Scavare un tunnel nella sabbia e nel limo è già di per sé una sfida ingegneristica complessa. Farlo sotto una metropoli sterminata come Il Cairo, in Egitto, lo è ancora di più. Perché chi lavora nel sottosuolo non deve soltanto affrontare le difficoltà legate a terreni instabili, ma anche quelle di operare sotto le strade trafficate di una città millenaria abitata da decine di milioni di persone.
È proprio per questo che, tre anni fa, la società di costruzioni egiziana Petrojet ha avviato la sua collaborazione con SELI Overseas, uno dei leader mondiali del settore, parte del Gruppo Webuild. Il consorzio AHPC, di cui Petrojet fa parte, si era aggiudicato lo scavo di una prima tratta lunga 5,25 chilometri della nuova linea della metropolitana cittadina, destinata a raggiungere complessivamente la lunghezza di 19 chilometri.
La società egiziana aveva già acquistato la Tunnel Boring Machine (TBM) e selezionato il personale incaricato di guidarla, scegliendo poi di completare la squadra con l’esperienza maturata in decenni di scavi da SELI Overseas, la società del Gruppo Webuild alla quale sono stati affidati i servizi ingegneristici, l’assemblaggio del macchinario e il supporto diretto nelle attività di scavo.
Nuova metropolitana al Cairo: tra sviluppo economico e mobilità sostenibile
La Linea 4, oggi in costruzione, è destinata a diventare il grande asse est-ovest della rete metropolitana del Cairo, collegando 6th of October City con New Cairo, i due grandi poli urbani che si sviluppano ai lati della capitale. Una volta completata, la nuova infrastruttura per il trasporto pubblico potrà trasportare 1,5 milioni di passeggeri al giorno.
Il governo dell’Egitto l’ha indicata come uno dei più importanti progetti nazionali attualmente in costruzione, parte della strategia per ampliare l’offerta di mobilità sostenibile della metropoli.
«Questi progetti sostengono l’espansione urbana e, allo stesso tempo, stimolano le attività economiche, commerciali e turistiche», si legge in una nota pubblicata nel settembre 2025 dal Ministero egiziano della Pianificazione, dello Sviluppo Economico e della Cooperazione Internazionale. «Servono le aree industriali, rispondono alla crescente domanda di trasporto e offrono servizi avanzati, sicuri ed efficienti».
Scavare una galleria vicino al Nilo: la bentonite vince il terreno instabile
La vicinanza del Nilo rende il sottosuolo del Cairo ricco di sabbia e limo, materiali sciolti e instabili che richiedono tecnologie di scavo specifiche. Per questo la talpa meccanica utilizzata per la Linea 4 è dotata di uno slurry/mixed shield, un sistema progettato per mantenere stabile il fronte di scavo.
Il principio è quello di esercitare una pressione controllata dietro la testa fresante attraverso l’iniezione di uno slurry bentonitico, una miscela liquida composta da acqua e argilla bentonitica. La pressione impedisce al terreno granulare e instabile davanti alla Tunnel Boring Machine di collassare durante l’avanzamento, un aspetto essenziale per la sicurezza dello scavo ma anche per ciò che si trova in superficie. Qualunque eventuale cedimento potrebbe infatti provocare l’ingresso di sabbia e limo nella galleria appena scavata, compromettendo la stabilità del terreno che sostiene strade ed edifici.
Mentre la testa fresante ruota e avanza nel sottosuolo, il materiale scavato viene convogliato nella camera e mescolato con lo slurry. La miscela che ne deriva viene quindi pompata attraverso una rete di tubazioni fino all’esterno della galleria, dove viene trattata in un apposito impianto.
È proprio la capacità di lavorare in sicurezza in terreni saturi d’acqua e poco stabili a rendere le slurry TBM particolarmente adatte alla costruzione di metropolitane e tunnel stradali sotto fiumi, aree portuali e città densamente popolate.
Tanto Petrojet quanto SELI Overseas hanno già adottato questa tecnologia in opere caratterizzate da condizioni di scavo analoghe, tra cui i due tunnel stradali di Ismailia e Ahmed Hamdy che corrono sotto il Canale di Suez, e il Berger Point Water Treatment System Outfall, nello Stato di New York.
Passare vicino alle Piramidi di Giza con la TBM
Dotata di una testa fresante con un diametro di scavo di 6,73 metri, la Tunnel Boring Machine (TBM) è impegnata nella realizzazione di una delle due gallerie parallele che compongono la tratta della Linea 4 affidata a Petrojet e agli altri partner del consorzio.
Il suo viaggio nel sottosuolo è iniziato dal cantiere della nuova stazione Hadaek El Ashgar, nella zona occidentale della città. Da qui la talpa meccanica ha proseguito fino alla futura stazione El Remaya, raggiunta nel mese di luglio, dove recentemente ha abbattuto la parete del station box, il grande vano sotterraneo destinato a ospitare la stazione. La prossima tappa sarà Al Ahramat e, quando la macchina la raggiungerà, avrà completato il suo percorso di 5,25 chilometri.
Lungo il tracciato, la talpa meccanica è passata vicino alle Piramidi di Giza (sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO) e sotto il Grand Egyptian Museum, il nuovo museo egizio inaugurato di recente, luoghi che saranno entrambi serviti dalle stazioni della nuova linea (Al Ahramat e El Mathaf).
È proprio in passaggi delicati come questi che l’esperienza di Petrojet e SELI Overseas ha assunto un ruolo determinante. Nel tratto sotto il museo, ad esempio, la TBM ha lavorato con una copertura verticale inferiore a una volta e mezzo il proprio diametro, arrivando a scavare ad appena 8,7 metri dalla superficie.
A rendere ancora più complesso il lavoro è stata la geometria del tracciato, che ha imposto alla macchina di affrontare curve particolarmente strette, con raggi compresi tra 322 e 400 metri.