Alice in Australia, Roberta in Francia: TBM per le metropolitane ai capi del mondo

Si trovano agli antipodi del pianeta, ma hanno molto più in comune di quanto si possa immaginare. Alice e Roberta, i nomi scelti per battezzare le due TBM (Tunnel Boring Machine), condividono infatti la stessa missione: scavare le gallerie di due grandi infrastrutture ferroviarie destinate a trasformare la mobilità urbana.

I progetti nei quali sono impegnate presentano molte analogie: due linee metropolitane, in gran parte sotterranee, progettate per svilupparsi attorno ai centri delle rispettive metropoli. A Melbourne è il Suburban Rail Loop, mentre la nuova metro di Parigi è il Grand Paris Express.

Potranno anche trovarsi agli antipodi del pianeta l’una dall’altra, ma Alice e Roberta hanno molto in comune. Determinazione d’acciaio, carattere di ferro, un cervello programmato per vincere qualunque sfida. Le comodità non le attirano, anzi. Danno il meglio di sé quando si trovano sotto terra, proprio dove la sfida è più complessa.

Questo perché Alice e Roberta sono due talpe meccaniche, TBM (Tunnel Boring Machine), e il loro lavoro è sostanzialmente lo stesso: scavare nel sottosuolo per costruire nuove linee metropolitane.

Anche i progetti ai quali sono destinate si assomigliano: due grandi linee metropolitane, in buona parte sotterranee, progettate per svilupparsi attorno al centro di altrettante metropoli. Una è Melbourne, in Australia, l’altra è Parigi, in Francia.

Ad accomunarle, oltre alla tempra d’acciaio, c’è anche l’impresa che ne coordina i lavori: il Gruppo italiano Webuild, tra i leader mondiali nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse.

Persino i tempi di avvio delle due macchine sono quasi coincidenti. Alice, la TBM impegnata nella costruzione della tratta orientale del Suburban Rail Loop (SRL) di Melbourne, ha iniziato a scavare all’inizio di settembre. Roberta, invece, è pronta a entrare in azione un mese più tardi, aprendo il proprio percorso nel sottosuolo della parte occidentale del Grand Paris Express di Parigi.

Suburban Rail Loop: la prima ferrovia orbitale di Melbourne

Imponenti per dimensioni e ambiziosi per obiettivi, i due progetti condividono una stessa visione: collegare i quartieri periferici delle rispettive metropoli, rendendo più semplici e veloci gli spostamenti tra aree diverse della città. Un cambiamento radicale nella mobilità urbana, perché permetterà ai cittadini di raggiungere i quartieri situati sul versante opposto senza dover necessariamente attraversare uno snodo centrale.

Con i suoi 90 chilometri di tracciato, il Suburban Rail Loop sarà la prima linea ferroviaria orbitale di Melbourne. Un’infrastruttura destinata a ridurre i tempi di percorrenza, alleggerire il traffico stradale e incentivare il passaggio dall’automobile al trasporto pubblico.

Ma gli effetti del progetto andranno ben oltre la mobilità. Lungo il percorso delle nuove stazioni è prevista la costruzione di migliaia di abitazioni, raggiungibili a piedi dalla ferrovia, insieme a nuovi posti di lavoro, scuole, strutture sanitarie e servizi per i cittadini.

Secondo le previsioni, entro il 2050, si prevede che il Suburban Rail Loop trasporti oltre 430.000 passeggeri al giorno.

Nel frattempo, sotto la superficie di Melbourne, Alice si prepara a ricevere rinforzi. Alla prima TBM si affiancherà infatti una seconda talpa meccanica, battezzata Hacia, che procederà parallelamente lungo lo stesso tracciato. Insieme realizzeranno le gallerie della tratta SRL East, destinate a collegare le future stazioni di Box Hill, Burwood, Monash e Glen Waverley, tutti quartieri della zona orientale e sud-orientale della metropoli australiana.

Alice è una TBM di tipo EPB (Earth Pressure Balance), una tecnologia che consente di bilanciare la pressione del terreno durante lo scavo. La Tunnel Boring Machine è dotata di una testa fresante dal diametro di sette metri e si sviluppa per oltre 100 metri di lunghezza.

Grand Paris Express: la nuova metro di Parigi è il più grande progetto europeo di mobilità sostenibile

Se il Suburban Rail Loop promette di trasformare Melbourne, il Grand Paris Express punta a rivoluzionare la mobilità urbana dell’intera area metropolitana parigina.

Le dimensioni dell’intervento sono ancora più imponenti: con una rete prevista di 200 chilometri, oltre il doppio di quella dell’Australia, il Grand Paris Express rappresenta il più grande progetto di mobilità sostenibile in Europa. Lungo il tracciato della nuova metro di Parigi sorgeranno 68 stazioni, destinate a ridisegnare i collegamenti tra la capitale francese e i comuni della sua vasta cintura urbana.

Secondo le stime della Société des grands projets, la società committente del progetto, la nuova rete metropolitana contribuirà a ridurre le emissioni di CO₂ fino a 27,6 milioni di tonnellate, rendendo il trasporto pubblico una soluzione sempre più rapida, sicura e competitiva rispetto all’utilizzo dell’automobile.

L’impatto economico sarà altrettanto significativo. Si calcola che l’infrastruttura possa generare 100 miliardi di euro di prodotto interno lordo aggiuntivo e contribuire alla creazione di 115mila posti di lavoro.

Come accadrà a Melbourne, anche in Francia la nuova rete ferroviaria sarà un motore di trasformazione urbana. Attorno alle stazioni prenderanno forma nuovi quartieri residenziali, servizi e attività economiche.

Le previsioni indicano che nei prossimi anni potranno essere realizzate tra 250mila e 400mila nuove abitazioni. Ed è proprio in questo scenario che entra in azione Roberta, la TBM protagonista dei lavori nella parte occidentale della Linea 15. Battezzata all’inizio di ottobre, la talpa meccanica è pronta ad avviare il proprio viaggio nel sottosuolo partendo da un pozzo di Gennevilliers, nella periferia occidentale di Parigi.

A differenza di Alice, che lavorerà in parallelo con un’altra Tunnel Boring Machine, Roberta procederà da sola nella realizzazione di sette chilometri di gallerie a doppio binario, nell’ambito del Lotto 2 della Linea 15 Ovest del Grand Paris Express. Anche le dimensioni raccontano la complessità della sfida: la testa fresante ha un diametro di 9,86 metri, mentre l’intera macchina supera i 100 metri di lunghezza e raggiunge un peso di 2mila tonnellate.

Un gigante tecnologico progettato per avanzare nel sottosuolo, scavando e realizzando progressivamente la struttura delle gallerie che ospiteranno i treni della nuova metropolitana di Parigi.

Dalla Francia all’Australia, le infrastrutture di Webuild per le grandi metropoli

Il Suburban Rail Loop e il Grand Paris Express rappresentano gli ultimi capitoli di un impegno che vede Webuild protagonista della trasformazione infrastrutturale di entrambe le metropoli.

Nella capitale della Francia, il Gruppo italiano ha già contribuito, insieme ai propri partner francesi, alla realizzazione del prolungamento meridionale della Linea 14 fino all’aeroporto di Orly, un intervento che ha previsto lo scavo di 4,1 chilometri di gallerie.

Sempre nell’ambito del Grand Paris Express, Webuild ha inoltre lavorato al Lotto 2 della Linea 16, nella zona nordorientale di Parigi, realizzando circa 11 chilometri di gallerie e quattro nuove stazioni.

Dall’altra parte del mondo, a Melbourne, il Gruppo è impegnato anche in un’altra grande sfida sotterranea: il North East Link, il più importante progetto stradale mai realizzato nella storia della città australiana.

Una volta completata, l’opera comprenderà oltre sei chilometri di tunnel autostradali, destinati a diventare i più lunghi del loro genere nello Stato di Victoria (Australia), di cui Melbourne è la capitale.

Dalle metropolitane alle grandi infrastrutture stradali, da Parigi a Melbourne, il filo conduttore è lo stesso: utilizzare le tecnologie più avanzate dello scavo meccanizzato per trasformare la mobilità delle metropoli, ridurre le distanze e accompagnare la crescita delle città del futuro.