Sul fondo del mare, dove la luce non arriva e il lavoro scorre silenzioso, c’è una rete di strumenti, tecnici e dati che ogni giorno racconta la nascita della Nuova Diga Foranea di Genova. È un’infrastruttura digitale che non si vede, ma che offre un contributo prezioso alla costruzione di una delle opere più complesse e ambiziose mai realizzate nel Paese.
In questa storia, un ruolo centrale lo ha SOCOTEC, la società incaricata dei rilievi e del monitoraggio nel cantiere marino che il Consorzio PerGenova Breakwater, guidato dal Gruppo Webuild, sta portando avanti per ridisegnare il futuro del porto ligure.
Come i tecnici e gli ingegneri di SOCOTEC amano definirsi, sono loro stessi gli “occhi della diga”. Occhi che scrutano ciò che avviene sotto la superficie, nei sedimenti del fondale marino, nelle deformazioni del terreno, negli scarti millimetrici di cassoni grandi come palazzi. Occhi che garantiscono che ogni fase della costruzione della diga di protezione proceda come previsto, trasformando il mare da incognita a scenario controllato.
Porto di Genova: sul fondale, una rete di sensori che “ascolta” la diga foranea
In questa prima fase del progetto, il compito di SOCOTEC riguarda soprattutto il monitoraggio del terreno e delle sue reazioni durante la costruzione della diga di Genova, in particolare nel posizionamento dei cassoni.
I cassoni sono giganti di calcestruzzo, alti come palazzi di dieci piani, che vengono trasportati dal porto di Vado Ligure e poi posizionati in mare aperto andando a formare la diga foranea stessa.
«Non è il mare a muovere i cassoni – spiegano gli esperti di SOCOTEC – ma le deformazioni del fondale, che deve comportarsi esattamente come previsto in fase di progettazione».
Per analizzare gli eventuali movimenti a decine di metri di profondità, la società installa tre strumenti chiave:
- piezometri, che registrano la pressione interstiziale dell’acqua nel terreno;
- inclinometri, sensori di inclinazione che misurano gli scostamenti orizzontali e gli eventuali fenomeni di scivolamento;
- profilometri, posati direttamente sul fondale per rilevare cedimenti anche impercettibili.
Questa fitta rete di nodi dialoga con una centralina madre che raccoglie e invia i dati ai server, dove software dedicati trasformano le informazioni in mappe tridimensionali, grafici, modelli decisionali.
Il risultato è una fotografia continua del comportamento del fondale marino, uno strumento essenziale per verificare che i carichi dei cassoni si stiano distribuendo correttamente e che la piattaforma non subisca sprofondamenti anomali.
Tra onde e correnti, l’Implacabile è il laboratorio sul mare
Il lavoro di SOCOTEC non si svolge soltanto nelle profondità del mare. Una parte fondamentale avviene a bordo dell’Implacabile, l’imbarcazione dedicata ai rilievi altimetrici e batimetrici.
Per 12 ore continuative, sette giorni su sette, i tecnici navigano all’interno dell’area di cantiere monitorando una serie di variabili, dalla quantità di ghiaia versata, alla posizione e i movimenti delle chiatte che operano in mare, dalle operazioni di demolizione della vecchia diga al posizionamento degli ormeggi delle navi operative.
Grazie ai rilievi batimetrici multibeam ad alta risoluzione, è possibile ricostruire modelli tridimensionali estremamente accurati dei fondali marini, fondamentali per aggiornare in modo continuo la geometria dell’opera, verificare le quote di progetto e garantire che ogni fase esecutiva proceda con precisione millimetrica, anche in un contesto operativo complesso come quello marittimo.
Diga Foranea di Genova: un’infrastruttura per accogliere le navi più grandi del mondo
Le attività della SOCOTEC, come di tutte le aziende impegnate nel progetto, offrono un contributo prezioso alla costruzione della Nuova Diga Foranea di Genova, un’opera unica lunga circa 6 chilometri che permetterà al porto di Genova di accogliere anche le navi più grandi al mondo.
Un’infrastruttura che assicurerà quindi una trasformazione strategica per Genova, destinata a diventare un asset decisivo per l’intero sistema portuale italiano.
Alla sua costruzione, condotta dal Consorzio PerGenova Breakwater guidato dal Gruppo Webuild, partecipa una filiera di eccellenze e competenze specialistiche che lavorano come un organismo unico. Vengono raccontate all’interno di “Number Ten”, una serie di mini documentari dedicata proprio a chi sta costruendo la Diga Foranea, l’opera che cambierà il porto e che sta già cambiando il modo di costruire sul mare: con dati, tecnologia e occhi capaci di guardare dove nessuno può arrivare.