Corridoio di Lobito: la ferrovia tra Zambia e Angola per l’export di rame e cobalto

La ferrovia Zambia-Lobito, tra i progetti più ambiziosi dell’Africa australe, è più vicina a diventare realtà a seguito della recente selezione degli offerenti preferenziali per i contratti di costruzione degli oltre 800 chilometri di linea ferroviaria. Tra gli offerenti figura un consorzio guidato dall'italiana Webuild, che sarà responsabile di una tratta lunga 517 chilometri.

La ferrovia collegherà le miniere di rame e cobalto dello Zambia con il porto angolano di Lobito, sulla costa atlantica. Offrendo al Paese un ulteriore sbocco per l’esportazione delle proprie materie prime critiche verso i mercati globali, l'infrastruttura dovrebbe favorire lo sviluppo lungo il tracciato, creando posti di lavoro e contrastando la povertà.

Qualunque cosa lo Zambia abbia da offrire, il mondo è pronto ad accoglierla. Questo perché il Paese dell’Africa australe possiede uno dei più grandi giacimenti conosciuti di rame e cobalto, due tra i minerali più richiesti dall’industria manifatturiera, considerati minerali critici proprio perché utilizzati in un’ampia gamma di prodotti e tecnologie, dagli smartphone ai pannelli solari, dalle batterie alle linee elettriche.

Più camion che treni merci: le difficoltà di logistica nello Zambia

Per lo Zambia portare questi minerali sui mercati internazionali rappresenta una sfida. Situato nell’entroterra africano, lontano da qualsiasi costa, il Paese deve affidarsi agli Stati confinanti, come la Tanzania, per spedire le proprie risorse minerarie nel resto del mondo.

Per raggiungere Dar es Salaam e gli altri porti affacciati sull’Oceano Indiano vengono utilizzate flotte di camion, ma il trasporto merci richiede tempi relativamente lunghi e comporta costi elevati.

Lo Zambia ricorre anche al trasporto ferroviario, sebbene meno frequentemente, perché i minerali devono comunque essere trasportati su camion fino alle stazioni. Inoltre, le linee ferroviarie, così come i porti, si trovano in altri Paesi, tra cui la Repubblica Democratica del Congo (RDC).

La rete ferroviaria nazionale è invece molto limitata e offre scarse possibilità di utilizzo: secondo l’African Development Bank Group (AfDB), la densità ferroviaria dello Zambia è pari ad appena 2,83 chilometri di binari ogni 1.000 chilometri quadrati di territorio, rispetto a una media mondiale di circa 23 chilometri.

Trasportare i minerali verso la costa atlantica rappresenta quindi una sfida ancora più impegnativa perché non solo lo Zambia non dispone di un collegamento ferroviario con l’Angola, ma le poche strade che attraversano il confine sono sterrate, scarsamente manutenute e sono soggette a frequenti inondazioni.

Questa carenza di infrastrutture riflette l’estrema povertà che affligge lo Zambia. Nonostante l’enorme potenziale dei suoi giacimenti minerari, il Paese rimane uno dei più poveri al mondo. Secondo un rapporto del 2025 della Banca Mondiale, oltre la metà della popolazione – circa 12,6 milioni di persone – vive con meno di 2,15 dollari al giorno.

Corridoio di Lobito: una ferrovia transfrontaliera tra Zambia e Angola

È in questo contesto che assume particolare importanza il recente annuncio relativo allo sviluppo del Corridoio di Lobito, ufficialmente denominato Lobito Integrated Economic Corridor Development Project, uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi dell’Africa.

All’interno di questo articolato programma rientra la Zambia-Lobito Railway, un collegamento ferroviario di 830 chilometri tra il Copperbelt, la regione mineraria dello Zambia, e il porto di Lobito, nella vicina Angola, sulla costa atlantica.

Al termine di una gara internazionale, l’Africa Finance Corporation (AFC), principale promotore e sviluppatore del progetto ferroviario, ha annunciato alla fine di ottobre di aver selezionato i preferred bidder per la sua realizzazione.

Per il Lotto 1B, che comprende la tratta ferroviaria in territorio zambiano, AFC ha scelto un consorzio guidato dall’italiana Webuild. Il lotto prevede la realizzazione di 517 chilometri di ferrovia tra Chingola, città mineraria dello Zambia nordoccidentale, e il confine con l’Angola, a ovest. L’intervento comprende anche 22 ponti e viadotti e otto stazioni ferroviarie.

L’altro lotto, assegnato a un diverso offerente, prevede il prolungamento della linea per 279 chilometri in territorio angolano, fino al collegamento con la ferrovia del Benguela, presso Luacano. Questa infrastruttura è operativa da decenni e consente di trasportare i minerali dalla Repubblica Democratica del Congo fino a Lobito.

Grazie alla nuova ferrovia, quindi, anche lo Zambia potrà beneficiare dell’accesso al porto sulla costa atlantica, al pari della Repubblica Democratica del Congo.

I vantaggi del nuovo collegamento per il trasporto merci

Con questa nuova linea ferroviaria, dunque, lo Zambia trarrebbe beneficio dal porto sulla costa atlantica tanto quanto la Repubblica Democratica del Congo.

«Il vantaggio competitivo è determinato da distanze più brevi, un minor numero di attraversamenti di frontiera, condizioni infrastrutturali migliori e un modello operativo più sostenibile», secondo quanto affermato dall’AfDB in una valutazione del progetto pubblicata a maggio.

Una volta completata, la ferrovia ridurrà i tempi di trasporto merci dal Copperbelt ai mercati internazionali da 16 a 7 giorni.

Miliardi di dollari di opportunità economiche: l’impatto della ferrovia

La ferrovia Zambia-Lobito dovrebbe generare miliardi di dollari di valore economico, creando nuove opportunità per il commercio, l’industria e l’agricoltura lungo il corridoio tra Zambia e Angola, e favorendo la creazione di posti di lavoro.

«Riducendo i costi logistici e migliorando l’accesso ai mercati globali, la ferrovia rafforzerà l’integrazione regionale e consentirà alle economie africane di trasformare le proprie risorse a livello locale», ha dichiarato AFC nel comunicato che annunciava l’esito della gara, sottolineando l’importanza di lavorare i minerali direttamente nei Paesi africani, anziché in altre parti del mondo. In questo modo sarà possibile aumentare il valore aggiunto delle esportazioni.

«Il mercato africano in crescita ha bisogno di infrastrutture che colleghino le nostre risorse alla produzione, i nostri produttori ai consumatori e le nostre popolazioni alle opportunità», ha dichiarato Samaila Zubairu, amministratore delegato di AFC. «Lavorando insieme ai nostri partner, stiamo gettando le basi affinché le economie africane possano produrre di più, commerciare di più e trattenere una quota maggiore del valore che generano».

L’infrastruttura sosterrà senza dubbio le ambizioni dello Zambia per i prossimi anni. Il suo settore minerario, che nel 2025 ha prodotto circa 890.000 tonnellate di rame, ha il potenziale per incrementare significativamente la produzione verso l’obiettivo di tre milioni di tonnellate all’anno entro il 2031, con la prospettiva di un aumento da sei a dieci volte dei ricavi da export nel prossimo decennio, secondo un rapporto recentemente pubblicato dal governo zambiano.

Una nuova rotta verso Occidente: il riconoscimento dell’Italia con il Piano Mattei per l’Africa

Tra i partner che supportano il progetto figura l’Italia che – attraverso il Piano Mattei per l’Africa, l’iniziativa del governo italiano volta a rafforzare gli investimenti e le partnership economiche con i Paesi africani – ha riconosciuto la ferrovia Zambia-Lobito un progetto strategico da sostenere.

«Il corridoio contribuirà allo sviluppo delle economie locali», si legge in una nota del governo italiano. «Aprirà inoltre una rotta verso Occidente, offrendo un’alternativa ai tradizionali sbocchi commerciali sull’Oceano Indiano». Il progetto ferroviario gode anche del sostegno degli Stati Uniti e dell’Unione europea.