Ad Arbedo-Castione, pochi chilometri a Nord di Bellinzona, il futuro della ferrovia svizzera non corre ancora sui binari, ma prende forma tra gru, travi reticolari, strutture in calcestruzzo, travi reticolari e facciate che iniziano a disegnare il profilo di un enorme edificio industriale. Ogni giorno circa 250 persone lavorano qui alla costruzione del Nuovo Stabilimento Industriale Ferroviario (NSIF) delle Ferrovie Federali Svizzere, destinato a diventare uno dei poli più avanzati del Paese per la manutenzione di elettrotreni e locomotive.
Il cantiere dell’edificio industriale è partito nel 2025 e l’entrata in esercizio è prevista ad inizio 2028, ma per capire cosa sta nascendo ad Arbedo-Castione bisogna andare oltre la definizione di “stabilimento”. Il NSIF sarà infatti una fabbrica al servizio della ferrovia, un luogo dove i convogli arriveranno per essere controllati, riparati e rimessi rapidamente in servizio, mentre dietro le quinte dati ed energia rinnovabile contribuiranno a organizzare il lavoro. Sarà un’infrastruttura industriale fondamentale perché, proprio la posizione lungo uno dei grandi assi del traffico ferroviario del Ticino e delle linee Chiasso – Zurigo – Basilea, trasforma Castione in un punto strategico.
Una fabbrica da 850mila metri cubi, un terzo della piramide di Cheope
Le dimensioni raccontano la scala del progetto perché il nuovo complesso avrà un volume complessivo di circa 850mila metri cubi (un terzo della grandiosa piramide di Cheope) e sarà progettato per la manutenzione di un totale di 114 veicoli, e di un centinaio di locomotive. Le coperture dello stabilimento raggiungeranno i 46.400 metri quadrati, di cui 17.400 destinati a tetti verdi, 15.100 metri quadrati di pannelli solari (un’area grande quanto 150 campi da tennis) per una potenza di 3,6 MWp, e 3.000 metri quadrati di aree verdi.
Numeri che aiutano a capire perché quello di Castione non sia semplicemente il trasferimento di un’officina, ma la costruzione di una vera infrastruttura industriale ferroviaria. Il principio è concentrare e ottimizzare le attività di manutenzione di elettrotreni e locomotive, riducendo i tempi necessari agli interventi e aumentando la disponibilità del materiale rotabile, una macchina organizzativa costruita intorno a un obiettivo semplice: fare in modo che i treni trascorrano meno tempo in officina e più tempo sulla rete.
A regime, il nuovo polo creerà in Ticino un bacino di competenze tecniche legate all’industria ferroviaria.
Tecnologie innovative al servizio della mobilità
Una delle parti più interessanti del progetto, però, è quasi invisibile. Mentre l’edificio cresce, una seconda versione del cantiere prende forma nel mondo digitale attraverso una progettazione integrazione con metodologia BIM. Non ci si ferma alla sola terza dimensione del BIM, in questo progetto si va oltre. Tutto il processo di progettazione e di condivisione documentale è digitalizzato e gestito attraverso una piattaforma condivisa tra tutti gli attori facenti parte del progetto.
A Castione un drone effettua voli programmati sopra l’area dei lavori, raccogliendo immagini e informazioni sull’avanzamento dell’opera. I rilievi vengono trasformati in modelli tridimensionali e confrontati con il BIM, consentendo di verificare la corrispondenza tra ciò che è stato progettato e ciò che viene realizzato.
Da qui la digitalizzazione arriva anche alle attività più quotidiane. Dal novembre 2025 CSC Costruzioni ha avviato infatti la trasformazione digitale del giornale dei lavori, lo strumento che registra giorno dopo giorno ciò che accade in cantiere. Le lavorazioni eseguite, le presenze, gli eventi e il corredo fotografico non finiscono più soltanto in documenti separati, ma diventano informazioni strutturate, organizzate per subappaltatore e area operativa. Ad oggi, le registrazioni digitali hanno già superato quota 1.500.
Lo stesso approccio viene applicato ai controlli di qualità, alla sicurezza e alla gestione delle non conformità. I dati raccolti sul campo confluiscono in strumenti di Business Intelligence attraverso i quali il management può seguire l’andamento delle attività e individuare eventuali criticità. Tutte le informazioni raccolte sul campo si trasformano così in uno strumento operativo concreto, fondamentale per guidare le decisioni e ottimizzare la gestione di un’opera complessa.
Il tetto verde della ferrovia
Il tema della sostenibilità e della tutela dell’ambiente è centrale nel progetto e nel futuro dello stabilimento. Il NSIF è stato progettato per essere alimentato da energie rinnovabili, integrando fotovoltaico, tetti verdi e soluzioni per l’efficienza energetica, una scelta coerente con la funzione stessa dell’edificio perché costruire l’infrastruttura che manterrà in efficienza i treni significa intervenire su uno degli ingranaggi che rendono possibile la mobilità ferroviaria, quella che ogni giorno permette alle FFS di trasportare oltre 1,39 milioni di passeggeri e 170mila tonnellate di merci.
Per il riscaldamento dell’intero edificio verrà interamente utilizzato il cippato di legno attraverso l’installazione di una centrale. Castione diventa così un’infrastruttura dietro l’infrastruttura, non una stazione attraversata dai viaggiatori né una nuova linea ferroviaria visibile sulle mappe, ma il luogo necessario perché quella rete continui a funzionare.
CSC Costruzioni, sessant'anni di costruzioni in Svizzera
A realizzare la parte dell’edificio industriale è il Consorzio Officine Ticinesi (OFT), guidato da CSC Costruzioni insieme alla svizzera Sottas, specializzata nelle costruzioni metalliche e nelle facciate high-tech.
Per CSC Costruzioni il progetto di Castione si inserisce in una storia svizzera che dura da oltre sessant’anni. La società del Gruppo Webuild è specializzata nella realizzazione di progetti multidisciplinari ad alta complessità e negli ultimi anni ha lavorato su opere molto diverse tra loro.
A Ginevra la società è intervenuta sulla ristrutturazione di un edificio storico destinato ad accogliere delegazioni internazionali; a Gland, nel Canton Vaud, ha realizzato l’estensione di un Data Center per Stack infrastrutture; a Ginevra ha completato tre edifici in rue des Maraîchers, un progetto di green building che ha vinto il premio per la Migliore Realizzazione Romanda 2025 nella categoria abitazioni in affitto; a Orbe per il progetto Rive Droite per la costruzione di due edifici di 80 appartamenti per anziani e di un centro medico certificati SEED “Next-Generation Living” (certificazione sviluppata dalla Società Svizzera per i Quartieri Sostenibili sulla base dell’approccio “One Planet Living (OPL)” di Bioregional e WWF International).