Ogni grande città ha un momento in cui deve scegliere se inseguire la propria crescita o governarla.
Melbourne quella scelta l’ha fatta più volte nella sua storia. La prima a metà dell’Ottocento, quando la scoperta dell’oro trasformò un piccolo insediamento coloniale nella città più ricca dell’Australia. La seconda nel Novecento, quando l’espansione dei quartieri rese necessario costruire una delle reti di tram più estese al mondo, nuove linee ferroviarie e grandi arterie stradali. La terza è quella che sta vivendo oggi.
Con oltre cinque milioni di abitanti e una popolazione destinata a crescere ancora nei prossimi decenni, Melbourne è diventata uno dei più grandi laboratori urbani del pianeta. Non una città che si limita ad aggiungere nuove opere, ma una metropoli che sta ripensando il proprio sistema di trasporti, spostando una parte crescente della mobilità nel sottosuolo e progettando infrastrutture capaci di accompagnare lo sviluppo dei prossimi cinquant’anni.
Il risultato è un mosaico di cantieri senza precedenti nella storia dell’Australia. Nuove linee della metropolitana, collegamenti ferroviari suburbani, grandi interventi autostradali e tunnel sotterranei stanno ridisegnando il volto della capitale dello Stato di Victoria, dimostrando come le infrastrutture non siano semplicemente una risposta alla crescita urbana, ma uno degli strumenti con cui costruire il futuro di una città.
Melbourne: una città che continua a costruire il proprio futuro
Per comprendere ciò che sta accadendo oggi a Melbourne bisogna osservare la scala delle trasformazioni in corso.
Il programma Victoria’s Big Build rappresenta il più grande piano di investimenti infrastrutturali mai realizzato nello Stato di Victoria. Decine di progetti procedono contemporaneamente: nuove linee ferroviarie, stazioni sotterranee, eliminazione dei passaggi a livello, ampliamenti della rete stradale e nuovi collegamenti destinati a rendere più efficiente una metropoli sempre più estesa.
Tra le opere simbolo spicca il Metro Tunnel, che attraversa il centro cittadino con una nuova direttrice ferroviaria sotterranea e cinque nuove stazioni, destinata ad aumentare significativamente la capacità della rete metropolitana. Ancora più ambizioso è il Suburban Rail Loop, una linea ferroviaria orbitale progettata per collegare direttamente i grandi sobborghi senza costringere milioni di pendolari a transitare ogni giorno dal centro urbano.
La logica è diversa da quella che ha guidato lo sviluppo delle città nel secolo scorso. Non più una crescita concentrata attorno al centro storico, ma una metropoli policentrica nella quale università, ospedali, quartieri residenziali e aree produttive vengono connessi attraverso una rete di mobilità sempre più integrata. È questa visione che ha fatto di Melbourne uno dei principali laboratori mondiali di pianificazione urbana.
Pianificazione urbana: tutto cominciò con la corsa all’oro
La vocazione infrastrutturale di Melbourne non nasce nel XXI secolo. Quando nel 1851 furono scoperti i primi grandi giacimenti auriferi nello Stato di Victoria, la città contava appena poche decine di migliaia di abitanti.
Nel giro di pochi anni la corsa all’oro attirò centinaia di migliaia di persone provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e dalla Cina, trasformando Melbourne nel principale porto commerciale dell’Australia e in uno dei centri economici più dinamici dell’Impero britannico.
L’oro cambiò tutto. Per trasportare uomini, merci e ricchezze occorrevano nuove strade, nuove ferrovie, magazzini portuali, ponti, quartieri residenziali e servizi pubblici. La città si espanse rapidamente oltre i suoi confini originari, accompagnando lo sviluppo economico con un’impressionante stagione di opere pubbliche. Alla fine dell’Ottocento Melbourne era già conosciuta come “Marvellous Melbourne”, simbolo di una prosperità costruita proprio attraverso la capacità di investire nelle infrastrutture.
Da allora ogni fase della sua crescita è stata accompagnata da una nuova generazione di opere: prima le ferrovie, poi la rete dei tram (oggi la più estesa del mondo), quindi le grandi arterie stradali, gli aeroporti, le tangenziali e, infine, i grandi sistemi di trasporto sotterranei. È una storia che attraversa quasi due secoli e che continua ancora oggi.
North East Link: l’anello che mancava alle autostrade di Melbourne
L’espansione urbana ha però lasciato in eredità anche un problema. Mentre Melbourne cresceva verso nord e verso est, una parte fondamentale della sua rete autostradale è rimasta incompleta. Migliaia di veicoli pesanti erano costretti ogni giorno ad attraversare quartieri residenziali, generando congestione, rumore e lunghi tempi di percorrenza.
Per decenni urbanisti e amministrazioni hanno individuato nello stesso punto il “missing link”, il collegamento mancante tra la M80 Ring Road, a Greensborough, e la Eastern Freeway, a Bulleen.
Da questa esigenza nasce il North East Link, il più grande investimento infrastrutturale mai realizzato nel nord-est di Melbourne. Un’opera destinata a cambiare il modo in cui persone e merci si muovono all’interno della metropoli, completando finalmente l’anello della rete autostradale cittadina.
Il progetto costituisce il più grande partenariato pubblico-privato per un’infrastruttura stradale mai realizzato nel Paese.
Un’infrastruttura sulla quale è al lavoro il consorzio Spark (di cui è parte il Gruppo Webuild), impegnato nella progettazione e nella costruzione delle opere principali del North East Link, tra cui due gallerie gemelle a tre corsie lunghe 6,5 chilometri che, una volta completate, diventeranno il tunnel stradale più lungo mai realizzato nello Stato di Victoria.
Le nuove gallerie permetteranno di eliminare circa 15.000 camion al giorno dalle strade locali e di ridurre i tempi di percorrenza fino a 35 minuti, migliorando la qualità della vita nei quartieri residenziali e rendendo più efficiente il sistema logistico della città.
Dall’oro al trasporto pubblico e autostradale: due secoli di infrastrutture
Osservando Melbourne dall’alto è difficile immaginare che il filo rosso della sua storia sia rimasto lo stesso per quasi duecento anni. Nel XIX secolo furono le ferrovie e il porto a sostenere la corsa all’oro. Nel Novecento arrivarono la rete tranviaria, le grandi arterie urbane e l’espansione suburbana. Oggi sono i tunnel, le nuove linee della metropolitana e i collegamenti sotterranei a preparare la città alla sfida della crescita demografica.
Cambiano le tecnologie, cambiano le esigenze della mobilità, ma non cambia il principio che ha accompagnato l’evoluzione della metropoli australiana: ogni nuova fase del suo sviluppo è stata resa possibile da una nuova generazione di infrastrutture.
Il North East Link si inserisce in questa lunga tradizione. Non rappresenta soltanto il completamento di un’autostrada, ma l’ultimo anello di una storia iniziata quasi due secoli fa, quando Melbourne comprese che il proprio futuro sarebbe stato costruito, ancora prima che negli edifici, nelle reti capaci di unire persone, territori e opportunità.