Strada Statale 106 Jonica: la rivoluzione della mobilità nel Sud Italia

Al lavoro per la costruzione della SS106 Jonica, la nuova strada veloce che correrà per decine di chilometri lungo la costa ionica, migliorando il trasporto su strada tra Calabria, Basilicata e Puglia e rivoluzionando la viabilità nell’Italia Meridionale.

Per oltre duemila anni, quella linea di costa affacciata sullo Ionio è stata una delle direttrici più importanti del Mediterraneo. Lì passavano le rotte della Magna Grecia, che collegavano città come Sibari, Crotone e Taranto, centri ricchi e cosmopoliti dove commercianti e naviganti approdavano dopo aver attraversato il mare. Oggi quella stessa direttrice torna al centro di un nuovo progetto infrastrutturale, destinato a cambiare la mobilità del Sud Italia: la nuova Strada Statale 106 Jonica.

La SS106 Jonica è una delle arterie più lunghe e strategiche per la viabilità del Paese. Corre per decine di chilometri lungo la costa ionica, collegando Calabria, Basilicata e Puglia, e creando un corridoio trasversale che unisce il Tirreno, lo Ionio e l’Adriatico. Per decenni questa strada è stata sinonimo di difficoltà infrastrutturali e collegamenti lenti. Anche per questo, oggi la sua trasformazione in una moderna arteria a scorrimento veloce rappresenta una delle grandi sfide per il rilancio della mobilità nel Mezzogiorno.

Se si guarda dall’alto la costa ionica calabrese, la Strada Statale 106 Jonica sembra seguire un percorso antico. È la stessa direttrice che nei secoli ha collegato porti, città e comunità affacciate sul Mediterraneo.

Ai tempi della Magna Grecia, Sibari era una delle città più ricche del mondo antico, mentre piccoli centri lungo la costa vivevano di commercio e navigazione. Oggi quella stessa linea torna a essere un corridoio strategico, non più per le rotte delle navi, ma per il traffico stradale contemporaneo.

A guidare questa trasformazione è il Gruppo Webuild, impegnato nella realizzazione di importanti tratte della nuova infrastruttura nell’ambito di un progetto complessivo che mira a creare una strada più sicura, veloce e sostenibile, capace di migliorare la connessione tra territori che per troppo tempo sono rimasti ai margini dei grandi corridoi europei per i trasporti.

SS106 Jonica: una nuova infrastruttura per collegare tre mari

Il cuore del progetto – commissionato da ANAS (Gruppo FS Italiane) – è il Terzo Megalotto della SS106 Jonica, un tratto di circa 38 chilometri tra Sibari e Roseto Capo Spulico, che rappresenta il principale intervento previsto lungo la tratta calabrese della SS106. Qui la nuova strada statale ad alto scorrimento consentirà di percorrere la tratta in circa 20 minuti contro i 36 attuali, riducendo tempi di viaggio e migliorando la sicurezza.

L’infrastruttura corre lungo un territorio di grande valore paesaggistico, con il mare sempre vicino e l’Appennino calabrese alle spalle. In molti punti la distanza dalla costa è di appena poche centinaia di metri, in altri si allarga fino a qualche chilometro, seguendo una linea che accompagna il profilo dello Ionio.

La realizzazione di questo tratto della Strada Statale 106 Jonica richiede un complesso sistema di opere ingegneristiche: gallerie, viadotti e nuove infrastrutture di collegamento pensate per integrarsi con il territorio e migliorare la sicurezza della circolazione.

Non si tratta quindi solo di una nuova strada, ma di un’infrastruttura che contribuisce a completare un sistema di collegamenti capace di unire le coste italiane e creare un asse di mobilità tra il Tirreno, lo Ionio e l’Adriatico.

Nuovo tracciato della SS 106: cantieri aperti e lavorazioni in corso

I lavori lungo il Megalotto 3 della Strada Statale 106 Jonica sono già in una fase avanzata. Il progetto ha superato circa l’80% di avanzamento complessivo, con circa 1.200 persone impegnate nei cantieri, tra personale diretto e lavoratori delle imprese della filiera.

Fin dall’avvio dei cantieri sono state coinvolte circa 900 imprese, di cui circa il 45% calabresi, un dato che testimonia il forte impatto economico dell’opera sul territorio. Nei cantieri sono in corso lavorazioni complesse che includono la realizzazione di viadotti, gallerie e infrastrutture accessorie.

Il progetto è stato sviluppato con particolare attenzione alla sostenibilità e una parte significativa dei materiali di scavo viene riutilizzata per la costruzione delle infrastrutture, riducendo l’impatto ambientale e il consumo di nuove risorse.

Strada Statale 106 Jonica: il nuovo lotto aggiudicato nel 2026

A rafforzare il progetto complessivo è arrivata anche una nuova aggiudicazione. Nel gennaio 2026 Webuild si è aggiudicata il contratto da 531 milioni di euro per il Lotto 1 della SS106 Jonica, nel tratto tra il viadotto Coserie e lo svincolo di Corigliano Ovest.

Il nuovo intervento prevede la realizzazione di circa 17 chilometri di nuova strada statale, con opere ingegneristiche di grande complessità tra cui 15 viadotti, tre cavalcavia e una galleria artificiale a doppia canna lunga circa 1,4 chilometri.

Durante la fase di costruzione il progetto potrà coinvolgere fino a circa 500 persone tra personale diretto e lavoratori delle imprese della filiera, valorizzando anche le competenze maturate nei cantieri del Megalotto 3.

 Nel complesso, tra il Megalotto 3 e il nuovo Lotto 1, Webuild realizzerà circa 55 chilometri della nuova SS106 Jonica, contribuendo alla modernizzazione di una delle infrastrutture più importanti del Mezzogiorno.

Infrastrutture per lo sviluppo delle strade e dei trasporti nel Sud Italia

La nuova SS106 Jonica non è solo un progetto di mobilità, ma un motore di sviluppo economico per il Meridione. Le grandi infrastrutture hanno infatti la capacità di attivare filiere produttive estese e generare occupazione locale.

Il Gruppo Webuild è oggi impegnato in 20 progetti infrastrutturali nel Sud Italia, per un valore complessivo di circa 16 miliardi di euro, con 10.200 persone impiegate tra diretti e indiretti e il coinvolgimento di migliaia di fornitori.

Progetti come la nuova Strada Statale 106 Jonica dimostrano quindi come le infrastrutture possano diventare leve di crescita per territori che per anni hanno sofferto una carenza di collegamenti moderni.