Tunnel Subportuale di Genova: sotto il porto, il primo tunnel sottomarino d’Italia

Sotto il porto di Genova nascerà il primo tunnel sottomarino d’Italia, un collegamento di 4,2 chilometri destinato a cambiare la mobilità della città. Il Tunnel Subportuale di Genova, progettato e finanziato da Autostrade per l’Italia, attraverserà il bacino portuale e la collina di Carignano, collegando ponente e levante e separando i flussi urbani da quelli portuali e logistici. In superficie, nuovi parchi, aree pedonali e percorsi ciclopedonali contribuiranno a ridisegnare il rapporto tra Genova, il porto e il mare. Il progetto è affidato al Gruppo Webuild.

Un tunnel che corre sotto il mare e attraversa la città. Un passaggio sotterraneo pensato per liberare la superficie di Genova dalle automobili, alleggerire il traffico e restituire nuovi spazi alla cittadinanza e al porto.

È il Tunnel Subportuale di Genova, il primo tunnel sottomarino d’Italia, progettato e finanziato da Autostrade per l’Italia: una nuova direttrice est-ovest che collegherà San Benigno con Viale Brigate Partigiane, passando sotto il bacino portuale e la collina di Carignano.

Un’opera che Autostrade per l’Italia ha affidato al Gruppo Webuild e che sarà destinata a cambiare il modo in cui Genova si muove, separando i flussi urbani da quelli portuali e logistici e aprendo, in superficie, nuovi spazi per parchi, percorsi pedonali e piste ciclabili.

Il progetto nasce proprio da una delle questioni che da decenni accompagnano lo sviluppo della città: come attraversare Genova da est a ovest in uno spazio stretto tra mare e montagne, dove la mobilità quotidiana convive con quella generata da uno dei principali porti del Mediterraneo.

Per oltre sessant’anni una delle risposte è stata la Sopraelevata, costruita negli anni Sessanta e diventata parte del paesaggio urbano, ma nel frattempo Genova è cambiata. È cambiato il Porto Antico di Genova, si sono trasformati il centro e il ponente, nuove aree del levante hanno conosciuto importanti processi di sviluppo, e soprattutto sono cambiate le esigenze della mobilità e della logistica, che richiedono oggi una risposta ambiziosa e innovativa.

Da San Benigno alla Foce, passando sotto il Porto Antico di Genova

Il Tunnel Subportuale di Genova avrà uno sviluppo complessivo di 4,2 chilometri, 3,4 dei quali in galleria, e sarà formato da due canne separate, una per ciascun senso di marcia. Considerando entrambe le canne, saranno scavati complessivamente circa 7 chilometri di tunnel.

Da San Benigno il tracciato del tunnel sottomarino attraverserà in sotterraneo il bacino portuale e la collina di Carignano per raggiungere Viale Brigate Partigiane, dando così vita a un nuovo asse di mobilità che consentirà di ridistribuire i flussi e alleggerire alcune delle principali direttrici urbane.

Ma la vera novità del Tunnel Subportuale di Genova non è soltanto quella di offrire una strada in più. Il progetto punta a riorganizzare il modo in cui il traffico attraversa Genova, separando maggiormente gli spostamenti urbani dai flussi generati dal porto e dalla logistica.

Una distinzione particolarmente importante in una città dove le esigenze quotidiane di residenti e pendolari convivono con quelle di un grande hub portuale. Il nuovo collegamento punta così a rendere più rapidi gli spostamenti, ridurre la congestione e migliorare l’accessibilità alle aree produttive e portuali, con benefici anche in termini di sicurezza stradale e riduzione degli impatti ambientali legati al traffico.

Costruire il Tunnel Subportuale di Genova: TBM, una macchina da 16 metri sotto la città

Per costruire il primo tunnel sottomarino d’Italia entrerà in azione una talpa meccanica dalle dimensioni eccezionali. Lo scavo delle due canne sarà affidato a una Tunnel Boring Machine (TBM) con un diametro di circa 16 metri, una delle più grandi mai utilizzate in Italia.

La TBM dovrà lavorare in un contesto particolarmente complesso, avanzando sotto un’area urbana e portuale e in presenza di falda. Anche la geologia cambierà lungo il percorso: lo scavo incontrerà depositi alluvionali, argille e formazioni calcaree, richiedendo alla macchina di adattarsi alle differenti condizioni geotecniche.

Il cuore dell’intervento è il Lotto B, articolato in tre fasi. La prima comprende le opere propedeutiche, con la realizzazione dei pozzi di imbocco, delle infrastrutture di cantiere e della sottostazione elettrica necessaria ad alimentare la TBM. La seconda riguarda lo scavo meccanizzato delle due gallerie, per circa 7 chilometri complessivi. La terza comprende invece le opere di completamento: rivestimenti, pavimentazioni, impianti tecnologici e sistemazioni ambientali e urbane.

Le gallerie del nuovo tunnel sottomarino di Genova saranno dotate di rivestimenti prefabbricati in calcestruzzo e di sistemi di protezione progettati per garantirne robustezza strutturale, impermeabilità e resistenza in caso di incendio.

Un’attenzione specifica sarà riservata anche alla gestione del cantiere e dei materiali prodotti dallo scavo, con il riutilizzo delle terre e interventi mirati a ridurre gli impatti ambientali durante la realizzazione. Nel complesso circa 700 persone saranno impegnate nella costruzione del Tunnel Subportuale.

Un progetto di rigenerazione urbana: sotto le auto, sopra i parchi

La trasformazione più evidente per chi vivrà Genova, però, non sarà necessariamente quella che avverrà sottoterra.

Il Tunnel Subportuale nasce infatti anche come progetto di rigenerazione urbana con l’obiettivo di utilizzare la nuova organizzazione della mobilità per recuperare superficie e trasformarla in spazi pubblici, aree verdi e percorsi dedicati alla mobilità lenta.

Il progetto del Tunnel Subportuale di Genova prevede complessivamente 3,2 ettari di aree pedonali e 4,7 ettari di aree verdi e parchi, con la realizzazione di tre nuovi parchi pubblici, la riqualificazione delle zone in corrispondenza degli imbocchi e lo sviluppo di una rete di percorsi ciclopedonali.

In questo modo l’infrastruttura che corre sotto la città diventa anche uno strumento per intervenire su ciò che accade sopra, ricucendo quartieri e spazi oggi separati e rafforzando il rapporto tra Genova e il suo waterfront.

Da Sampierdarena alla spiaggia, i cittadini riscoprono Genova

Uno dei luoghi simbolo di questa trasformazione sarà il Parco della Lanterna. Il progetto prevede di ricongiungere il faro, simbolo di Genova, con il quartiere di Sampierdarena.

Il nuovo parco diventerà il punto di arrivo del percorso ciclopedonale proveniente dal Porto Antico di Genova e, contemporaneamente, l’inizio della sua prosecuzione verso ponente attraverso il progetto di riqualificazione di Lungomare Canepa. Il Parco della Lanterna è pensato inoltre come uno spazio pubblico multifunzionale, con aree dedicate agli eventi, allo sport individuale, ai bambini e al tempo libero.

All’estremità opposta del tracciato, la trasformazione interesserà invece la Foce. La riorganizzazione delle carreggiate di Viale Brigate Partigiane consentirà di ampliare verso nord il Parco della Foce, destinato a diventare il più grande parco urbano della città, con un sistema verde che si estenderà dal centro fino alla spiaggia urbana di Piazzale Kennedy.

Nuovi alberi ad alto fusto accompagneranno percorsi pedonali e piste ciclabili, dando vita a una continuità paesaggistica tra aree oggi separate. La nuova vegetazione sarà inserita nel rispetto dell’ecosistema esistente e metterà in relazione i filari storici di platani della Foce con il patrimonio arboreo dei Giardini Francesco Coco.

Il progetto del nuovo tunnel sottomarino di Genova recupererà anche una parte della storia della città. Tra gli interventi previsti figura, infatti, la valorizzazione delle mura storiche di Corso Aurelio Saffi, rimaste per anni nascoste da strutture realizzate successivamente.

Dal Terzo Valico alla Nuova Diga Foranea di Genova: le infrastrutture ridisegnano la Liguria

Il Tunnel Subportuale entra in una stagione di trasformazione che coinvolge Genova e più in generale la Liguria, dove grandi infrastrutture stanno intervenendo sulla mobilità urbana, sui collegamenti ferroviari e sul sistema portuale.

In questo processo Webuild è impegnata su alcune delle opere strategiche per il territorio come il Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova che punta a rafforzare i collegamenti ferroviari veloci tra il porto, il Nord Italia e le grandi direttrici europee, o ancora la Nuova Diga Foranea di Genova che ridisegna l’accesso marittimo allo scalo genovese, mentre il Ponte Genova San Giorgio, inaugurato nel 2020, ha ricostruito un collegamento fondamentale per la mobilità della città e del Paese.

Il Tunnel Subportuale interviene su un’altra dimensione ancora: quella del rapporto tra Genova, il traffico e il suo waterfront, correndo sotto il porto di Genova e sotto la città, mentre in superficie il suo segno sarà fatto di meno traffico, nuovi percorsi e nuovi spazi verdi.