo d’acciaio; dall’altro la nascita di una vera e propria filiera industriale integrata sul territorio. I conci posati nel sottosuolo nascono all’interno di fabbriche automatizzate sorte direttamente in Sicilia, capaci di convertire le terre e le rocce estratte dallo scavo in elementi strutturali ad altissima resistenza. Ogni anello posato è un passo in avanti per cucire i tre vertici del triangolo Palermo-Catania-Messina, abbattendo i tempi di percorrenza e inserendo la rete siciliana, storicamente legata al binario unico, nei grandi corridoi della mobilità sostenibile europea.
Facts & Figures
La svolta dell’isola: oggi in Sicilia, su 1.370 km di ferrovie esistenti, ben 1.146 sono a binario unico. Con circa 200 chilometri di nuova infrastruttura i tempi di percorrenza si ridurranno da tre a due ore per la tratta Palermo–Catania e da 75 a 45 minuti per la Catania-Messina.
I numeri del sottosuolo: oltre 110 chilometri interamente in galleria, con i conci per il rivestimento portante realizzati direttamente in Sicilia all’interno di tre fabbriche dedicate, che riutilizzano i materiali di scavo (sabbia e ghiaia) e producono il quantitativo necessario di conci. Per ogni 100 metri di tunnel ne servono circa 400.
Impatto occupazionale ed economico: l’investimento complessivo è di 12 miliardi di euro. I lotti affidati al Gruppo Webuild generano circa 6.800 posti di lavoro.